Abbazie benedettine italiane: la top ten per dimensioni.

Abbiamo parlato in un post precedente delle 10 più grandi abbazie benedettine nel mondo, classificate, naturalmente, per numero di membri della comunità e non per metri quadri occupati dagli edifici! Chi lo ha letto (per chi non lo ha fatto ecco qui il link) avrà notato come tra esse non ci sia alcuna abbazia italiana. Infatti, sebbene l’Italia sia la patria del monachesimo occidentale e qui si trovino alcune delle più antiche e celebri fondazioni benedettine, che sono in molti casi anche le case madri delle congregazioni, nessuna delle “nostre” abbazie riesce ad entrare, non solo nella top ten mondiale, ma neppure in quella europea! Tra le prime dieci abbazie del continente infatti, quattro sono tedesche, tre francesi, una spagnola, una inglese e una austriaca. Le abbazie italiane però si rifanno per storia, blasone e contesto artistico o ambientale in attesa di nuove, auspicabili vocazioni.. Vediamole dunque le dieci abbazie più grandi d’Italia. Alcune, come detto, sono molto famose e di grande prestigio storico, altre invece sono conosciute solo da appassionati di monachesimo e storia della chiesa e questo suggerimento può essere quindi un’occasione per andarle a visitare. I dati sono tratti dal database della Congregazione Benedettina: www.osbatlas.com.

10  –  Abbazia di Montecassino (comunità di 15 monaci).

La “madre” di tutte le abbazie benedettine ha avuto una storia complessa, fatta di molte distruzioni e di altrettante miracolose rinascite. La potete ammirare nell’imponenza un po’ gelida datale dalla ricostruzione  post bellica, sulla cima del monte omonimo. L’imponenza delle costruzioni farebbe pensare alla presenza di una comunità ben maggiore ma il fatto che il monachesimo ancora sopravviva a Montecassino può essere considerato di per se stesso un miracolo. MONUMENTALE.

Ne abbiamo parlato più diffusamente in questo post: Alle origini del monachesimo italiano

Cassino,_Abbazia_di_Montecassino_-_Exterior_011
Il chiostro dell’abbazia di Montecassino. ph.Mattis.

9  –  Abbazia di Santa Giustina, Padova (comunità di 17 monaci)

In molte altre città italiane questa antica e vivace abbazie sarebbe senza dubbio il principale centro spirituale; a Padova però c’è  la Basilica Santuario di sant’Antonio e per questo la grande costruzione che si affaccia sul Prato della Valle (che con la Basilica del Santo ha una certa similitudine stilistica) finisce per essere un poco trascurata. Ed è un vero peccato perché, tra le altre cose, qui è anche sepolto un apostolo (per saperne di più vedi questo link). La chiesa è bianca e monumentale, secondo i canoni rinascimentali,  certamente non un luogo che ispira raccoglimento.  DA SCOPRIRE.

ex aequo Monastero di  San Silvestro, Montefano.

Casa madre della Congregazione Silvestrina, questa abbazia che sorge su un colle che domina Fabriano, nelle Marche, non è un luogo di turismo religioso di massa, anche perché non ha da offrire valori artistici di primo livello. Il luogo però è molto tranquillo, la comunità molto accogliente (una delle caratteristiche principali dei monaci silvestrini è sempre stata la disponibilità all’incontro) e la vita spirituale molto viva e dinamica. SEMPLICE.

7 Abbazia di Finalpia  (comunità di 15 monaci)

Questa Abbazia-santuario, che si trova a poca distanza dal mare, nel comune di Finale Ligure, è stata per anni uno dei fari della vita religiosa benedettina in Italia. Qui è stata ideata una delle più importanti riforme della vita monastica che ha improntato tutta la vita benedettina del XX secolo ed si sono portati avanti  importanti studi sulla liturgia. Anche il complesso di Finalpia non spicca per valori artistici o architettonici ma, per la posizione, la sua solida vita religiosa, l’attitudine all’accoglienza della comunità si tratta certamente di uno dei più importanti centri benedettini in Italia. SERENA

6 Abbazia di Santa Maria della Scala di Noci  (comunità di 22 monaci)

Questa abbazia, relativamente giovane essendo stata fondata solo nel 1930, che si trova in collina a pochi chilometri d Bari, potrebbe a buon diritto essere definita la “Solesmes” (vedi link) italiana. Qui infatti si coltiva con gran cura il canto gregoriano e per questo le sue liturgie sono particolarmente affascinanti. Oltre che nel canto i monaci di Noci eccellono nel campo dell’editoria e posseggono una efficiente foresteria.  SONORA.

5.  Abbazia di  san Paolo fuori le Mura (comunità di 24 monaci).

Se le abbazie che occupano le precedenti posizioni possono essere considerate importanti soprattutto per le loro attività spirituali e culturali, con l’abbazia di san Paolo fuori le Mura di Roma la storia e l’arte iniziano ad occupare un ruolo perlomeno equivalente. Una delle più antiche e illustri Basiliche Romane, tra quelle da visitare durante l’Anno Santo, sorge sul luogo dove è sepolto S.Paolo. Passata ai benedettini nel X secolo, fu da allora uno dei principali centri di spiritualità monastica nel mondo. Completamente distrutta nel 1823 da un rovinoso incendio (si salvarono solo alcuni ambienti del monastero), è stata completamente ricostruita nelle forme precedenti. Bellissimo il chiostro del XIII secolo, con splendide colonnine di varia forma (a spirale, lisce, binate, con mosaici). SEVERA.

4 Abbazie di Subiaco: Santa Scolastica e Sacro Speco  (comunità di 22+4 monaci).

Considero come un’unica abbazia questo straordinario binomio di edifici che sorgono nei pressi di Subiaco in Lazio. Si trovano entrambi in posizione invidiabile, in una natura che poco è mutata da come la vediamo descritta nella vita di san Benedetto, che qui ebbe la sua prima esperienza eremitica, scritta da san Gregorio Magno. Luogo ancestrale del movimento benedettino, Subiaco è ricca di fascino e di bellezza. I due  monumenti, l’abbazia di santa Scolastica che sorge nella valle e il Sacro Speco, abbarbicato alla roccia, si completano a vicenda, offrendo l’uno la perfetta visione di un monastero medievale con chiostri e chiesa, l’altro una straordinaria esperienza di misticismo con le sue scalinate scavate nella roccia, le cappelle illuminate da candele e ricoperte di affreschi antichi. ENTUSIASMANTE

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Vista dall’alto dell’abbazia di Santa scolastica. ph. Grentidez.

3 Abbazia di Monte Oliveto Maggiore (comunità di 30 monaci).

Con Monte Oliveto Maggiore, casa madre della Congregazione Benedettina Olivetana, troviamo forse il miglior esempio in Italia (e forse al mondo, azzardo…) di integrazione tra storia, arte, natura, liturgia, ospitalità. Ciascuno di questi aspetti infatti trova nella grande abbazia toscana, a sud di Siena, un riscontro straordinario: il chiostro affrescato dal Sodoma e da Luca Signorelli, gli intagli del coro, la biblioteca, lo straordinario paesaggio delle “Crete” che la circonda, la produzione di vini e liquori, la cura delle funzioni nella chiesa abbaziale. Chiunque voglia vivere in modo profondo un’esperienza di vita monastica dovrebbe incominciare proprio da Monte Oliveto! I monaci olivetani inoltre  si sono sempre distinti per l’attenzione alla cultura e alla ricerca del bello che ho sintetizzato in un post precedente con il termine: Monte Oliveto Style.  COMPLETA.

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L’abbazia di Monte Oliveto Maggiore.

2 Abbazia di Praglia (Comunità di 45 monaci).

Un’abbazia dinamica, sicuramente la più brillante ed ecumenica in Italia per tutti gli Anni Novanta del secolo scorso, luogo di incontri, seminari, convegni. A Praglia si stampano libri, si confezionano distillati e tisane, si accolgono visitatori di giornata, perché quest’abbazia dei Colli Euganei, nei pressi di Abano Terme, è diventata una vera attrazione turistica e spirituale per il territorio. Ma a Praglia soprattutto si ospitano persone in ricerca. L’abbazia è anche bella, pur senza raggiungere le vette delle due  precedenti, ma non è certo per i suoi valori artistici che ha saputo imporsi come punto di riferimento del monachesimo italiano nel mondo. ACCOGLIENTE.

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Abbazia di Praglia ph. Sandra Cohen Rose& Colin Rose.

1 Abbazia di Camaldoli e Sacro Eremo (comunità di 42+12 monaci).

Il primato di Camaldoli tra le abbazie italiane nasce dalla somma tra le due comunità che occupano l’una, più numerosa, il grande cenobio, l’altra le casette dell’eremo che sorge in posizione più elevata tra le abetaie del Casentino, in provincia di Arezzo. Se il cenobio è in gran parte occupato da una delle più grandi e organizzate foresterie presenti nelle abbazie italiane, è l’eremo, nella sua splendida solitudine a essere maggiormente affascinate anche se non totalmente accessibile ai visitatori per rispetto della scelta di vita ritirata dei dodici monaci che occupano le sue case. Venire a Camaldoli quindi significa conoscere i due aspetti dell vita contemplativa: la vita comunitaria che si svolge nell’abbazia, casa madre della Congregazione Camaldolese, e quella solitaria che anima la sua parte superiore. A Camaldoli, come a Monte Oliveto e a Praglia, si producono distillati, si editano libri, si accolgono persone, si seguono percorsi di incontro tra religioni. DINAMICA.

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Il Sacro Eremo di Camaldoli con le sue casette per i monaci eremiti.

Ne abbiamo parlato più diffusamente in questo post: Alle origini del monachesimo italiano.

 

 

 

 

 

 

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