Elisir monastici: dove trovarli (anche on line) in Italia/Monastic Elisir: where to buy them in Italy.

Una delle tradizioni più antiche che possiamo trovare nei monasteri è quella delle distillerie. Antico e profondo è infatti il legame tra i figli di Benedetto e le viti, che nel passato coprivano gran parte dei vasti possedimenti delle abbazie dalla Sicilia alla valle del Reno. Per questo, ancora oggi, i visitatori delle abbazie trovano, nei negozi annessi agli edifici religiosi, elisir, liquori, sciroppi ma anche vini e birre di grande qualità, fabbricati con metodi moderni ma partendo da procedimenti antichi. Se in Belgio, Germania e Repubblica Ceca si fanno soprattutto birre, in Francia, Spagna, Austria e Italia sono invece i liquori e i vini a farla da padrone. Troppo spazio occuperebbe una presentazione di tutti i prodotti che si trovano nelle abbazie in Europa (e anche in Italia) per cui vi presento solo alcune proposte italiane che ho scoperto di persona. È un’idea per arricchire un viaggio ma anche un modo per completare la conoscenza di quel fantastico e poliedrico universo che è un’abbazia benedettina. Visiti i tempi, che prevedono difficili spostamenti, ho pensato di selezionare soprattutto abbazie che dispongono anche di un negozio on line. Prosit!

Vi confesso una debolezza. Quando ero giovane, nei miei viaggi di conoscenza dell’Italia, iniziai a frequentare le abbazie, passione che, come può ben capire chi segue o anche occasionalmente frequenta questo sito, si è trasformata in qualcosa di più grande. Dei monasteri mi attraevano naturalmente l’arte, la storia e la spiritualità ma… c’era dell’altro! Fu così che scoprii (anzi riscoprii perché c’era già stato un evento traumatico di qui parlo più avanti!) l’esistenza degli elisir monastici. Ricordo che allora facevo incetta delle piccole bottiglie mignon, tipo quelle che si trovano nei frigobar degli alberghi (non mi potevo permettere altro) e le bevevo la sera in tenda per riscaldarmi, valutandone i sapori, molto forti e netti e stilando classifiche di preferenza.

Il primo amore fu la Flora di Monte Oliveto Maggiore (chi mi legge sa di questa mia non nascosta predilezione per questo luogo), anche perché durante un soggiorno prolungato nell’abbazia avevo persino avuto la possibilità di partecipare alla sua realizzazione, aiutando un monaco a selezionare le erbe.
Flora, un liquore denso di 38° gradi, è ancora un cavallo di battaglia di Monte Oliveto.  Ecco come lo presenta l’abbazia: “liquore tonico, corroborante e in particolar modo consigliato dopo il pranzo perché al sapore squisito e al profumo delizioso unisce comprovate virtù digestive”. Ma è una descrizione che non rende giustizia al distillato perché Flora, come dice il nome, è un condensato di erbe profumate. Le alternative allora si chiamavano China, Elisir Caffè o Goccia Amara (il nome dice tutto) ma oggi il catalogo si è arricchito di altre specialità. Le potete acquistare anche on line a questo sito: shop monteoliveto.

Venne poi Vallombrosa con la scoperta del gin. La bella abbazia che sorge tra le foreste tra Firenze e il Casentino mi stupì con il suo distillato a base di ginepro, tornato oggi di moda (lo si trova persino sul sito di Eataly). Purtroppo l’abbazia, molto ridimensionata col tempo e abitata da una comunità ridotta, non possiede un sito né tanto meno uno shop online, cosa che invece ha la non lontana Camaldoli dove mi lasciai conquistare dalla mitica Lacrima d’Abeto (ma anche dal Nocino). Ma i liquori sono sono una parte della vasta proposta dell’ Antica  Farmacia di Camaldoli che naturalmente vende on line. Se possibile andateci di persona, il luogo è bellissimo. Altrimenti fateci un giro virtuale e resterete comunque stupiti!

Quarto luogo di perdizione: Casamari e il suo Elixir dii san Bernardo. L’abbazia cistercense del Lazio è un altro ospite frequente nei miei post (possiede infatti tutte le virtù necessarie: architettura, comunità, vita spirituale, storia, ospitalità, prodotto). Questo Elisir è un digestivo di 27 gradi dal sapore indimenticabile. Anche qui però le alternative non mancavano: dalle potenti Gocce Imperiali, alla Genziana e soprattutto al mitico liquore Cereate, di colore verde e dal gusto vago di ginepro. Anche Casamari ha un fornito negozio on line.

Spostandomi non molto lontano, mi ritrovai a Subiaco, l’origine del movimento benedettino (ne ho parlato in molti post in questo sito) dove l’amore scattò con l’Amaro Benedettino e il particolare elisir chiamato Caffè del Monastero. Gli elisir di Subiaco hanno nomi davvero particolari: il Grappino e il Limoncino di Padre Bernardo, il Nocino di Fratel Giuseppe, il Serpillo di Padre Giustino (Cos’è il serpillo? Una pianta curativa conosciuta anche come Timo selvatico), ma anche Fragolino, Finocchio Selvatico, Mirtillo. Insomma ce n’è per ogni gusto. ( qui il link).

Anche l’abbazia di cistercense di Martano, non lontana da Lecce, un sereno edificio dalla storia antica ma in gran parte ricostruito in questo secolo, essendo una figlia di Casamari ne ha ereditato la tradizione di distillazione. Due sono i suoi distillati: le Gocce Imperiali, e il classico Elisir di san Bernardo, due veri must cistercensi (qui il link). A proposito di Gocce Imperiali e di figli di Casamari: è il momento di ricordare il mio primo traumatico incontro con un elisir monastico, avvenuto quando ancora era ragazzo. Si trattava del famoso distillato dell’Abbazia di Piona, sul lago di Como. Lo assaggiai di nascosto, da ragazzo, e mi traumatizzò i sensi, tanto che ancora oggi ho difficoltà a gustarlo. In fondo solo aveva solo 90 gradi…. Per chi lo vuole sperimentare nella sua versione originale è necessario visitare il negozio annesso all’abbazia. Oppure orientarsi su un prodotto simile presente nell’offerta di Casamari.

Fino a qui ho parlato di liquori, rispettando il concetto di elisir come distillato magico e miracoloso di erbe preparato in alambicchi di rame, ma non posso concludere questo excursus abbaziale alcolico (senza eccesso naturalmente, nel rispetto della tradizionale discretio benedettina!) senza fare un accenno ai vini dei monaci. Anche se filologicamente non si tratta di veri elisir non sono forse anch’essi da considerarsi  terapeutici e di grande qualità?

A Praglia, la grande abbazia sui colli Euganei presso Padova, cercavo soprattutto libri e  scoprii le sue tisane e i rimedi naturali. Per ultimi arrivarono i vini che, già nei nomi, sono una promessa! Lo spumante Emeritus, per esempio, non vi suggerisce subito l’idea di qualcosa di importante? Ma ci sono anche un Decanus e un Rabidus. Una vera enoteca dal sapore antico. Il negozio on line è qui.

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Il Castello, una delle parti medievali rimaste nell’abbazia di Novacella.

A proposito di vini dalla grande storia: non posso non ricordare i maestri di Novacella, i canonici agostiniani della grande abbazia altoatesina a cui ho dedicato un post, e che sono da tempo famosi per la loro capacità di produrre vini apprezzati in tutto il mondo. Ci sono tutti i classici: Sylvaner, Gewürtztraminer, Müller Thurgau. Se non avete voglia (o la possibilità) di fare una visita all’abbazia e di sedervi nella keller abbaziale a degustare i vini con un piatto di speck, potete trovare la ricca offerta nel negozio on line.
Senza andare molto lontano geograficamente anche l’abbazia benedettina di Muri Gries, alla periferia di Bolzano, ha un notevole e qualificata offerta vinicola, in parte simile a quella di Novacella (qui il link). Per provare invece il vino delle monache di Sabiona/Saben, prodotto in quantità assai limitata, dovete arrampicarvi sulla collina che domina il paese di Chiusa/Klausen perché il monastero non ha un sito.

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