Lumbini, Nepal, la nascita del Buddha/Lumbini the Buddha’s birthplace.

Il luogo dove nacque Buddha è una strana città, anzi non è proprio una città ma un sito che, invece di avere case, negozi, uffici, è fatto solo di templi, monasteri, stupa sparsi in una foresta sacra. Un luogo spiazzante ma anche una grande occasione persa per farlo diventare qualcosa di unico seguendo un progetto dell’architetto giapponese Kenzo Tange rimasto purtroppo tristemente incompiuto anche se Lumbini fa parte dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Nella parte meridionale del Nepal, quasi ai confini con l’India, Lumbini è uno dei quattro luoghi più sacri per i buddisti. Quando ci sono venuto faceva caldissimo, un silenzio strano avvolgeva tutte le cose. Camminavo tra le foreste, spiato da scimmie, seguendo la strada percorsa da risciò carichi di pellegrini, che conduce al semplice e non certo grazioso tempio eretto sul luogo dove l’Illuminato nacque sei secoli prima di Cristo.

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The approaching path to the Monastic compound of Lumbini. ph. Maria Lecis

Quando arrivi a Lumbini ti aspetti forse di trovare una vera città, un luogo come può essere Betlemme per i cristiani o ancor più Mecca per i musulmani. Invece scopri un grande bosco cintato attorno al quale corre una strada sghangherata dove si allineano in quel modo tipicamente sciatto e disordinato che è proprio delle città dell’India, alberghi, ostelli, chioschi che si spacciano per ristoranti. Non esiste una vera città. Lumbini si trova in quella sterminata pianura che continua nel limitrofo stato indiano del Bihar, dove si trovano gli altri luoghi che costituiscono il tipico “Buddhist Trail”, il circuito dei luoghi in cui l’Illuminato visse e operò, che culmina nella città (questa sì) santa di Bodhgaya.

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The ideal masterplan of the Lumbini site, unfortunately not completed.

La storia del principe Gautama Siddharta è ben nota e altri hanno saputo raccontarla meglio di me. Provo però ad immaginarmi, in questo strano contesto, la sua riservata apparizione al mondo, poeticamente descritta da canti e leggende postume e avvenuta si dice e nel 566 a.C.
Rari pellegrini si aggirano attorno al tempio e tra loro, naturalmente gran parte sono monaci di tutte le tradizioni: le tonache zafferano dei tibetani, quelle ocra dei thailandesi e dei birmani, quelle scure dei giapponesi. Sotto un grande albero di bodhi, l’albero buddista per antonomasia, sadhu vagabondi riposano insieme agli onnipresnti “cani spirituali” che tanto mi piacciono e che si trovano in ogni tempio in Oriente.

Buddha's Birthplace Lumbini
The Temple over Lord Buddha’s birthplace in Lumbini, Nepal. ph. Maria Lecis

Più che un tempio il luogo natale di Buddha è una struttura poco graziosa che ricopre le fondamenta di un antico edificio al centro del quale c’è Il Luogo, vero fulcro sacro, dove secondo la tradizione venne generato Siddharta. Un po’ come la mangiatoia di Betlemme per i cristiani. Entrambe non riescono forse ad esprimere l’evento che hanno generato anche se forse a Betlemme si avverte maggiormente il senso del pellegrinaggio, anche perché la Basilica sorge nel cuore di un’animata città.

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The Chinese Temple interior. Ph. Maria Lecis.

Il vero fascino di Lumbini risiede quindi nel girare tra i templi nascosti tra gli alberi e divisi da un canale che divide da un lato i monasteri di tradizione Mahayana e dall’altro quelli di tradizione Hinayana o Theravada. Camminando sulla sponda Mahayana vedremo quindi il monastero cinese, che è davvero cinese in ogni dettaglio, quello coreano un po’ più inquietante, il fantasioso monastero vietnamita, e una serie di templi tibetani e del Bhutan.

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The white Thai Temple. Ph. Maria Lecis.

Se ci spostiamo sul lato opposto invece incontreremo il bianco tempio Thai, la riproduzione della guglia dorata di Yangon in Birmania, uno strano tempio di Sri Lanka. Compiremmo insomma un piccolo giro del mondo buddista in una giornata, anche se è meglio utilizzarne due, prendendosi così il tempo necessario per assistere a cerimonie o semplicemente sedersi a contemplare i siti e la vita che vi si svolge.

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Sometimes monasteries seem like a crazy fusion of styles. Ph. Maria Lecis.

Questi edifici non sono certo dei capolavori artistici, molti sono ancora in costruzione (come quello coreano o quello cambogiano) altri danno l’impressione di non essere mai stati davvero completati. Per questo la sensazione che si prova visitandoli è di qualcosa di bizzarro e irregolare, di sostanzialmente incompiuto. Per il pellegrino buddista, questo sito è solo il primo di un percorso che li porterà a rivivere i momenti salienti della vita dell’Illuminato e che culminerà nel luogo dell’Illuminazione, Bodhgaya. Anche qui, come a Sarnath o Kapilavtsu, ogni tradizione locale ha voluto lasciare una propria presenza e soprattutto un proprio punto d’appoggio per i pellegrini, costruendo templi nel proprio stile, similmente a quanto avviene a Geruslaemme per le varie confessioni cristiane.

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The canal, the symbolic axe of Kenzo Tange’s original project seems now quite sloppy.. ph. Maria Lecis

Quello che avrebbe potuto essere questo sito se il progetto di Tange, che aveva proprio nel canale il suo punto assiale, fosse stato completato lo possiamo solo immaginare. Degli edifici previsti per l’accoglienza o del Museo ci sono solo le mura, nel canale giacciono barche semi affondate, mentre in foto di qualche hanno fa si vedevano dei battelli carichi di turisti che risalivano le acque. Forse Buddha non ha tollerato che il luogo della sua nascita si trasformasse in una specie di Disneyland sacra e ha voluto che tutto esprimesse quel forte senso dell’impermanenza che è uno dei fulcri della sua filosofia.

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The Cultural Zone is unfinished and sad as well but can be used as a perfect symbol of Buddhist’s believe of impermanence. Ph. Maria Lecis.

Lumbini, Lord Buddha’s Birthplace, it’s a very strange town, in the middle of a holy forest, made by temples, monasteries, stupas rather than houses, offices, shops. Stay and discover its unique spiritual atmosphere.

When I was in Lumbini the weather was terribly hot and the silence covered everything. That’s one of four holiest sites for Buddhist pilgrims. The center is a simple white squared building that covers the burial place of Siddharta Gautama, the Enlightened. Pilgrims coming from all the Buddhist countries and monks of all Buddhist schools walk, sit, meditate in every corner: you can see the red robes of Tibetans, the yellow robes of Thai and Burmese, the dark robes of Japanese and Chinese.

Under a bodhi tree, other monks and sadhus rest and meditate with some of the spiritual dogs I like so much. An artificial water basin divides the place into two different zones. One side for the Mahayana Tradition, where you can find a real Chines Style Monastery, a strange Korean, a funny Vietnamese, many Tibetan gompas and so on. The other side is for Hinayana. A white clean Thai monastery, a copy of the Golden Stupa in Yangon, a strange and confuse Sri Lanka’s. A magical, town where all the buildings are religious except for the same basic snack restaurant. It’s Lumbini a nice place? No. It’s a town? Neither. Worths a journey? Absolutely. Lumbini it’s a unique place. Stay here one day and more. Share the rites in the temple, sit and meditate in some silent empty hall.

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