Santuari mariani italiani: 20 luoghi per 20 regioni/20 Italian marian shrines.

Il mese di maggio è per i cattolici il mese mariano per eccellenza. Per conoscere i motivi che hanno portato a questa tradizione rimando a questo interessante link.
In un precedente post avevo delineato un percorso attraverso 20 santuari mariani in Europa (qui il link) che si conformano nel numero ai Misteri del Santo Rosario, la pratica devozionale mariana che proprio nel mese di maggio trova la sua massima applicazione.

Seguendo le medesima logica mi sono detto: perché non anche un percorso italiano, visto che in Italia le regioni sono proprio 20? 

Valle d’Aosta. Non ci sono in questa regione dei santuari di particolare rilevanza, né un santuario che emerga sugli altri per fede o affluenza. La mia scelta va quindi al santuario di Nótre Dame de la Garde a Perloz, di origine trecentesca ma ricostruito nel XVI secolo e poi ancora rifatto nel 1714. Come indica la sua denominazione il santuario sorge in posizione panoramica a “guardia” della valle di Gressoney. Secondo la tradizione, alcuni uomini intenti a costruire delle murature trovarono una statua della Vergine col Bambino e la portarono nella chiesa di Perloz. Il mattino successivo però, come spesso avviene nelle leggende mariane, la statua venne ritrovata nello stesso luogo del giorno precedente. Si decise allora di costruire sul posto una piccola edicola per custodirla, edicola trasformata poi in cappella e divenuta il santuario che oggi possiamo ammirare.

Piemonte. Ancor più difficile, ma per ragioni opposte, scegliere il santuario piemontese. In questa regione infatti i luoghi mariani di grande rilievo sono davvero numerosi: si va dai tre santuari torinesi ai luoghi legati allo spettacolare circuito dei Sacri Monti inserito nel Patrimonio Unesco. La mia scelta, per ubicazione, atmosfera, affetto personale va però al Santuario di Oropa, in provincia di Biella che, al centro di uno straordinario complesso monumentale, ospita una di quelle Madonne Nere tanto diffuse nella regione alpina. Si tratta di una preziosa immagine trecentesca in legno che secondo la leggenda sarebbe una delle immagini riportate da sant’Eusebio di Vercelli dalla Palestina nel IV secolo. Aldilà della controversa datazione della statua la piccola chiesa di Oropa che la custodisce è ancora un luogo di grande fascino e raccoglimento. Lo stesso non si può dire della monumentale Chiesa Nuova che domina con la sua cupola l’intero complesso. Parte degli edifici di accoglienza sono stati trasformati in albergo di buona qualità ragione per cui un soggiorno ad Oropa può unire aspetti turistici e religiosi. Nei boschi circostanti si trovano anche 19 cappelle che fanno di Oropa un vero Sacro Monte.

Liguria. Un’altra Nostra Signora della Guardia è la nostra scelta ligure. In posizione panoramica sopra la città di Genova, il santuario è un complesso di grandi dimensioni che si staglia sulle colline ed è visibile da chiunque si trovi a passare per la città in autostrada. Costruito alla fine del XV secolo è stato quasi completamente rifatto nella seconda metà dell’Ottocento. La statua della Vergine della Guardia si trova dietro l’altare maggiore, mentre la raccolta Cappella dell’Apparizione si trova oggi sotto il piazzale costruito nell’Ottocento per accogliere i pellegrini.

Lombardia. Il grande santuario di Caravaggio, nella pianura tra Milano e Bergamo, è la mia scelta per la Lombardia. Gli ho dedicato un post a cui rimando per l’approfondimento: ecco il link.

Veneto: in Veneto mi piace il santuario di Monte Berico a Vicenza. Con l’annesso convento dei padri Serviti venne eretto sul luogo di alcune apparizioni avvenute tra il 1428 e il 1428 a una giovane contadina locale Vincenza Pasini, L’attuale basilica è una costruzione settecentesca con aggiunte e rifacimenti successivi, tra cui il campanile, non certo aggraziato, che svetta sulla collina. Nel presbiterio della chiesa si trovano ancora i resti del primitivo oratorio trecentesco mentre l’immagine venerata della Vergine, del 1444, è sull’altare maggiore.

Trentino-Alto Adige. Sentieri tracciati nel bosco, in un paesaggio di straordinaria bellezza, accompagnano da secoli i pellegrini che da tutte le valli alpine dell’Alto Adige convergono verso il santuario di Pietralba (Weissenstein in tedesco) situato nei pressi del paese di Nova Ponente (Deutschofen). Pietralba appare alta su una collina, con i suoi bianchi edifici serrati attorno alla chiesa e con la caratteristica facciata dalle torri gemelle. La storia della Statua miracolosa è alquanto pittoresca, legata alle vicissitudini di un contadino che invocò forza e assistenza per poter meglio accudire i campi. Alta solo venti centimetri, la scultura in pietra della Pietà è quasi sconcertante per le sue dimensioni e la sua semplicità. Per la sua bella posizione anche Pietralba come Oropa si è dotata di importanti strutture per l’accoglienza di pellegrini o semplici turisti.

Friuli Venezia Giulia. Un pastore che aveva perduto il gregge e che lo ritrovò vicino a un cespuglio dove si trovava anche una piccola statua in legno della Vergine è alle origine della nascita del santuario di Monte Lussàri, presso Valbruna in provincia di Udine. Situato in una terra di incontri (e anche di scontri visto che fu pressoché distrutto durante la Prima Guerra Mondiale..) tra italiani, slavi e germanici, è un altro luogo tranquillo, un santuario di montagna a cui fanno  da contorno semplici edifici di servizio.

Emilia Romagna: la Madonna di san Luca, che sovrasta Bologna e che si raggiunge con un bellissimo e ripido percorso porticato è la mia scelta per questa regione. La tradizione attribuiva l’immagine della Vergine qui venerata alle mani di san Luca, l’apostolo pittore, ma si tratta probabilmente di un’icona bizantina del XII secolo che fu portata fin qui da un pellegrino e affidata a due ragazze che costruirono la prima semplice cappella. L’edificio attuale è invece una chiesa a pianta centrale di epoca settecentesca.

Marche. Qui non ci sono dubbi su quale sia il santuario da visitare perché proprio nelle Marche si trova il principale luogo di culto mariano in Italia: Loreto (che è anche il santuario italiano inserito nella lista dei venti santuari europei). Costruito per accogliere la Santa Casa portata fin qui dagli angeli, la basilica di Loreto è un concentrato di arte e fede che ha pochi eguali in Italia, un luogo santo e bello insieme, inserito in un contesto che si è sviluppato attorno all’edificio sacro in modo da racchiuderlo quasi in un abbraccio. La basilica è possente e ricorda quasi una rocca con in suoi contrafforti, frutto del lavoro combinato di alcuni tra i principali architetti italiani del Rinascimento e nasconde al suo interno la mirabile Santa Casa rivestita di decorazioni marmoree, disegnate dal Bramante, che celebrano scene della vita terrena di Maria.

Toscana. Il principale santuario toscano è, a mio parere, quello di Montenero, sopra Livorno, retto dai monaci vallombrosani, che sovrasta Livorno e di cui ho già parlato in questo post dedicato.

Umbria. In una regione di santi e dalla forte impronta francescana è difficile trovare un santuario che sia puramente “mariano” e che possa emergere sugli altri. La basilica di Santa Maria degli Angeli che sorge ai piedi di Assisi e che incorpora, proprio come Loreto, un edificio più santo (qui è la primitiva chiesa francescana della Porziuncola) può rappresentare la sintesi ideale tra le anime religiose della regione. Non si tratta di un vero e proprio santuario mariano ma la sua dedica lo fa rientrare a buon diritto in questo percorso. Per approfondire sull’Umbria Francescana leggi qui.

Lazio. Anche per il Lazio, come per Lombardia e Toscana, vi rimando a un mio post precedente (ecco il link) dedicato a 10 chiese di Roma intitolate a Maria. Si tratta di una scelta particolare che non privilegia un singolo luogo ma vuole evidenziare una devozione diffusa nella più santa delle città del cattolicesimo.

Abruzzo. Chi abbia letto il romanzo Il Trionfo della Morte di Gabriele D’Annunzio non può non ricordare i capitoli in cui si descrive la grande devozione popolare che circonda il santuario mariano della Madonna dei Miracoli di Casalbordino. Le sue origini risalgono al 1576 quando un contadino locale, Alessandro Muzio, vide il suo campo miracolosamente risparmiato da un ciclone che distrusse ogni cosa. Gli edifici attuali sono il frutto di un totale restauro avvenuto nel 1956 che poco ha conservato delle costruzioni precedenti che erano però  andate sempre più decadendo nel corso dei secoli.

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Molise. I bianchi edifici in stile neo gotico del Santuario di Santa Maria dell’Addolorata presso Castelpetroso, in provincia di Campobasso, costituiscono il più vivace luogo di pellegrinaggio mariano in Molise. Si tratta del luogo di  culto più recente tra quelli che ho scelto, poiché la sua fondazione risale solo al 1888 quando la Vergine apparve per più volte a due giovani veggenti locali. Anche se il santuario non è antico la sua apparizione, bianca mole sul fianco della collina, è di grande impatto, come pure l’intensa vita religiosa che vi ruota attorno grazia anche a un’intraprendente famiglia di religiose. Il santuario è stato più volte ingrandito e potenziato e oggi si estende anche nel bosco che circonda la chiesa.

Campania.  Anche se probabilmente il grandioso santuario di Pompei, retto dai padri domenicani, è il santuario più frequentato della Campania, la mia scelta, legata a ricordi personali e alla più solitaria ubicazione, va al santuario-abbazia di Montevergine di Mercogliano che sovrasta Avellino. Antico luogo di spiritualità benedettina, fondato da san Guglielmo di Vercelli nel 1124, il santuario conserva una preziosa icona della Madonna col Bambino di fattura bizantina a cui sono attribuiti numerosi miracoli, come  ben testimoniato dalla ricca galleria di ex voto che si trova accanto alla chiesa. Anche se gli edifici attuali sono tutt’altro che suggestivi, il complesso per la sua posizione di montagna e la devozione che lo circonda merita senza dubbio una visita.

Puglia. Per la Puglia, dove i due santuari principali sono dedicati a san Michele e a padre Pio, scegliere un santuario mariano non è stato facile. Mi sono così orientato sul frequentatissimo santuario dell’Incoronata di Carapelle presso Foggia, dove da secoli si venera un’altra Madonna Nera di antica origine. Il rinvenimento miracoloso della statua tra i rami di una quercia risale addirittura all’anno Mille, cosa che ne fa uno dei più antichi santuari italiani (e non lo si direbbe vistandolo..), anche se la statua risale sicuramente a un’epoca più tarda risalendo alla metà del XIII secolo. La Cappella dell’Apparizione si trova oggi a un livello più basso rispetto al grande santuario edificato in forme moderne negli anni cinquanta del XX secolo.

Basilicata. Officiato dai monaci benedettini olivetani il Santuario della Madonna di Picciano, presso Matera, è un edificio moderno che custodisce però una antica immagine bizantina, la Madonna di Picciano. Si tratta di uno dei luoghi di culto più frequentati della Basilicata che, anche se le forme attuali non lo lasciano a intendere, risale all’epoca medievale e che fu per un certo periodo retto dai Templari.

Calabria. Anche per la Calabria il principale luogo di culto è dedicato a un santo, Francesco di Paola, per cui identificare un santuario mariano che abbia una maggior rilevanza sugli altri non è stato facile. Posso indicare la Madonna di Polsi, un santuario di montagna che sovrasta il paese di san Luca, in provincia di Reggio Calabria. Certamente il luogo fu un insediamento dei monaci basiliani di rito greco anche se ormai ben poco è rimasto di quell’epoca. La venerazione popolare è qui rivolta alla statua di una Madonna con Bambino di origine cinquecentesca.

Sicilia. Situato proprio in posizione dominante sul mare, il santuario della Madonna di Tindari, in provincia di Messina. è tra i principali santuari della Sicilia. Nella scelta sono stato incerto se scegliere quello montano di Gibilmanna, sopra Cefalù, di cui mi sono rimasti nella memoria la solitudine e il silenzio, ma alla fine, rifacendomi anche a racconti di amici siciliani, ho optato per questo luogo di grande fascino, che domina gli scavi di un’antica città greca, e custodisce una Madonna Nera, lasciata ai monaci che allora custodivano il luogo da dei marinai greci scampati a una tempesta.

Sardegna. In posizione elevata, affacciato sul lungomare di Cagliari, il santuario della Madonna di Bonaria è il principale santuario mariano sardo. La sua scalinata è un luogo particolare per i sardi (mia figlia che si è sposata a Cagliari ha scelto quel luogo con set per le foto ricordo.. ) facendone non solo un luogo di devozione ma un vero riferimento nella vita cittadina. Affidato ai padri mercedari custodisce una statua lignea della Vergine che, secondo la tradizione, venne ritrovata in una cassa scampata a un naufragio. Il santuario è comunque un luogo tranquillo e di grande fascino anche per la posizione panoramica, ed è meta di pellegrinaggi da tutta la regione di cui la Madonna di Bonaria è patrona.

 

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For Catholics, the month of May is the Marian month.  In a previous post I had outlined a path through 20 Marian shrines in Europe (here is the link) 
Now is the time for an Italian journey, as Italy has 20 regions I’ve chosen a single shrine for each region.

Valle d’Aosta. There are no sanctuaries of particular importance in this region. My choice therefore goes to the sanctuary of Nótre Dame de la Garde in Perloz, of 14th century origin but rebuilt in the 16th century and then rebuilt again in 1714. As its name indicates, the sanctuary stands in a panoramic position to “guard” the valley of Gressoney. According to tradition, some men intent on building walls found a statue of the Virgin and Child and took it to the church of Perloz. The following morning, however the statue was found in the same place as the previous day.

Piedmont. It is even more difficult, but for opposite reasons, to choose the Piedmontese shrine. In this region, in fact, there are many important Marian sites: from the three shrines in Turin to the sites linked to the spectacular circuit of the Sacred Mounts included in the UNESCO World Heritage Site. My choice, however, for location, atmosphere, personal affection goes to the Shrine of Oropa, in the province of Biella, which, in the middle of an extraordinary monumental complex, houses one of those Black Madonnas so widespread in the Alpine region. It is a precious fourteenth-century wooden image that according to legend is one of the images reported by St. Eusebius of Vercelli from Palestine in the fourth century. Beyond the controversial date of the statue, the small church of Oropa that houses it is still a place of great charm and meditation. The same cannot be said of the monumental Chiesa Nuova, which dominates the entire complex with its dome. Part of the reception buildings have been transformed into hotels of good quality and a stay in Oropa can combine tourist and religious aspects. In the surrounding woods there are also 19 chapels that make Oropa a real Sacred Mount.

Liguria. Another Our Lady of the Guard is our Ligurian choice. In a panoramic position above the city of Genoa, the shrine is a large complex that stands out on the hills and is visible to anyone who is passing through the city on the highway. Built at the end of the fifteenth century, it was almost completely rebuilt in the second half of the nineteenth century. The statue of the Virgin of the Guard is located behind the high altar, while the collection of the Apparition Chapel is now located under the square built in the nineteenth century to accommodate pilgrims.

Lombardy. The great shrine of the Madonna di Caravaggio, in the plain between Milan and Bergamo, is my choice for Lombardy. I have dedicated a post to him to which I refer for further information: here is the link.

Veneto: in Veneto I like the shrine of Monte Berico in Vicenza. With the adjoining convent of the Servite Fathers was erected on the site of some appearances that occurred between 1428 and 1428 to a young local peasant Vincenza Pasini, The current basilica is an eighteenth-century building with subsequent additions and renovations, including the bell tower, certainly not graceful, which stands on the hill. In the presbytery of the church are still the remains of the original fourteenth-century oratory while the venerated image of the Virgin, 1444, is on the high altar.

Trentino-Alto Adige. Trails through the woods, in a landscape of extraordinary beauty, have accompanied pilgrims for centuries from all the Alpine valleys of South Tyrol to the shrine of Pietralba (Weissenstein in German) located near the village of Nova Ponente (Deutschofen). Pietralba appears high on a hill, with its white buildings tightly closed around the church and with the characteristic facade with twin towers. The history of the miraculous statue is rather picturesque, linked to the vicissitudes of a farmer who invoked strength and assistance to better care for the fields. Only twenty centimetres high, the stone sculpture of the Pietà is almost disconcerting for its size and its simplicity. Due to its beautiful position, Pietralba, like Oropa, also has good accommodations for  pilgrims and tourist.

Friuli Venezia Giulia. A shepherd who had lost his flock and found it near a bush where there was also a small wooden statue of the Virgin is at the origin of the birth of the shrine of Monte Lussàri, near Valbruna in the province of Udine. Situated in a land of encounters (and also of clashes since it was almost destroyed during the First World War…) between Italians, Slavs and Germans, it is another quiet mountain shrine surrounded by simple service buildings.

Emilia Romagna: the Madonna di San Luca, which overlooks Bologna and can be reached with a beautiful route, is my choice for this region. Tradition attributed the image of the Virgin venerated here to the hands of St. Luke, the apostle painter, but it is probably a Byzantine icon of the twelfth century that was brought here by a pilgrim and entrusted to two girls who built the first simple chapel. The current building is instead a church with a central plan of the eighteenth century.

Marche. Here there is no doubt about which shrine to visit because in the Marche there is the main place of Marian worship in Italy: Loreto (which is also the Italian shrine included in the list of twenty European). Built for worship the Holy House, brought here “by the angels”, the basilica of Loreto is a concentration of art and faith that has few equals in Italy, a holy and beautiful site at the same time, set in a context that has developed around the sacred building so as to enclose it almost in an embrace. The basilica is imposing and almost resembles a fortress, the result of the combined work of some of the leading Italian architects of the Renaissance and hides inside the wonderful Santa Casa covered with marble decorations, designed by Bramante, which celebrate scenes from the earthly life of Mary.

Tuscany. The main Tuscan shrine is, in my opinion, that of Montenero, above Livorno, ruled by the Vallombrosan monks, which overlooks Livorno and of which I have already spoken in this dedicated post.

Umbria. In a region of saints and strong Franciscan imprint is difficult to find a shrine that is purely “Marian” and that can emerge on others. The basilica of Santa Maria degli Angeli, which stands at the foot of Assisi and incorporates, just like Loreto, a holier building (here is the primitive Franciscan church of the Porziuncola) can represent the ideal synthesis between marian and franciscan devotion. To learn more about Franciscan shrines read here.

Lazio. Also for Lazio, as for Lombardy and Tuscany, I refer you to my previous post (here is the link) dedicated to 10 churches of Rome all dedicated to Mary.

Abruzzo. The main marian shrine of Abruzzo is the Madonna dei Miracoli in Casalbordino. Its origins date back to 1576 when a local farmer, Alessandro Muzio, saw his field miraculously spared by a cyclone that destroyed everything. The present buildings are the result of a total restoration that took place in 1956, which has little conservation of previous buildings that had however gone more and more decaying over the centuries.

Molise. The white neo-gothic buildings of the shrine of Santa Maria dell’Addolorata near Castelpetroso, in the province of Campobasso, are the most lively place of marian pilgrimage in Molise. It is the most recent place of worship among those I have chosen, since its foundation dates back only to 1888 when the Virgin appeared several times to two young local maidens. Even if the shrine is not ancient, its appearance on the side of the hill is of great impact, as well as the intense religious life.  The shrine has been enlarged and strengthened several times and today it also extends into the woods surrounding the church.

Campania.  Although probably the shrine of Pompeii, ruled by the Dominican fathers, is the most visited sanctuary in Campania, my choice, linked to personal memories and the most solitary location, is   the abbey-shrine of Montevergine di Mercogliano overlooking Avellino. An ancient place of Benedictine spirituality, founded by St. William of Vercelli in 1124, the shrines preserves a precious icon of the Madonna and Child of Byzantine workmanship to which are attributed many miracles, as evidenced by the rich gallery of votive offerings that is located next to the church.

Apulia. The two main shrines of Apulia are dedicated to Saint Michael and Padre Pio, so choosing a Marian shrine was not easy. I have thus turned my attention to the very popular shrine of the Incoronata di Carapelle near Foggia, where another Black Madonna of ancient origin has been venerated for centuries. The miraculous discovery of the statue in the branches of an oak tree dates back to 10th century, which makes it one of the oldest Italian sanctuaries, although the now worshipped statue certainly dates back to a later period, probably the mid-thirteenth century. The Chapel of the Apparition is now at a lower level than the great church built in modern forms in the fifties of the twentieth century.

Basilicata. Officiated by the Olivetan monks, the shrine of the Madonna di Picciano, near Matera, is a modern building that preserves, however, an ancient Byzantine image. It is one of the most popular places of worship in Basilicata, which dates back to the Middle Ages and was for a time ruled by the Templars.

Calabria. Here the main place of worship is dedicated to a saint, Francis of Paola, so identifying a Marian shrine that has a greater relevance on others was not easy. I can indicate the Madonna di Polsi, a small mountain shrine overlooking the village of San Luca, in the province of Reggio Calabria. Certainly the place was a settlement of the Basilian monks of Greek rite even if very little is left of that time. The popular veneration is here turned to the statue of a Madonna and Child of sixteenth-century origin.

Sicily. Situated just in dominant position on the sea, the Madonna of Tindari, in province of Messina. is between the main shrine of Sicily. Is a place of great charm, which dominates the excavations of an ancient Greek city, and guards a Black Madonna, left to the monks who then guarded the place by Greek sailors escaped a storm.

Sardinia. In an elevated position, overlooking the seafront of Cagliari, the sanctuary of the Madonna di Bonaria is the main Sardinian Marian site. Its staircase is a special place for the Sardinians (my daughter who got married in Cagliari chose that place with a set for souvenir photos). ) making it not only a place of devotion but a true reference in city life. The worship is for a wooden statue of the Virgin who, according to tradition, was found in a box escaped a shipwreck. The shrine is however a quiet and fascinating place also for its panoramic position, and is a destination for pilgrimages from all over the region.

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