Cinque chiese insolite in Europa/Five strange churches in Europe.

Se qualcuno mi chiedesse quale sia il mio stile preferito per una chiesa risponderei che, più che lo stile, di un luogo sacro mi interessano l’atmosfera e la percezione del mistero e del sacro, virtù che non si possono attribuire a un particolare periodo storico. Ci sono chiese romaniche totalmente gelide e chiese rococò che possono essere intime, ci sono creazioni architettoniche perfette eppure “morte”; esistono poi progetti discutibili, incompleti, bizzarri eppure capaci di farti percepire la presenza di Dio più di altri capolavori conclamati dell’architettura di ogni tempo.
Ma ci sono anche delle chiese che sono difficili da definire, sia da punto di vista dello stile che da quello dell’atmosfera. Sono luoghi che, per vari motivi, non rientrano in alcun canone. Ve ne presento cinque in cui mi sono trovato a provare sensazioni strane, dovute a qualche loro insolita ma peculiare caratteristica.

Insolita per l’ubicazione. La prima chiesa di cui vi parlo è la Temppeliaukion Kirkko di Helsinki.  Si tratta di un moderno esempio di chiesa rupestre sotterranea, rotonda e dilatata, creata dagli architetti Timo e Tuomo Suomalainen nel 1969 nel sottosuolo di una anonima piazza di quartiere di Helsinki. Il concetto arcaico di tempio scavato nella roccia si sposa qui con la ricerca architettonica contemporanea ma l’atmosfera che ho provato in quella strana chiesa, forse anche dovuta alla luce variabile che quel giorno penetrava dalle fenditure che si trovano nella sua calotta superiore (la luce e le condizioni climatiche sono due fattori che possono modificare notevolmente la percezione dello spazio), sono tra le più sorprendenti che mi è capitato di vivere in una città europea. Inoltre, quel giorno l’organista si esercitava con accordi coinvolgenti. A qualcuno potrebbe apparire più come una sala da concerti che un luogo di culto ma l’architettura, specialmente nei paese di cultura luterana dove la liturgia ha un peso minore, hanno esplora nuovi rapporti spaziale e funzionali. Ambigua.

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La grande chiesa sotterranea Temppeliaukio di Helsinki. ph. Lascar.

Insolita per l’origine dell’edificio. Porto un ricordo ancora molto forte della nuova chiesa dell’abbazia di saint Wandrille, in Normandia. Quella antica, gotica, maestosa è ormai soltanto un maestoso rudere lasciato in eredità dalla Rivoluzione Francese. È uno spazio silenzioso e coinvolgente come ogni rudere gotico del Nord Europa ma non fu capace di darmi emozioni. Mi capitò poi per caso di entrare nella nuova chiesa abbaziale, più che altro una grande cappella, che i monaci hanno ricavato trasformando in spazio liturgico un edificio agricolo, una tipica, semplice, essenziale grange in legno. Questa scelta, dettata più dalla necessità che da un percorso progettuale ha però ha restituito alla preghiera corale monastica quel profondo senso di semplicità e di purezza che doveva essere proprio delle prime chiese dell’ordine benedettino e che è andato smarrendosi, già nell’Alto Medioevo, davanti a un bisogno di grandezza e ostentazione spaziale che proprio qui in Francia si cristallizza nelle successive chiese abbaziali di Cluny. Austera.

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Insolita per il materiale.  Trovare una chiesa, anzi una cattedrale di non piccole dimensioni all’interno di una miniera di sale è di per se stesso sorprendente. Ma se la chiesa si trova in Polonia tutto è possibile. Ed ecco che dopo aver preso ascensori, percorso cunicoli sempre più freddi, aver passato ambienti di sorprendente bellezza ci si ritrova all’improvviso catapultati in questo edificio nascosto sontuoso, sebben sia nascosto nel sottosuolo delle miniere di sale di Wieliczka vicino a Cracovia. La cattedrale di sale è un vero luogo di culto e non un a mera attrazione turistica e questo è un aspetto ancor più stupefacente. Quanto lavoro, quanta passione, quanta devozione può aver spinto anonimi minatori a rimuovere tonnellate di sale per creare l’ampia navata o a scolpire statue e bassorilievi cosicché tutto appaia simile a un edificio di pietra? Quando sono venuto a visitare questo luogo, fu una sosta non programmata durante un viaggio che aveva un altro scopo, non immaginavo certo di trovare un luogo simile perché la cattedrale dedicata a santa Kinga, la patrona dei minatori polacchi, è davvero un luogo particolare, tanto da essere entrata a far parte del patrimonio mondiale dell’Unesco. Commovente.

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Interno della Cattedrale ” di sale” delle miniere di Wieliczka, in Polonia. ph. Martynaza

Insolita per la decorazione. Ci sono molte chiese in Europa che custodiscono ossa e che hanno cappelle e catacombe in cui scheletri e teschi di monaci, frati, persino regnanti, sono usate per ricordare ai fedeli la fugacità della vita. In pochi casi però l’uso dei resti umani raggiunge la bizzarria e il senso del macabro come nella chiesa del cimitero di Sedlec, vicino a Kutna Hora in Reubblica Ceca. Qui il gusto della composizione tocca tali vertici di follia visionaria che si stenta a credere di trovarci in un piccolo ossario di un paese boemo e non in una provocatoria installazione di un artista contemporaneo. Che cosa può aver spinto, verso la fine del XIX secolo, gli artisti boemi e in particolare un certo František Rint,  ad usare le ossa come elementi per la decorazione? Il luogo disponeva di molta “materia prima” pare che ci siano circa 50.000 scheletri a Sedlec, perché questo cimitero era conosciuto per una peculiarità: essendovi stat depositata da un abate cistercense di ritorno dalla Terra Santa una manciata di terra presa, così si diceva dal Golgota, questo luogo aveva acquisito la capacità di assicurare la vita eterna a chi vi fosse sepolto. Se aggiungiamo poi nella Cappella operò in epoca barocca Johann Santini Aichel uno dei più visionari architetti del XVIII secolo, ce ne sarebbe a sufficienza  per una lunga riflessione. Inquietante.

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Un fregio macabro dell’Ossario di Sedlec, in Boemia. Ph. Irene Brumana.

Insolita per la storia. Come definire la Rosslyn Chapel, quel curioso luogo di culto “ibrido” che si trova a pochi chilometri da Edimburgo, in Scozia?  Un enigma esoterico che ha stuzzicata anche Dan Brown nel Codice da Vinci? Un santuario di culti paralleli? Un semplice esempio di creatività artistica popolare non filtrato da un occhio teologico? Il fatto è che, stando seduti nelle navate gotiche di questa cappella scozzese,  ci si imbatte in strane figure, in presenze inspiegabili, in simbolismi arcani, in richiami a culti antichi che una accurata guida distribuita alla reception (perché questo luogo è divenuto ormai un’importante attrazione turistica) spiega in ogni dettaglio. Ero venuto qui senza alcuna aspettativa, anzi ero blandamente scettico (soprattutto a causa di Dan Brown) e mostravo un atteggiamento disilluso. Eppure, mentre cercavo di spiegare a mia nipote alcune delle più strane creature effigiate nella cappella, mi sono ritrovato a pensare che questo luogo, aldilà delle speculazioni e della fama “new age” che si è guadagnato, abbia davvero una sua inspiegabile energia e a essere in qualche modo catturato dai loro misteri. Esoterica.

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La Rosslyn Chapel, luogo esoterico nei pressi di Edimburgo. Ph. Maria Lecis.

 

2 commenti

    1. Grazie davvero per il suo apprezzamento! Questo è un lavoro che faccio per divulgare, nel modo più semplice possibile, la mia passione per il “religoso”, espresso dai luoghi, dalle persone, dai ricordi. Lo faccio senza alcun fine di lucro, anche se spesso mi si chiede, e mi piacerebbe, di farne qualcosa di più concreto. Le vorrei solo chiedere se il suo giudizio si riferisce all’articolo in questione oppure se abbraccia il sito nel suo complesso. Nel secondo caso la invito a seguirmi in modo da poter ricevere settimanalmente gli aggiornamenti.
      Grazie ancora!! Cesare

      "Mi piace"

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