Pellegrino a Torino, Pavia, Milano, Padova e Bologna/City Pilgrim in Turin, Pavia, Milan, Padua and Bologna.

La mia ricerca di City Pilgrim mi porta spesso a vedere le città da un punto di vista particolare. Quando decido infatti di visitarne una, per scelta o anche soltanto di passaggio, la prima ricerca che compio è sempre una verifica del suo patrimonio religioso e spirituale. A mio avviso, seguendo anche l’interessante traccia delle Ville Sanctuaires identificate e classificate in Francia, una delle prerogative per definire “santuario” una città è la presenza di almeno un “corpo santo” o di una importante reliquia che ne giustifichi la visita, indipendentemente da quanto nel frattempo sia sorto intorno. Ci sono certamente delle vere e piccole città santuario, dei borghi cresciuti o vivificati dalla presenza di un luogo santo, basti pensare a Loreto, Cascia o Assisi, ma quello che mi ha sempre più interessato è stato ricercare gli spazi di riflessione all’interno di città più grandi, caotiche, apparentemente indifferenti, con una loro vita che si sviluppa ignorando quella chiesa silenziosa e appartata in fondo a un piazzale oppure schiacciata dal traffico del corso. Eppure è proprio lì, nel conflitto con indifferenza, rumore, commercio sguaiato che è bello ritrovare la dimensione spirituale della vita, cercare un’astrazione, abbandonarsi all’ombra di una navata deserta o al profumo di legno antico o di incenso stantio. In quei momenti ci sente davvero “city pilgrim”. Sono scelte e situazioni molto personali e quello che posso fare è suggerire una piccola guida per provare questa esperienza in cinque città dell’ Italia del nord, certamente non conosciute per essere tra le più mistiche.

La prima città a cui penso è Torino. Torino, la città che per molti è “magica”, per altri è “operaia” per altri ancora quintessenza della cultura “laica e massonica”. Eppure proprio proprio per essere stata magica, laica, operaia e massonica, Torino è stata a suo modo “santificata” da alcuni grandi spiriti le cui memorie si ritrovano ancora nelle sue vie. Primo fra tutti è san Giovanni Bosco la cui memoria è viva nel grande santuario di santa Maria Ausiliatrice che si può visitare quasi con continuità con quello della Consolata, la protettrice della città. La dinastia dei Savoia si lega al celebre santuario Basilica di Superga, su una collina che domina la città, capolavoro barocco dell’architetto Juvarra e pantheon di famiglia e al Duomo dove si trova la Sacra Sindone, uno dei luoghi di fede più visitati al mondo che proprio i Savoia vollero portare a Torino. Altro santo torinese legato al sociale è Giuseppe Cottolengo, la cui Piccola Casa, ospita la chiesa, sviluppatosi da una piccola cappella annessa all’opera assistenziale iniziata dal santo, dove riposa il suo corpo.

Pavia il pellegrino cittadino non può che dirigersi subito verso la chiesa di san Pietro in Ciel d’Oro dove si conservano le spoglie di sant’Agostino e del filosofo Severino Boezio. Sebbene Agostino sia un gigante nella storia della Chiesa e malgrado l’ottimo lavoro di divulgazione fatto in questo luogo dai frati agostiniani, la chiesa pavese non è certamente un luogo di pellegrinaggio frequentato come meriterebbe la portata del personaggio. Troppo intellettuale e severo Agostino per incontrare il favore delle masse, ma come non recargli un giusto tributo, tenendo anche conto della bellezza del contenitore romanico in cui si trova la sua tomba? Un viaggio spirituale a Pavia deve però includere almeno tre altre mete: l’altra chiesa romanica di san Michele, il Duomo e la celebre Certosa, gioiello rinascimentale con pochi eguali.

Padova è sicuramente a città del nord Italia in cui i pellegrini accorrono più numerosi dirigendosi direttamente verso la Basilica del Santo, uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati d’Italia e d’Europa. Anche chi non ha alcun favore da chiedere al francescano portoghese può però perdersi nella bellezza e nella ricchezza della chiesa orientaleggiante a lui dedicata. Magari confrontandola subito dopo con l’altrettanto imponente e “cupolata” Basilica di Santa Giustina, antica fondazione benedettina che rivaleggia con quella del Santo almeno per le dimensioni. Ne abbiamo parlato di recente perché è una delle chiese in cui sia sepolto uno degli Apostoli (qui il link). Poi ci sarebbero anche la chiesa degli Eremitani, più interessante dal punto di vista artistico che da quello spirituale e il santuario dell’Arcella dove si trova la cella in cui sant’Antonio morì. Meno appariscente e artisticamente interessante ma spiritualmente interessante è il santuario dell’umile frate cappuccino Leopoldo Mandic.

Pensare a Bologna come a una meta di esperienze spirituali può forse far sorridere. Bologna, che è “dotta” o “grassa”, “gaudente” o “rossa”, ma che certo non si potrebbe definire pia, ospita però la tomba di un santo molto importante per la storia della chiesa, anch’esso chissà perché poco apprezzato dai pellegrini: si tratta di Domenico di Guzman, il sobrio fondatore dei frati Predicatori (o Domenicani come meglio sono conosciuti) la cui bellissima arca sorge nella basilica a lui dedicata nel centro della città. Ma camminando sotto gli infiniti portici della città si possono visitare molte notevoli chiese tra cui spiccano la grande basilica di san Petronio ma soprattutto la “Piccola Gerusalemme” urbana racchiusa nel complesso di santo Stefano. Di portico in portico si arriva annaspando fino al dominante santuario della Madonna di san Luca, luogo simbolo della devozione e del paesaggio bolognese. Qui di caos e rumore non ce n’è proprio ma, temprati dalle fatiche della salita, si può lasciar correre lo sguardo verso la pianura e la sottostante città.

Se pensare a Bologna come città a dimensione di city Pilgrim può sembrare una provocazione cosa ne pensate allora di Milano? Fashion, design, food, vita e lavoro sfrenato, happy hours e “weeks” mondane come se piovesse… Eppure se c’è una città dove mi piace di più fare il pellegrino quella è proprio Milano… Immaginate di trovarvi al centro del nuovo quartiere avveniristico di Porta Nuova e da lì muovervi per vie modaiole come corso Como o corso Garibaldi: non lasciatevi sfuggire una facciata di chiesa gotica “doppia” (due chiese affiancate l’una all’altra..): è la curiosa e silente Incoronata. Proseguite fino a trovare, leggermente arretrata su na raccolta piazza l’antichissima e buia san Simpliciano. Se il corpo santo di Agostino a Pavia non è diventato meta di pellegrinaggi lo stesso si può dire del suo maestro Ambrogio, le cui spoglie, conservate nella cripta della splendida basilica a lui dedicata accanto agli inseparabili Gervaso e Protaso, non sono certo meta di pellegrinaggi devoti. Lo stesso si può dire dell’Arca dei Re Magi, antico luogo di fede quasi dimenticato, in una delle mie basiliche favorite di Milano: sant’Eustorgio davanti a cui sfila indifferente la folla che da porta Ticinese si dirige ai Navigli… Ma di chiese milanesi di cui parlare ce ne sono tante; di molte ho già parlato (dove? Qui!)  di altre parlerò!

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Sant’Eustorgio Basilica in Milan: the altar. ph. Citypilgrim

My search as a City Pilgrim often leads me to observe the cities from a particular point of view. Visiting one by choice or just by passing through, my question is? What’s about its religious and spiritual heritage. Following the interesting map of the French Ville Sanctuaires, I think that’s not hazardous to define a city  “sanctuary” if you can find in its churches at least one “holy body” or an important relic, regardless of how much in the meantime the surrounding city is changed.  There are small towns that can be considered as sanctuaries, villages that have grown up or are enlivened by the presence of a holy place, just think of Loreto, Cascia or Assisi in Italy, but what has increasingly interested me has been to look for spaces for reflection within larger cities: chaotic, apparently indifferent, ignoring that silent and secluded church at the bottom of a square or crushed by the traffic facing the main road. It is right there, fighting with indifference, noise, unsheathed trade that it is beautiful to rediscover the spiritual dimension of life, to seek an abstraction, to abandon oneself to the shadow of a deserted nave or to the scent of ancient wood or stale incense. In those moments I really feel myself a  “city pilgrim”. Try everywhere you like! What I can do is suggest a small guide to try this experience in five cities in northern Italy, certainly not known to be mystical.

The first city I think about is Turin. Turin, the city that for many is “magic”, for others it is mostly “working class” for others quintessential of the “secular and Masonic” culture. Yet precisely because she was magical, secular, blue collar or Masonic, Turin was “sanctified” by some great spirits whose memories are still found in its streets. First of all is Saint John Bosco whose memory is alive in the great sanctuary of Saint Maria Ausiliatrice, which can be visited almost continuously with that of the Consolata, the patroness of the city. The Savoy dynasty is linked to the famous Basilica of Superga, on a hill overlooking the city, a baroque masterpiece by the architect Juvarra and family pantheon, and to the Cathedral where the Holy Shroud is located, one of the most visited places of faith in the world. Another Turin saint linked to the disabled and the poor is Giuseppe Cottolengo: you can visit the Small House, developed from a small chapel attached to the welfare work begun by the saint, where rests his body.

In Pavia, the city’s pilgrim search the church of San Pietro in Ciel d’Oro, where the remains of Saint Augustine of Hippo and the philosopher Severino Boezio are kept. Although Augustine is a giant in the history of the Church the church in Pavia is not a place of pilgrimage. Too intellectual and severe Augustine to be a popular saint, but how can we not pay him a tribute especially for the beauty of the Romanesque container in which his tomb is located? A spiritual journey to Pavia must, however, include at least three other destinations: the other Romanesque church of San Michele, the Duomo and the famous Certosa, a Renaissance jewel with few equals.

Padua is certainly a city in northern Italy where more pilgrims flock directly to the Basilica del Santo, one of the most visited places of pilgrimage in Italy and Europe. Even those who have nothing to ask the Portuguese Franciscan can get lost in the beauty and richness of the oriental church dedicated to him. They can compare it with the equally imposing and “domed” Basilica of Santa Giustina, an ancient Benedictine foundation that rivals that of the Saint at least in size. Take a look to the church of the Eremitani as well, more interesting from an artistic point of view than from a spiritual one, and to the sanctuary of the Arcella where the cell in which Saint Anthony died is located. Less striking and artistically interesting but spiritually interesting is the shrine of the humble Capuchin friar Leopoldo Mandic.

Bologna, which is known in Italy as “learned” or “fat”, “cheerful” or “red”, but certainly could not be called pious, houses the tomb of a saint very important for the history of the church: st. Dominic de Guzmàn, the sober founder of the Friars Preachers (or Dominicans as they are known) whose beautiful ark stands in the basilica dedicated to him in the city center. But walking under the infinite arcades of the city you can visit many remarkable churches, including the great basilica of St. Petronius but especially the “Little Jerusalem” enclosed in the complex of St. Stephen. Walking from a porch to another you can reach the dominant sanctuary of Our Lady of St. Luke, a point of reference for the devotion and the Bolognese landscape as well. There is no chaos or noise here but, tempered by the efforts of the climb, you can let your gaze run towards the plain and the city below.

If thinking of Bologna as a City Pilgrim target may seem like a provocation, what do you think of Milan? Fashion, design, food, life and work unbridled, happy hours and special “weeks”… if there’s one city where I like to be a pilgrim that it’s Milan… Imagine yourself in the centre of the new futuristic district of Porta Nuova and from there move along fashionable streets such as Corso Como or Corso Garibaldi: don’t miss a gothic “double” church facade (two churches side by side…): it is the curious and silent Incoronata shrine. Continue until you find, slightly backwards on a square, the ancient and dark San Simpliciano. If Augustine’s holy body in Pavia has not become a destination for pilgrimages, the same is of his master Ambrose, whose remains, preserved in the crypt of the splendid basilica  to him dedicated are certainly not a pilgrimage destination. The same can be said of the Ark of the Three Kings, an ancient place of faith almost forgotten, in one of my favorite basilicas in Milan: Saint Eustorgio in front of which the crowd that goes from Porta Ticinese to the Navigli parades indifferently…

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