Le città sante dell’Iran/Holy Cities of Iran

Molta importanza ha nell’islam il pellegrinaggio (haji), uno dei cinque pilastri su cui si fonda la religione islamica. Ogni mussulmano dovrebbe, almeno una volta nella vita, visitare i luoghi santi di Mecca e Medina . Gli Sciiti, la minoranza islamica che ha maggioranza in Iran, Iraq, Bahrein, Yemen, Azerbajan, Tajkistian aggiunge però a questi pellegrinaggi la visita ad altre importanti mete che sono legate a fatti e personaggi importantissimi per la loro devozione. Mentre i sunniti più rigorosi rigettano ogni devozione, non accettando il culto dei santi, gli sciiti attribuiscono grande valore ai sepolcri degli imam, le guide spirituali della loro fede, conosciuti col termine di imamzadeh. Gli sciiti iraniani vivono la loro fede in modo più viscerale rispetto al rigore dei sunniti arabi e la pratica dello Ziyarat, il pellegrinaggio ai luoghi santi dove riposano mistici, santi e sante legati alle figure degli imam, è assai diffusa. Anche se l’Iran è il paese sciita per elezione, solo uno degli 11 imam “storici” vi è sepolto, gli altri si trovano per lo più nell’attuale Iraq. Le due città sante più importanti per gli sciiti, Kerbala e Najaf, si trovano oggi in territorio iracheno e purtroppo sono praticamente impossibili da visitare viste le precarie condizioni politiche della regione. Tuttavia nell’Iran vi sono almeno due grandi città sante che attirano ogni anno migliaia di pellegrini: Mashhad, legata all’ottavo imam Reza e Qom dove il sepolcro di Fatima, sua sorella, conosciuta come Masumeh (Innocente) richiama migliaia di commossi pellegrini. Le due città sante iraniane sono normalmente aperte ai turisti anche se l’area dei santuari è soggetta a regole di accesso piuttosto rigide e normalmente può essere non accessibile senza essere presentati o accompagnati da guide affidabili. L’Iran è anche la terra santa di un’altra antichissima religione, quella zoroastriana, che però ormai è quasi estinta e sopravvive soprattutto nell’India Occidentale dove i Parsi (nome derivato dall’origine persiana) costituiscono una esigua ma influente minoranza. Il culto del Fuoco, tipico degli zoroastriani, sopravvive ormai solo nella affascinante Yazd, una delle più belle città dell’Iran (all’argomento ho dedicato un post specifico: ecco il link). Un ultimo tipo di pellegrinaggio iraniano, molto nobile e insolito, è quello che porta migliaia di persone a visitare le tombe dei grandi poeti nazionali. Di quello di Hafez, nella città di Shiraz ho parlato in questo post.

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The Qom’s Shine Gate. ph. Maria Lecis

Iniziamo il nostro percorso da Tehran. Non molti visitatori dell’Iran conoscono Rey, un tempo importante tappa sulla Via della Seta, oggi una tranquilla cittadina non lontana dalla capitale, dove si trova uno dei più importanti complessi religiosi dell’Iran, il santuario di Shah Abdol Azim. Definirla città santa può essere eccessivo, ma sicuramente è uno dei luoghi religiosi più vivi e meno conosciuti dell’Iran. Sulla collina che domina la città si può visitare il santuario di Bibi Shahrbanu, raro esempio di contaminazione tra antico culto iranico e religione islamica. Rey vale una visita anche con un viaggio in giornata da Tehran,

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Minarets of the Imamzadeh Hossein, Qazvin. (Ph. Maria Lecis)

Lo stesso si può dire di Qazvin, città che si trova a un centinaio di chilometri a ovest di Tehran, anch’essa tappa della Via della Seta sulla strada che portava a Tabriz e all’Anatolia. Qui si trova l’importante e pittoresco Imamzadeh Hossein, uno dei migliori esempi dello stile islamico che potremmo equiparare al nostro barocco. Notevoli in questa piccola città sono anche la Moschea del Venerdì e la Madrasa Haidarye, ricca di preziose decorazioni di epoca qadjar.

Ben diverso è il discorso relativo a Mashhad, la più santa delle città dell’Iran, che ospita l’enorme complesso edificato sulla tomba dell’Imam Reza, l’unico degli undici imam storici a essere sepolto in terra iraniana. Si trova all’estremo estremo Oriente del paese, sempre sulla Via della Seta, ed è da sempre un luogo di incontri. Il complesso religioso, articolato su vari cortili che portano alla tomba dell’Imam, è solo parzialmente aperto ai turisti stranieri ma è egualmente notevole anche dall’esterno, specialmente la sera quando è vivacemente illuminato. La città stessa è però un luogo di pellegrinaggio molto affollato, con numerose moschee e altri santuari minori che accolgono pellegrini che vengono anche dal vicino Afghanistan.

A nord est di Mashhad  e raggiungibile in giornata, si trova Nishapur, storica città sede di università e altra tappa importante lungo la Via della Seta. Questa città può essere presa a esempio di un altro tipo di pellegrinaggio comune ai colti iraniani: quello sui luoghi di sepoltura dei grandi poeti e filosofi. A Nishapur si trovano infatti i mausolei di due dei principali poeti persiani: il leggendario Omar Khayyam e il misterioso Attar, oltre che, restando al tema del post, un imamzadeh dedicato al santo Mohammed Maruc.  Nel vicino santuario di Quadamgah, si trova invece una venerata impronta del piede dell’Imam Reza. 

Se da Tehran invece scendiamo verso sud arriviamo a Qom, l’altra vera città santa dell’Iran, dominata dall’imponente santuario dedicato a Fatima Mazumeh (Fatima l’Innocente), sorella dell’imam Reza, una santa oggetto di grande devozione popolare. Nel complesso è difficile (ma non impossibile) entrare e nel caso ci si riesca ( a me è successo..) e possibile arrivare fino alla camera di sepoltura dove uomini e donne separatamente toccano il sepolcro letteralmente con le lacrime agli occhi. Ma alla mia esperienza straordinaria a Qom voglio dedicare un post apposito. Alla periferia della città si trova lo spettacolare imamzadeh di Jam Arkand, che per gli sciiti duodecimani sarà il luogo dove apparirà il 12 imam, l’Imam Nascosto, alla fine dei tempi. Jam Arkand è un altro complesso incredibile, anche se non artisticamente pregevole come Qom o Mashhad, ed è davvero spettacolare quando si illumina di luci con un effetto un po’ kitsch ma senz’altro emozionante.

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Pilgrims from different countries visiting the Qom Hazrat Maummeh shrine (ph. Maria Lecis)

Scendendo ancora più a sud, oltre la bellissima Isfahan (di cui ho parlato in questo post) che, pur avendo bellissime moschee e madrase, non può certo essere considerata località di pellegrinaggio, troviamo Yazd. La religione Zoroastriana, una delle più antiche al mondo che conta ormai solo poche migliaia di fedeli, ha qui il suo centro di riferimento in Iran. Si possono visitare il tempio del Fuoco, uno dei pochi ancora in attività, al centro di un piccolo quartiere, e le spettacolari Torri del Silenzio, le antiche aree cimiteriali dove i corpi venivano deposti per essere divorati dagli avvoltoi. Oltre che naturalmente un imamzadeh.

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Women praying in a Yazd’s Imamzadeh (ph. Maria Lecis)

Ancora più a sud, nella regione di Kerman, si trova la cittadina di Mahan, luogo veramente fuori da ogni percorso turistico. Val la pena di visitarla per il bellissimo santuario di Sha Nu od Din Nematollah Vali, uno dei luoghi più suggestivi dell’intero Iran.

 

Questo itinerario è uno dei Viaggi dello Spirito che ho costruito in collaborazione con La Compagnia del Relax. I dettagli a questo link.

Pilgrimage is one of the five pillars on which the Islamic religion is based. Every Muslim should, at least once in his life, visit the holy sites of Mecca and Medina for the Haji. The Shiites, the Islamic minority, a majority in Iran, Iraq, Bahrain, Yemen, Azerbaijan, Tajkistian, however, adds to these pilgrimages the visit to other important destinations that are linked to facts and people important for their devotion. While the most rigorous Sunnis reject all devotion, not accepting the cult of the saints, the Shiites attach great value to the tombs of the imams, the spiritual guides of their faith, known as imamzadeh. Iranian Shiites live their faith in a more visceral way than the Arab Sunnis and the practice of Ziyarat, the pilgrimage to the holy places where mystics, saints and men linked to the imams rest, is widespread. Although Iran is the Shiite country by election, only one of the 11 “historical” imams is buried there, the others are mostly in present-day Iraq. The two most important holy cities for the Shiites, Kerbala and Najaf, are now in Iraqi territory and unfortunately are practically impossible to visit given the precarious political conditions in the region. However, in Iran there are at least two large holy cities that attract thousands of pilgrims every year: Mashhad, linked to the eighth imam Reza and Qom where the tomb of Fatima, his sister, known by Masummeh (Innocent) attracts thousands of moved pilgrims. The two Iranian holy cities are normally open to tourists even if the area of the sanctuaries is subject to rather strict rules of access and normally may not be accessible without being presented or accompanied by reliable guides. Iran is also the holy land of another ancient religion, the Zoroastrian one, which is now almost extinct and survives especially in Western India where the Parsi (a name derived from Persian origin) constitute a small but influential minority. The cult of Fire, typical of Zoroastrians, now survives only in the fascinating Yazd, one of the most beautiful cities of Iran (I have dedicated a specific post to the subject: here is the link).

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