La straordinaria storia di Nicolao de la Flue, il santo della pace, Patrono della Svizzera. The amazing story of Niklaus de la Flue, the saint of peace, patron saint of Switzerland.

Visse 20 anni da eremita, nutrendosi solo dell’ostia consacrata, in un piccolo eremo fatto di semplici travi in legno. Era sposato, aveva 10 figli, era un cittadino rispettato, benestante, con responsabilità civili. Eppure, quando Dio gli inviò la sua chiamata, non esitò a lasciare tutto e a iniziare una nuova vita ritirandosi in un eremo che distava… 700 metri da casa sua!
Che storia incredibile quella di Nicola della Flue, o meglio Fratello Klaus (Bruder Klaus), il contadino analfabeta e visionario che nel 1481 salvò la Svizzera da una guerra civile che sembrava inevitabile, diventandone ufficialmente il patrono. In suo onore però non venne eretto alcun sontuoso santuario e i luoghi che lo videro vivere, agire, pregare sono rimasti pressoché gli stessi di allora, cosa davvero incredibile nella geografia sacra dell’Europa cristiana. Andiamo dunque a Fueli Ranft, il villaggio del cantone Obwald, proprio al centro fisico della Svizzera, per scoprire l’affascinante vicenda di Fratello Nicola diventato, anche per la sua opera di consigliere politico e spirituale, un vero simbolo di pace.

He lived 20 years as a hermit, feeding himself exclusively on the consecrated host, in a small hermitage made of simple wooden beams. He was married, had 10 children, was a respected citizen, wealthy, with public duties. Yet, when God called him, he immediately left everything and started a new life by retiring to a hermitage that was… 700 meters from his home!
What an incredible story that of Nicholas of Flue, or rather Brother Klaus (Bruder Klaus), the illiterate and visionary peasant who in 1481 saved Switzerland from a civil war that appeared unavoidable, officially becoming its patron saint. In his honor, however, no magnificent sanctuary was erected, and the places where he lived, acted, and prayed remained practically the same as they were at the time, an incredible thing in the sacred geography of Christian Europe. So let’s go to Fueli Ranft, the village in the Obwald canton, right in the physical center of Switzerland, to discover the fascinating story of Brother Nicholas who became, thanks to his work as a political and spiritual advisor, a true symbol of peace.

La casa in cui Nicolao abitava prima della conversione. The house where Nicholas lived before his conversion. ph citypilgrimblog

Ecco la casa, visitabile, dove Nicolao della Flue abitava con la moglie Dorothea e con i dieci figli, cinque maschi e cinque femmine. Appartenente a una delle famiglie più influenti della comunità, rappresentante politico alle assemblee cantonali, giudice e, all’occorrenza, anche soldato (i cantoni svizzeri avevano delle milizie composte da contadini) nacque a Flueli, microscopico villaggio su un altipiano nel cantone di Obwald, nel 1417. A poca distanza dalla sua casa di famiglia si trova ancora (anch’essa visitabile) la casa natale del santo, considerata il più antico edificio in legno sopravvissuto nelle sue forme originali in Svizzera. Nicolao era un uomo pio, come chiunque nella sua epoca, con una particolarità: aveva delle visioni, degli eventi mistici che lo raggiungevano periodicamente creando in lui domande e meditazioni profonde.

The house, open to the visitors, where Nicolao de la Flue lived with his wife Dorothea and their ten children, five boys and five girls. A citizen of one of the most influential families in the community, a political representative in the cantonal assemblies, a judge and, if necessary, a soldier (the Swiss cantons had militias made up of farmers), he was born in Flueli, a microscopic village on a plateau in the canton of Obwalden, in 1417. A short distance from his family home is the saint’s birthplace (also open to visitors), considered the oldest surviving wooden building in its original form in Switzerland. Niklaus was a pious man, like everyone in his time, with a peculiarity: he had visions, mystical events that reached him periodically creating in him profound questions and meditations.

Solo 7 minuti di cammino separano il villaggio dall’eremo. Just 7 minutes walking to reach the hermitage from the village. ph. citypilgrimblog

Nel 1467, quando aveva ormai 50 e reggeva una numerosa famiglia, una di queste visioni lo spinse a cambiare in modo radicale la propria vita. Questa volta infatti Dio gli chiedeva di lasciare tutto e di dedicarsi totalmente a Lui. Nicolao, accettò la chiamata, ma da uomo responsabile chiese a Dio tre grazie: che questa scelta fosse condivisa e accettata da Dorothea, la moglie; che non dovesse mai in futuro avere un ripensamento; che gli fosse concesso da allora in poi di nutrirsi solo dell’ostia consacrata. Rassicurato, organizzò la sua uscita dalla società, liquidando tutto come si usava all’epoca, e si mise in cammino come pellegrino. Ma non fece molta strada. Giunto a Liestal, città pochi chilometri a sud di Basilea, una nuova visione o forse una conversazione con un viandante, lo spinse a ripercorrere la strada verso casa. Si nascose dapprima in una stalla e poi in un luogo remoto chiamato Chlisterli. Poi però si trasferì nella gola del Ranft, che si trova, come dice il cartello nella foto sopra, proprio sotto Flueli, dove era solito ritirarsi fin da ragazzo nei momenti di difficoltà. Qui visse per vent’anni da eremita.

In 1467, he was 50 years old and ruled a large family, one of these visions pushed him to make a radical change in his life. God asked him to leave everything and to dedicate himself totally to Him. Niklaus accepted the call, but as a responsible man, he asked God for three graces: that this choice be shared and accepted by Dorothea, his wife; that he should never have second thoughts in the future; and that he be allowed from then on to feed only on the consecrated host. Reassured, he organized his exit from society, liquidating everything as was the custom at the time, and set out as a pilgrim. But he didn’t get very far. When he arrived in Liestal, a town a few kilometers south of Basel, a new vision, or perhaps a conversation with a traveler, prompted him to retrace his steps home. He hid first in a stable and then in a remote place called Chlisterli. But then he moved to the Ranft gorge, which is located, as the sign in the picture above says, just below Flueli, where he used to retreat since he was a boy in times of trouble. Here he lived for twenty years as a hermit.

Il sentiero che porta al Ranft, con le due cappelle. The path leading to the Ranft ande the two white chapels.
ph. citypilgrimblog

Il sentiero che scende al Ranft è oggi asfaltato e fiancheggiato da panche in legno che facilitano il riposo e la contemplazione della valle. Il silenzio è assoluto, rotto solo dal suono prodotto dall’impetuoso torrente Melchaa che si insinua nella stretta gola. Nascosto tra gli alberi, l’eremo non appare subito, poi, superata una curva in forte pendenza, ecco le due semplici cappelle e due semplici case in legno. Il santuario di Fratello Nicolao è tutto qui. Semplice, austero, silenzioso: il nostro incontro non sarà molto diverso da quello che ebbero pellegrini e illustri visitatori che scesero fin qui a rendere omaggio al santo della Flue nel corso dei secoli. Trovo questo rispetto e questa assenza di una qualsiasi forma di celebrazione monumentale (pensiamo a quanto fatto in altri luoghi per altri santi!) estremamente toccante per questo, per me una sosta all’eremo del Ranft è sempre un’esperienza che ha pochi eguali.

The footpath down to the Ranft is now paved and lined with wooden benches that encourage rest and contemplation of the valley. The silence is broken only by the sound of the rushing Melchaa, the river that creeps into the narrow gorge. Hidden among the trees, the hermitage does not appear immediately. Passing a steep curve, the two simple chapels and two simple wooden houses appear. The Brother Klaus shrine is all in this view. Simple, austere, silent: our encounter will not be very different from that of the pilgrims and illustrious visitors who came down here to pay homage to the saint of the Flue over the centuries. I find this respect and this absence of any form of monumental celebration (let’s think of what has been done in other places for other saints!) extremely touching and for this reason, a stop at the Ranft hermitage is always for me a really touching experience.

Il semplice interno della Cappella di san Nicolao. The simple interior of St. Nicholas Chapel.
ph. citypilgrimblog

Tutto è rimasto come un tempo all’interno della semplice cappella dal bellissimo soffitto ligneo. Pochi banchi, un semplice altare, e, alle pareti rustiche tavole in legno dipinto che raccontano gli episodi principali della vita del santo. Se venite qui in un giorno feriale potreste anche non incontrare nessuno! Eppure questo è un posto speciale per gli svizzeri, riconosciuto da entrambe le confessioni, cattolica ed evangelica, un vero santuario dove l’aspetto religioso si fonde con quello civile. Un santuario dedicato alla pace.

Everything has been preserved as in the past inside the simple chapel with its lovely wooden ceiling. Few benches, a simple altar, and, on the walls rustic painted wooden boards telling the main episodes of the saint’s life. If you come here on a weekday you might not even meet anyone! Yet this is a special place for the Swiss, recognized by both confessions, Catholic and Evangelical, a true sanctuary where the religious side blends with the civil one. A sanctuary dedicated to peace.

L’ingresso alla cella che Nicolao si costruì e che è rimasta praticamente intatta. The entrance to the cell that Niklaus built for himself, which has remained practically untouched.
ph. citypilgrimblog

Uno dei luoghi più toccanti del Ranft è la cella di Nicolao. La storia narra che il santo iniziò a costruirla con le proprie mani usando solo pezzi di legno trovati nei dintorni. Furono i suoi compaesani poi ad aiutarlo ad erigere la cappella a cui la cella si appoggiava. Questa interazione, abbastanza comprensibile vista la ridotta distanza dell’eremo dal villaggio, è un segnale di come, sebbene di fatto uscito dal proprio mondo, Nicolao continuasse a farvi parte, solo osservandolo da un punto di vista diverso. Ed è questo uno dei motivi che rendono la figura di Nicolao così anomala e particolare. Da un lato un santo che ha in sé qualcosa di orientale, è tradizione dell’induismo abbandonare la famiglia in età avanzata per dedicarsi completamente a Dio, ma che possiede anche qualcosa di contemporaneo come l’agire in modo spirituale nel suo ambito sociale. Davvero affascinante.

One of the most touching sites in the Ranft is Nicholas’ cell. The story tells that the saint began to build it with his own hands using only pieces of wood found in the surroundings. His countrymen then helped him erect the chapel on which the cell stood. This interaction, quite reasonable given the short distance of the hermitage from the village, is a clue to how, although Nicolao left his world, he continued to be part of it, just observing it from a different point of view. And this is one of the reasons that make the figure of Nicolaus so unusual and peculiar. On one side a saint who has something oriental about him – it is a Hindu tradition to abandon the family in old age in order to dedicate oneself completely to God – but who also has something contemporary as acting in a spiritual way in his social context. Really fascinating.

L’interno della cella con le due finestre: una rivolta all’altare, l’altra aperta sul mondo. The interior of the cell showing the two windows: one facing the altar, the other open to the world.
ph citypilgrimblog.

In questo semplice spazio formato da due camere sovrapposte, quella inferiore, bassa e angusta, provvista di un piccolo forno, che serviva da cucina e quella superiore che fungeva invece da camera e oratorio, Nicolao visse per vent’anni nutrendosi solo di ostia consacrata. Questo fatto può apparirvi incredibile? Lo era anche per i suoi contemporanei, soprattutto per le autorità ecclesiastiche che sospettarono persino che Nicolao applicasse pratiche stregonesche, ma ogni dubbio venne sciolto e, anche nelle testimonianze di visitatori esteri, perché la cella dell’eremita del Ranft era infatti divenuta famosa in tutta Europa, compare lo stupore per questa scelta estrema. La camera aveva due finestre, una guardava verso l’altare della cappella, per permettergli il dialogo spirituale, l’altra verso la strada che scendeva alla valle, per consentirgli quello umano, che mai negò ad alcuno.

In this humble space made of two overlapping rooms, the one below, low and narrow, equipped with a small oven, which served as a kitchen, and the upper one which served instead as a room and oratory, Nicholas lived for twenty years eating only the holy wafer. Can this fact seem unbelievable to you? It was also for his contemporaries, especially for the ecclesiastical authorities who even suspected that Niklaus applied witchcraft practices, but every doubt was dissolved and, even in the witnesses of foreign visitors, because the Ranft hermit’s cell had become famous throughout Europe, appears the surprise for this extreme choice. The room had two windows, one looked towards the altar of the chapel, to allow him the spiritual dialogue, the other towards the road that went down to the valley, to allow him the social one, that he never denied to anyone.

La cappella inferiore notevole edificio tardo gotico. The lower chapel, a notable late Gothic building.
ph. citypilgrimblog

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1487, il numero di pellegrini che andavano al Ranft aumentò e fu necessario costruire poco più a valle, a pochi metri dal fiume, una nuova cappella, in stile gotico dedicata alla Vergine. Ricoperta di affreschi del XVI secolo, la Cappella Inferiore (Untere Kapelle) è un bell’edificio, ma sempre di dimensioni ridotte rispetto ai canoni dei santuari europei. Come detto, nessun maestoso edificio venne mai edificato per glorificare in modo enfatico l’umile eremita contadino che portava concordia ed era ascoltato da tutti e tutti sapeva ascoltare.

After his death in 1487, the flow of pilgrims to the Ranft increased and it was necessary to build a new chapel, in Gothic style, dedicated to the Virgin, a few meters below close to the river. Covered with 16th-century frescoes, the Lower Chapel (Untere Kapelle) is a pretty building, yet still small in size compared to the canons of European shrines. As previously mentioned, no imposing monument was ever built to emphatically glorify the humble peasant hermit who brought harmony and was listened to by everyone and everyone listened.

La tomba di san Nicolao al centro della navata della chiesa parrocchiale di Sachseln. The shrine of St. Nicholas in the middle of the nave of the parish church of Sachseln.
ph. citypilgrimblog

La sua tomba si trova però nella bella cittadina di Sachseln, che sorge a valle di Flueli, sul lato opposto della gola del Ranft, in riva a un lago. Per ospitareil corpo del santo non venne eretto alcuna santuario, alcun mausoleo. La sua tomba si trovava in una semplice cappella funeraria che ancora è possibile visitare accanto al campanile, poi venne traslata nella chiesa parrocchiale e posta al centro della navata. Anche se Sachseln è oggi considerata una delle principali località di pellegrinaggio in Svizzera, seconda solo a Einsiedeln, non aspettatevi negozi di souvenirs a ogni angolo, Nella bella piazza che precede la chiesa ci sono alcuni locali, la cittadina possiede alberghi (ma li avrebbe comunque vista la sua bella posizione). Per chi vuo conoscere meglio la storia consiglio la visita al Museo, dedicato a Nicolao e alla moglie Dorothea Wyss, recentemente ripensato e aggiornato dotandolo di strumenti interattivi.

His burial place, however, is located in the charming village of Sachseln, which lies downstream from Flueli, on the opposite side of the Ranft gorge, on the shore of a lake. No sanctuary or mausoleum was built to house the saint’s body. His grave was in a simple burial chapel, which can still be visited next to the church tower, and was later moved to the parish church and placed in the middle of the nave. Although Sachseln is now considered one of the main pilgrimage sites in Switzerland, second only to Einsiedeln, do not expect souvenir stores on every corner, in the nice town square in front of the church there are some restaurants, the town has hotels (but would have them anyway given its beautiful location). For visitors who are interested in learning more about history, I recommend a visit to the Museum, dedicated to Niklaus and his wife Dorothea Wyss, recently redesigned and updated with interactive tools.

Luci di devozione illuminano lo spazio presso la cella di Nicolao. Devotional lights brighten the area next to Nicholas’ cell,
ph. Citypilgrimblog.

La devozione per Nicolao della Flue è una devozione discreta, legata anche al suo ruolo politico di “salvatore della Confederazione” ma una visita a luoghi natali e significativi della sua esperienza mistica e religiosa, non può lasciare indifferenti. Recentemente la storiografia ha rivalutato anche la figura della moglie Dorothea senza la quale la straordinaria storia di Nicolao non avrebbe potuto neppure iniziare. Lo studio del loro rapporto ha molti aspetti interessanti. Bisogna infatti pensare a Dorothea come a una partner non passiva ma dinamica, perché è impossibile che i due non si incontrassero, vista la distanza delle rispettive dimore (anzi la tradizione vuole che fosse stata proprio Dorothea a tessere il semplice saio che oggi si può vedere in una teca nella chiesa di Sachseln). Anche l’evoluzione del loro legame può dunque rientrare in quell’ottica del “guardare le cose da un altro punto di vista” che è, a mio parere, l’aspetto più affascinante di questa esperienza religiosa, umana e famigliare.

Devotion to Niklaus of Flue is a discreet devotion, also linked to his political role as “savior of the Confederation” but a visit to the birthplace and significant points of his mystical and religious experience, can not make you indifferent. Recently, historiography has also re-evaluated the role of his wife Dorothea, without whom the extraordinary story of Nicholas could not even have begun. The study of their relationship has many fascinating traits. Dorothea was not a silent but a dynamic partner, as it is impossible that the couple did not encounter each other, considering that they lived so far apart (according to tradition Dorothea was the one who wove the simple habit that today can be seen in a shrine in the church of Sachseln). The evolution of their relationship can therefore also be part of that “looking at things from another point of view” which is, in my opinion, the most fascinating aspect of this religious, human, and domestic experience.

OGNI ARTICOLO DIVENTA UN VIAGGIO! SE SEI INTERESSATO A ORGANIZZARE UN VIAGGIO SUI TEMI TRATTATI DA CITYPILGRIMBLOG LEGGI QUI

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...