San Maurice d’Agaune: un’antica abbazia nel cuore delle Alpi/An ancient abbey in the heart of the Alps

Nelle valli alpine è facile trovare abbazie che meritano un viaggio. Ne ho già parlato in alcuni post precedenti (Weissenstein, Einsiedeln, Abbazie benedettine della Svizzera, Abbazie Austriache) perché mi ha sempre attratto l’idea di  luoghi di pace e ristoro per i viandanti che percorrevano le valli dopo aver varcato passi alpini, che, a differenza di quanto avviene oggi, non erano certo dei luoghi piacevoli e sicuri. La maggior parte di queste abbazie alpine hanno oggi un aspetto barocco, sono bianche e massicce e spiccano per contrasto sul verde dei prati. Quella di cui vi parlo oggi però è grigia e sorge al centro di un piccolo villaggio un’abbazia e spicca per la sua severa sobrietà. Vi porto in Svizzera, alla scoperta dell’abbazia santuario di Saint Maurice d’Agaune, una delle più antiche abbazie d’Europa ancora “viventi”.

Paul Bissegger Abbatiale_Saint-Maurice_d'Agaune,_vue_de_l'ouest
The abbey’s church exterior. ph. Paul Bissegger.

Che cosa hanno in comune uno degli ordini cavallereschi più antichi legato alla famiglia dei Savoia e una delle più esclusive località del turismo internazionale? Sono entrambi dedicati a san Maurizio, il legionario romano giustiziato per la sua fede cristiana assieme ai compagni della Legione Tebana. Sia che stiate visitando a Torino qualche sito legato all’Ordine Mauriziano o che stiate villeggiando a Sankt Moritz, il vostro riferimento storico non può essere che lui: san Maurizio martire.

Percorro la valle del Rodano, tra vigneti e nuovi insediamenti industriali, in un paesaggio piuttosto noioso nella sua linda compostezza, fino a scorgere il campanile romanico dell’abbazia di Agaune. A dire il vero, se non sapessi che questo è uno dei luoghi sacri più antichi d’Europa, neppure ci farei caso, tanto modesto e discreto appare oggi il complesso monumentaleEppure proprio proprio da qui, da questo luogo oggi tranquillo ma che fu in epoca romana un centro fiorente di traffici e scontri, nacque e si diffuse una devozione profonda che si estese soprattutto nelle valli alpine e nella non lontana Savoia che di san Maurizio fece il proprio patrono.

Officiata dai Canonici Lateranensi, l’abbazia di saint Maurice è ancora attiva e svolge un’intensa quanto discreta attività liturgica. Poco c’è da vedere oltre alla chiesa, se non si partecipa a una visita guidata alla scoperta dei suoi tesori (per info vedi il link a fine post), che sono notevoli dal punto di vista artistico e religioso.
Il più antico insediamento cristiano in Svizzera è dunque un semplice e sobrio edificio che sorge ai piedi di una collina pietrosa che quasi lo schiaccia con la sua mole. L’abbazia, dedicata a San Maurizio e ai martiri della Legione Tebana, qui sepolti, fu fondata verso il 515 dal re burgundo Sigismondo. Maurizio era un “soldato scelto” di questa forza d’élite dell’esercito imperiale romano che, convertitosi al cristianesimo insieme a molti suoi commilitoni (il numero è incerto) venne messo a morte per essersi rifiutato di prestare culto all’Imperatore Domiziano. Risalendo al VI secolo, Saint Maurice è quindi uno dei più antichi monasteri cattolici oggi esistenti al mondo, unitamente a quello benedettino di Ligugè in Francia.

Agaunum, antico insediamento prima celtico e poi romano sulla via del San Bernardo, era allora una città importante, residenza dei re di Borgogna. Scavi archeologici hanno evidenziato la presenza in questo luogo di precedenti fondazioni, tra cui una cappella risalente al IV secolo, a testimonianza dell’importanza di questo insediamento religioso. Oggi è poco più di un tranquillo villaggio che nulla possiede del suo antico splendore. Numerose chiese sono state costruite sul luogo della sepoltura del santo, fino a quella attuale, edificata nel Seicento, come il monastero che l’affianca, ma riportata poi a un aspetto romanico. Unica presenza antica l’ambone carolingio nel coro. Il celebre tesoro, una delle principali collezioni d’oreficeria religiosa in Europa, conserva alcuni preziosi reliquiari romanici (di San Sigismondo, di San Maurizio, di san Candido), una brocca che si dice donata da Carlomagno, un cofanetto risalente a Teodorico è visitabile solo a orari fissi che variano secondo le stagioni.

I benedettini, qui chiamati a custodire l’importante santuario fino dal X secolo, furono sostituiti nel 1128 dai Canonici Agostiniani che ancora vi abitano e che anzi vi hanno una delle loro principali case in Europa. I canonici, secondo il loro schema di vita basato sull’attenzione alla liturgia e alla cura pastorale, continuano a essere un punto di riferimento per tutta la regione vallesana.
Per maggiori info ecco il link al sito dell’abbazia.

Paul Bissegger
The church interior. Ph. P. Bissegger.

Un percorso di riflessione e di grande interesse, chiamato Cammino delle Stele e inaugurato per il Giubileo del 2015, porta, dal villaggio alla spettacolare cappella di Notre Dame du Sceaux, edifico del XVII secolo letteralmente appeso alla falesia, sorto sul luogo di eremitaggio abitato dal un monaco saint Amè vissuto nel VII secolo. Il cammino è segnato da stele in vetro che ricordano momenti biblici realizzati dalla scultrice Isabelle Tabin-Darbellay.

picswiss.ch
The Notre Dane of Sceaux’s chapel, overlooking the village. ph. Picswiss.

 

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