10 esperienze da non perdere nelle abbazie tedesche – 10 must see experiences in german abbeys

Chissà perché, quando si pensa alle abbazie o al monachesimo più in generale, si considera la Germania come un luogo secondario rispetto ad altre nazioni, la Francia o alla Spagna per esempio, e non come una delle nazioni più ricche, feconde e interessanti del panorama europeo. Il fatto di aver originato la Riforma Luterana ha forse generato in molti l’equivoco che tutta la Germania sia ormai luterana e che di conseguenza la presenza monastica si sia assai ridotta. Dico questo perché mi è capitato spesso di cogliere, durante varie conversazioni, questa strana diffidenza e questo senso di sorpresa assolutamente ingiustificati. Stiamo infatti parlando di uno dei Paesi che ha dato il maggior contributo nella storia del monachesimo europeo e che anzi continua ancora oggi ad assicurarlo, grazie alla presenza di congregazioni dinamiche e missionarie e di alcune delle comunità più numerose nell’intera Europa.  Alla luce di una storia complessa e diversificata non dobbiamo però sorprenderci se oggi le abbazie in terra di Germania costituiscono un insieme piuttosto disomogeneo per stile di vita, architetture, tradizione. Si passa infatti da antichissime e nobili fondazioni che si sono mantenute quasi intatte nel tempo (Maria Laach, Weltenburg, Frauenworth) ai grandi complessi barocchi della Baviera (Weingarten, Neresheim, Plankstetten; Niederaltaich) per arrivare alle severe fondazioni delle riforme del XIX secolo (Eibingen, Beuron) e alle abbazie moderne sia per stile artistico che per stile di vita.
Questo è il momento di riscoprire le abbazie tedesche anche perché in genere tutte sono molto aperte all’ospitalità. Anzi proprio in Germania si trovano alcune tra le foresterie monastiche più moderne e attrezzate. Lo stesso dicasi per i negoz, ricchi di proposte artigianali e alimentari.

Somehow, when thinking of abbeys or monasticism in general, we look at Germany as a secondary place, if compared to France or Spain for example, and not as one of the richest, most prolific, and exciting countries in Europe. Having originated the Lutheran Reformation leads may be many people to misunderstand that the entire German country is now Lutheran and consequently the monastic presence there is reduced. This is because I have frequently observed in conversations this bizarre mistrust, this unjustified impression of wonder. We are talking about one of the countries that have given the greatest contribution to the history of European monasticism, and indeed still continues to provide it, through the presence of dynamic and missionary communities and the largest number of congregations in the whole of Europe.  Despite this complicated and diversified history, we should not be surprised if today the German abbeys represent a rather heterogeneous group regarding lifestyle, architecture, and tradition. We pass from ancient and noble foundations that have survived through time ( Maria Laach, Weltenburg, Frauenworth) to large baroque ensembles in Bavaria (Weingarten, Neresheim, Plankstetten; Niederaltaich); to the austere foundations of the 19th-century reforms (Eibingen, Beuron) and modern abbeys in terms of artistic style and lifestyle. It’s time to discover German abbeys because they are usually very welcoming. Indeed, Germany hosts some of the best equipped and up-to-date monastic guest houses. The same can be said of the monastic shops, rich in handicrafts and food.

1.

La Fürstenkapelle dell’ abbazia di Lichetnthal a Baden Baden  
The Lichtental Abbey’s Fürstenkapelle near Baden Baden

Ci sono luoghi a cui si fa fatica a immaginare la presenza di un monastero. Baden Baden per esempio, era nel mio immaginario solo un luogo di magnifiche terme e fui quindi sorpreso di scoprire che qui esisteva un monastero antico e venerabile, la cui fama precedeva quella pur notevole del liberty dei suoi edifici profani.
Cinto da un basso muro, il monastero di Lichtenthal sorge in un sobborgo di Baden Baden, proprio alle prime propaggini della Foresta Nera.
Fondato nel 1245 dalla margravia Irmengarda, cresciuto di importanza nel corso dei secoli e risparmiato, anche grazie a qualche intervento miracoloso, dalle numerose guerre che investirono queste terre di frontiera, fu sempre un punto di riferimento spirituale per il territorio del Baden.
Costruita dal margravio Rodolfo I di Baden, la Fürstenkapelle (solo con visita guidata abbinata al piccolo museo), la cui facciata neogotica si alza accanto all’ingresso della chiesa, ospita le notevoli tombe dei margravi di Baden: quella della fondatrice Irmengarda (qui morta nel 1260), quella del beato Bernardo e quelle dei due margravi Rodolfo VI (morto nel 1372) e Rodolfo IV (+1348). All’altare principale spicca una altrettanto notevole ancona (Sacra Famiglia) in legno intagliato e dipinto del 1503; agli altari laterali due pale del Quattrocento. Anche le finestre del coro hanno vetrate quattrocentesche.

Some places are hard to associate with the presence of a monastery. Baden Baden was, in my imagination, a place of magnificent thermal baths and so I was surprised to discover that there was an ancient and venerable monastery here, whose reputation preceded the notable Art Nouveau of its secular buildings.
Enclosed by a low wall, the Lichtenthal monastery stands in a suburb of Baden Baden, right at the foothills of the Black Forest.
Founded in 1245 by the margrave Irmgard, it grew in importance over the centuries and was spared, partly due to some miraculous intervention, from the many wars that affected these borderlands. It has always been a spiritual reference point for the Baden region.
Built by Margrave Rudolf I of Baden, the Fürstenkapelle (only on a guided tour with the small museum), whose neo-Gothic façade stands next to the church entrance, houses the remarkable tombs of Baden’s margraves: that of the founder Irmengard (died 1260), that of Blessed Bernard and those of the two margraves Rudolf VI (died 1372) and Rudolf IV (+1348). On the main altar, an equally remarkable altarpiece (Holy Family) in carved and painted wood from 1503; on the side altars, two altarpieces from the 15th century. The choir windows also have 15th-century stained glass windows.

Angels in the Beuron’s Abbey artistic style

2

L’arte dei monaci pittori di Beuron
The Art of the Monk Painters of Beuron

Lo scenario naturale che circonda l’abbazia di Beuron, nel sud della Germania, vale già il viaggio, con la strada che corre in riva al fiume tra ripide rocce bianche, macchie di vegetazione, sagome di castelli che si stagliano all’orizzonte, tanto che, fino all’ultimo momento, persino la grande abbazia finisce quasi per ritirarsi timidamente in un angolo.
Oltre a essere un luogo di grande importanza dal punto di vista storico e spirituale, Beuron è un’abbazia affascinante soprattutto se si ha la voglia di scoprire il suo particolare patrimonio artistico che mi ha letteralmente sorpreso e affascinato. Merito dei suoi monaci pittori che rinnovarono in modo audace l’arte sacra europea, ispirandosi ai movimenti di avanguardia contemporanea in cui si erano formati prima di prendere l’abito monastico. Legata in particolare alla Secessione Viennese, la pittura della scuola di Beuron è strana e coinvolgente, rivolta al passato e innovativa al tempo stesso, rispettosa degli archetipi, dedita a uno studio mistico e meticoloso della figura e delle proporzioni. Questo strano connubio di recupero del passato e slanci d’avanguardia rende ogni opera della scuola vagamente inquietante per chi sia abituato a una visione un poco sdolcinata della pittura sacra moderna. Desiderius Lenz , il monaco ispiratore della scuola, fu infatti un notevole teorico e un suo libro, Canone Divino, è ancor oggi considerato un testo strano ed enigmatico di teoria dell’arte. Gli esempi migliori di questo stile si possono ammirare nella Cappella del Miracolo,nella chiesa abbaziale barocca, ma l’applicazione ideale delle teorie di Lenz, che fondevano sezione aurea, arte primitiva, influssi egizi e orientali, si ha nella Mauruskapelle, davvero un edificio strano che fa pensare ora a Klimt, ora a Ferdinand Hodler, ora ai Nabis francesi, ma anche ai Preraffaelliti inglesi e al Simbolismo.

The nature surrounding the abbey of Beuron, in southern Germany, is worth the journey in itself, with the road running along the river bank between steep white rocks, vegetation patches, silhouettes of castles on the horizon, so that until the last moment, even the large abbey almost ends up retreating shyly into a corner. Apart from being a very important place from a spiritual and historical point of view, Beuron is a fascinating abbey, especially if you want to explore its unique artistic heritage, that literally surprised and fascinated me. Its monks, painters, innovated European sacred art in an audacious style, inspired by the contemporary avant-garde movements where they had trained before entering the monastic life. Particularly linked to the Viennese Secession, the painting of the school of Beuron is strange and captivating, both reminiscent of the past and innovative, respectful of archetypes, dedicated to a mystical and meticulous study of the figure and proportions. This strange combination of the revival of the past and avant-garde impulses makes each of the school’s works vaguely unsettling for those accustomed to a somewhat corny view of the modern sacred painting. Desiderius Lenz, the school’s guiding monk, was indeed a notable theorist, and one of his books, Divine Canon, is still considered a strange and enigmatic text of art theory. You can admire it in the baroque church, in the Chapel of the Miracle, but the ideal example of the application of Lenz’s theories, which merged the golden section, primitive art, Egyptian and oriental influences, is in the Mauruskapelle, a really unusual building that reminds us of Klimt, Ferdinand Hodler, the French Nabis, the English Pre-Raphaelites and Symbolism.

I monaci pittori di Beuron/Beuron monks painters

3.

I vini dell’abbazia di santa Ildegarda di Eibingen
The wines of St Hildegard’s Abbey in Eibingen

L’approccio all’abbazia fondata dalla grande santa Ildegarda, una delle più straordinarie figure del medioevo cristiano, è invitante: le due torri si stagliano tra i vigneti a mezza collina. Sotto scorre il Reno, qui in uno dei tratti più pittoreschi, e il monastero sembra sovrastare anche la mole un po’ tetra del castello di Rudesheim. Da questo villaggio, ricco di locali, ristoranti e pensioni, si sale dolcemente fino al monastero. Gli edifici attuali, costruiti in stile neo-romanico, non sono antichi, e faccio fatica a credere che la comunità che li abita sia ereditaria di una delle più ricche e importanti tradizioni della storia europea, non solo monastica. La storia è lunga ma anche il vino delle monache di Eibingen è uno dei must della produzione monastica, non solo in Germania. Infatti, accanto al moderno e grande negozio che mette in vendita libri, souvenir e articoli religiosi, spicca una fornita enoteca. Ma ci sono anche prodotti del mulino, dolci, creme e, naturalmente, specialità di erboristeria del ricettario di Ildegarda.

Approaching the abbey founded by the great Saint Hildegard, one of the most remarkable figures of the Christian Middle Ages, is tempting: the two towers stand out among the vineyards halfway up the hill. The Rhine flows below, in one of its most picturesque stretches, and the monastery seems to overlook even the somewhat gloomy bulk of Rudesheim Castle. From this village, with its many cafés, restaurants, and guesthouses, a gentle climb leads to the monastery. The present buildings, built in neo-Romanesque style, are not antique, and I can hardly believe that the community living in them is the heir to one of the richest and most important traditions of European history, not only of the monastic kind. The wine of the nuns of Eibingen is one of the must-haves of monastic production, not only in Germany. That’s why next to the large modern shop selling books, souvenirs, and religious articles, stands a well-equipped wine shop. But you can also find mill products, sweets, creams, and, of course, herbal specialties from Hildegard’s recipe book.

The Eibingen Abbey’s church and vineyards. ph, Moguntiner – 

4

La cupola dell’abbazia di Ettal
Ettal’s Abbey dome

Ettal, abbazia che sorge in un villaggio della Baviera meridionale, ti accoglie con la sua splendida facciata convessa, sormontata dalla grande cupola in rame, che si scorge  da lontano percorrendo la valle. A mille metri d’altezza, ai margini di un villaggio di vacanza, il quadrato bianco dell’abbazia è composto da edifici che circoscrivono un grande cortile, in parte occupati da un collegio come è tradizione nelle nazioni di lingua tedesca. Davvero spettacolare è la sua chiesa abbaziale, a pianta centrale, edificata nel 1711 dall’italiano Zuccalli, architetto imperiale alla corte di Vienna. La cupola è affrescata con un’esagerata  “Esaltazione al cielo di san Benedetto” (1752, J. J. Zeiller). Altri affreschi sono opera di Martin Knoeller, mentre la decorazione a stucco è di Johnnes Baptist Zimmermann. Anche la sacristia, dalla curiosa colonna centrale, è decorata con fantasiosi stucchi di Zimmermann e affreschi di Johann Jakob Zeiller. E’ opera di Zimmermann anche la tribuna d’organo.

Ettal, an abbey rising in a village in southern Bavaria, welcomes you with its magnificent convex façade, crowned by the large copper dome, which you can see from afar as you walk through the valley. A thousand meters above sea level, on the edge of a holiday village, the abbey’s white square is made up of buildings surrounding a large courtyard, partly occupied by a boarding school as is traditional in German-speaking countries. The abbey church is truly spectacular, with a central plan, built in 1711 by the Italian Zuccalli, imperial architect at the court of Vienna. The dome is frescoed with an oversize ‘Exaltation of St Benedict to Heaven’ (1752, J. J. Zeiller). Other frescoes by Martin Knoeller, the stucco decoration by Johnnes Baptist Zimmermann. The sacristy with its curious central column is also decorated with imaginative stucco work by Zimmermann and frescoes by Johann Jakob Zeiller. The organ gallery is also by Zimmermann.

Abbazia di Ettal, Baviera: un visone alpina./Ettal Abbey, Bavaria: an alpine vision.

La spettacolare facciata barocca dell’abbazia di Ettal, in Baviera. ph: Andrea Griffini

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Gli antichi affreschi nell’abbazia sull’isola di Fraumchiemsee
The antique frescos in the abbey on the Fraumchiemsee island

Posta su un’isola boscosa al centro del lago di Chiem (Chiemsee), a poca distanza dall’isola di Herrenchiemsee, un tempo anch’essa sede di un monastero maschile ora trasformato in una delle celebri e fastose regge costruite dal famoso re Ludwig di Baviera, Frauenchiemsee , “l’isola delle donne del lago di Chiem” è un lembo di terra occupato in gran parte dai bianchi edifici del monastero, in parte da un piccolo villaggio di pescatori. Il complesso abbaziale di Frauenwörth possiede una principali testimonianze dell’arte pittorica medievale in Germania. Un primo ciclo, risalente all’epoca carolingia, si trova nella Torhalle, (Sala d’ingresso), edificio risalente all’850 un tempo portale d’ingresso dell’abbazia. Altri affreschi, risalenti invece al 1120, si trovano nella chiesa abbaziale romanica di Santa Maria e sono opera di un artista salisburghese. Nella chiesa, sono notevoli anche alcuni sepolcri quattrocenteschi. Nei pressi della chiesa, isolato, sorge un poderoso campanile ottagonale del Duecento.

Frauenchiemsee, ‘the women’s island of Lake Chiem’, is a strip of land on a wooded island in the middle of the lake, not far from the island of Herrenchiemsee, once the site of a monastery, but now one of the magnificent palaces built by the famous King Ludwig of Bavaria. The island is occupied mainly by the white buildings of the monastery and partly by a small fishing village. The Frauenwörth monastery complex owns one of the most important pieces of evidence of medieval painting in Germany. The first cycle, dating from the Carolingian period, can be found in the Torhalle (Entrance Hall), which dates back to 850 and was once the entrance to the abbey. Other frescoes, dating from 1120, are in the Romanesque St Mary’s Abbey Church and were painted by a Salzburg artist. In the church, some 15th-century tombs are also remarkable. A mighty 13th-century octagonal bell tower stands isolated next to the church.

5 monasteri su un’isola in Europa 5 European monasteries on an island.

Frauenwörth Monastery on Frauenchiemsee Island, ph. Gerhard 66.

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I cuscini taumaturgici di santa Maria di Fulda
The healing pillows of St. Mary of Fulda

Posta nel centro di Fulda, antico centro abbaziale di aspetto barocco dell’Assia, l’abbazia di santa Maria, a un primo sguardo, non presenta alcunché di straordinario. Ma mai fidarsi delle apparenze! Questa dinamica comunità di monache infatti è tra le più evolute e aperte alle novità che esistano in Germania. L’orto delle monache è uno dei più importanti e creativi tra quelli esistenti nelle abbazie tedesche, dove sono stati riprodotti angoli dedicati alle erbe medicinali derivati da un trattato medievale chiamato Hortulus e che permettono alle monache di creare preparati, tisane ed infusi ispirati ai trattati di santa Ildegarda di Bingen. Nel negozio dell’abbazia (ma anche online) potete trovare il famoso compostaggio Humofix®, erbe aromatiche per condimenti, una notevole scelta di the alle erbe, dolci, muesli, miele, candele incensi, e soprattutto un particolare cuscino (Cuscino Amaranto) che ha il potere di curare il mal d testa e il mal di occhi!!. Ma questa è solo una parte delle proposte… Davvero un super shop!

Located in the center of Fulda, a baroque former abbey town in Hesse, St. Mary’s Abbey does not at first glance appear to be remarkable. But never believe in appearances! This dynamic community of nuns is one of the most advanced and innovative in Germany. The nuns’ orchard is one of the most significant and inventive in German abbeys, with corners set aside for medicinal herbs based on a medieval treatise called Hortulus, allowing the nuns to create remedies, herbal teas, and infusions inspired by the treatises of St Hildegard of Bingen. In the abbey shop (but also online), you can find the famous Humofix® compost, herbs for dressings, a remarkable selection of herbal teas, sweets, muesli, honey, incense candles, and a special pillow (amaranth pillow) that can cure headaches and eye aches! That’s only some of the proposals… Really a super shop!

La chiesa romanica di Maria Laach – The Romanesque church of Maria Laach. ph. Citypilgrim

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La chiesa romanica di Maria Laach
The Romanesque church of Maria Laach

Maria Laach, ai margini di un piccolo lago, è un’abbazia importante ed è anche facilmente raggiungibile dall’autostrada renana che collega Magonza a Coblenza. Ci sono poche altre abbazie benedettine in Germania che abbiano conservato, a causa di guerre e soppressioni, una chiesa abbaziale pressoché intatta. La sua chiesa romanica è infatti un vero capolavoro di architettura: all’esterno si presenta come una struttura imponente, preceduta da un portico, simile a un piccolo chiostro, detto “Paradiso” con colonnine binate e, al centro, la fontana “dei leoni”. L’interno è a tre navate, di cui quella centrale più alta e più larga rispetto alle laterali, con presbiterio rialzato (sotto c’è una cripta) dove si trova un bel ciborio a baldacchino del XIII secolo. Nel coro occidentale si trova la tomba in pietra, con coperchio in legno scolpito e dipinto, del fondatore Enrico II, che risale al 1280. Da notare il fine decoro degli abiti e il modellino della chiesa che il defunto tiene nelle mani. Sulle colonne si notano resti di affreschi cinquecenteschi; in una cappella laterale “Pietà” del secolo XV.

Maria Laach, standing on the edge of a small lake, is a significant abbey and is also easily accessible from the Rhine motorway from Mainz to Koblenz. Few other Benedictine abbeys in Germany have preserved an almost intact abbey church after wars and suppressions. Its Romanesque church is an architectural masterpiece: the exterior is an imposing building, preceded by a portico, resembling a small cloister called ‘Paradise’ with coupled columns and, in the centre, the Lion Fountain. The interior has a nave and two aisles, the nave being higher and wider than the side aisles, with a raised presbytery (below which is a crypt) containing a fine 13th-century canopied ciborium.In the west choir is the stone tomb, with carved and painted wooden lid, of the founder Henry II, dating from 1280. Note the fine decoration of the robes and the model of the church that the deceased holds in his hands. Remains of 16th century frescoes can be seen on the columns; in a side chapel “Pieta” from the 15th century.

Maria Laach, romanico sul lago/Maria Laach, Romanesque on the lake.

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L’insieme rococò dell’abbazia di Metten
The rococo ensemble of Metten Abbey

Posta non lontano dal Danubio e ai margini della Bayerische Wald, Metten è un’abbazia antica. Una leggenda vuole che sia stato addirittura Carlo Magno a fondarla ma si gli edifici abbaziali sono stati in seguito rifatti in tutti gli stili, romanico, gotico, barocco per concludere con il trionfale rococò che ancora ammiriamo. La chiesa, voluta dall’abate Roman II Märkl, è un trionfo di stucchi e dipinti, tra cui spicca quello all’altare che  porta la firma del “maestro” assoluto dell’arte sacra bavarese: Cosmas Damian Asam. Vi consiglio di partecipare alla visita guidata dell’abbazia per poter ammirare quell’autentica follia decorativa che è la Biblioteca, ampliata e ridisegnata dal 1722 al 1726 ad opera dello scultore Holzinger, del pittore Innozenz Waräthi e dell’ebanista Jakob Schöpf a cui si devono i notevoli contenitori. Altro ambiente imperdibile dell’abbazia è la Festsaal, oggi usata per concerti, un luogo molto profano nella sua leziosa decorazione che pare volato qui da una reggia (ma non era forse una reggia anche questa abbazia all’epoca dei grandi abati del XVIII secolo?). Il gigantesco affresco sul soffitto è stato realizzato nel 1755 da Martin Speer.

Located near the Danube and on the edge of the Bayerische Wald, Metten is an ancient abbey. According to legend, it was founded by Charlemagne, but the abbey buildings have been rebuilt in various styles: Romanesque, Gothic, Baroque and finally the triumphant Rococo style that you can still appreciate now. The church, built by Abbot Roman II Märkl, is a triumph of stuccos and paintings, including the altarpiece by the undisputed “master” of Bavarian sacred art, Cosmas Damian Asam. But I recommend a guided tour of the abbey to enjoy the decorative extravaganza of the Library, enlarged and redesigned between 1722 and 1726 by the carver Holzinger, the painter Innozenz Waräthi and the woodcarver Jakob Schöpf, who was the creator of the remarkable containers. Another unmissable area of the abbey is the Festsaal, now used for concerts, a very profane place in its lavish decoration that seems to have been flown in from a palace (but wasn’t this abbey also a palace at the time). The huge ceiling fresco was painted in 1755 by Martin Speer.

5 biblioteche monastiche da non perdere in Europa./ The most beautiful monastic libraries in Europe

One of the Ottobeuren’s abbey organs. ph. Christoph Spatschek & Johannes Böckh & Thomas Mirtsch

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Gli organi della chiesa abbaziale di Ottobeuren
Ottobeuren Abbey Church organs

Ottobeuren, è  la più importante abbazia sveva, un enorme monumento barocco che sorge al centro di un villaggio. La sua chiesa, grazie alla notevole acustica, è spesso sede di concerti di musica sacra registrati e ripresi anche in programmi televisivi. In assenza di concerti, ci si può lasciar trasportare dal suono dei suoi organi anch’essi originali del 1764. Mentre la musica si dispiega, alzate lo sguardo per scoprire il maestoso programma teologico (il Paradiso Benedettino) dipinto sulle volte e sulle cupole dai famosi pittori della scuola di Wessobrunn e potrete immergervi in una dimensione spirituale forse diversa da quella più abituale suggerita da una navata gotica o da un chiostro romanico fiorito, ma di certo non priva di una sua leggera ed elegante suggestione.

Ottobeuren, the most important Swabian abbey, is a huge Baroque monument standing in the middle of a village. The church’s remarkable acoustics frequently feature concerts of sacred music, which are recorded and broadcast on television. In the absence of concerts, you can let the sound of its organs, dating from 1764, take you away. While the music unfolds, look up to discover the impressive theological display (the Benedictine Paradise) painted on the vaults and domes by the famous painters of the Wessobrunn school and plunge into a spiritual dimension, different perhaps from the usual one evoked by a Gothic nave or a Romanesque cloister full of flowers, but certainly not lacking in its own gentle and refined charm.

Abbazia di Ottobeuren, un gioiello barocco in Baviera/Ottobeuren abbey, a baroque jewel in Bavaria.

the Rorh’s Abbey Altar by Egid Quirn Asam ph. Piflaser.

10

Il teatro sacro dell’altare della Asam Basilika di Rohr
The sacred theatre on the altar in the Asam Basilika of Rohr

Se il rococò non vi piace non visitate questa abbazia! Il mio giudizio è puramente artistico e limitato alla sola chiesa, chiamata anche Asam Basilika, in onore degli artisti (i fratelli Asam) che le hanno dato il suo aspetto interno, che è uno dei monumenti più visitati idagli appassionati d’arte n Baviera.
Il nome dei fratelli Egid Quirin e Cosmas Damian Asam forse non dice molto ai non specialisti ma stiamo parlando dei due più grandi interpreti dello stile decorativo tardo barocco dei Paesi di lingua tedesca. Scultore e architetto il primo, pittore il secondo, lavorano spesso in simbiosi, portando a termine spettacolari e ambiziosi progetti come appunto quello della chiesa di Rohr.
L’altar maggiore, creato da Egid Quirin (l’architetto- scultore della famiglia)  è quanto di più drammatico e stupefacente possa esprimere l’arte del Settecento in Germania. Alto su una scalinata e chiuso da colonne di marmo policromo, l’altare ospita un gruppo plastico con l’Assunzione al cielo di Maria di grande intensità, vivacità ma soprattutto profondità scenica. La luce che scende dall’alto tra nuvole e raggi dorati dà al tutto un effetto ancor più  drammatico. Vero e proprio “teatro sacro”, questo altare mette in secondo piano anche gli stalli lignei del coro, il pulpito, e i vivaci affreschi del fratello Cosmas Damian.

If you don’t like Rococo, don’t visit this abbey, even if my judgment is purely artistic and restricted to the church. Also known as Asam Basilika, in memory of the artists (the Asam brothers) who designed its interior, it is one of the most popular attractions in Bavaria for art lovers. The brothers Egid Quirin and Cosmas Damian Asam probably don’t sound too familiar to non-experts, but we are talking about the two greatest figures of the late Baroque decorative style in the German-speaking countries. The former was a sculptor and architect, the latter a painter, they often worked in symbiosis and completed spectacular and ambitious projects such as the Rohr church. The high altar, created by Egid Quirin (the family’s architect and sculptor) is one of the most dramatic and astonishing displays of 18th-century art in Germany. High on a staircase and surrounded by polychrome marble columns, the altar contains a sculptural group representing Mary’s Assumption to Heaven which is extremely intense, vibrant, and above all scenic. The light descending from the top amidst clouds and golden rays adds an even more dramatic effect. A real “sacred theatre”, the altar also overshadows the wooden choir stalls, the pulpit, and the vibrant frescoes by the brother Cosmas Damian.

Le abbazie di Weltenburg e Rohr: arte e spirito sulle rive del Danubio/Weltenburg and Rohr abbeys: art and spirit on the Danube river.

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