Sofia: un itinerario spirituale/ Sofia: a spiritual itinerary.

Ci porta a Sofia la City Pilgrim Experience di oggi, alla scoperta del patrimonio religioso di una capitale europea riservata, che non attira turisti come altre città dell’Europa Orientale, ma che offre un insieme di chiese antiche, una bella moschea ottomana e una grande sinagoga. Il tutto racchiuso in un percorso pedonale che si può compiere in una sola giornata. Fuori da questo itinerario ma comunque assolutamente da non perdere, due capolavori dell’arte medievale come la chiesa di Boyana, che si trova nell’immediata periferia della città, e il famoso e imperdibile monastero di Rila, centro spirituale dell’intera Bulgaria, raggiungibile invece in un paio di ora con l’auto.

Schermata 2018-04-16 alle 17.57.36Mi piace costruire i miei itinerari nelle città europee partendo dalla cattedrale che proietta la sua ombra virtuale su tutta la città. L’itinerario di Sofia non può dunque che partire dalla monumentale cattedrale di Aleksandar Nevski. Preceduta da un piccolo giardino dove si trovano bancarelle di souvenirs, non solo a carattere religioso, non è, a mio avviso, un luogo di grande atmosfera mistica. Troppo grande, troppo monumentale, priva, sebbene costruita da architetti russi tra il 1882 e il 1912 per commemorare la morte di 200.000 soldati dello zar nel corso della guerra russo-turca, della oscura sensualità delle cattedrali russe, è invece ricca di decorazioni in uno stile eclettico vagamente italiano che lasciano abbastanza sconcertati. La sua cripta ospita però un interessantissimo museo di icone antiche della scuola bulgara. All’interno è vietato scattare foto.

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Aleksandar Nevski Cathedral, Sofia. ph. Citypilgrimblog

Più affascinante, oscura, silenziosa è la vicina chiesa di Santa Sofia, che dimostra nella sua dedicazione le sue antiche origini. A “Sofia”, la Divina Sapienza, era dedicata la cattedrale di Costantinopoli e molte città del mondo bizantino ne costruirono di simili anche se la fondazione di questa chiesa, eretta dove un tempo si trovava la necropoli romana, potrebbe persino essere contemporanea a quella di Istanbul e quindi dell’epoca dell’imperatore Giustiniano. La stessa città, un tempo l’antico e importante centro romano di Serdica, ne ha preso nome. Malgrado le numerose ricostruzioni, la chiesa di Santa Sofia ha ancora una atmosfera fortemente bizantina che mi ha ricordato le basiliche di Ravenna (senza i mosaici però…) piuttosto che un esuberante policromia slava. Anche qui è proibito scattare foto all’interno..

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Sofia, Santa Sofia church. ph. Citypilgrimblog

La presenza di una antica comunità ebraica a Sofia/Serdica è oggi testimoniata dalla presenza dell’eclettica e orientaleggiante mole della sua Sinagoga, eretta nello stile moresco ed esuberante che caratterizza tutti gli edifici di culto ebraici nelle città dell’Europa Orientale di area Austro-Ungarica. Il complesso, che ospita anche un piccolo museo, è in perenne restauro e la sua bella Sala Principale momentaneamente non è visitabile. Se la Sinagoga fosse ancora chiusa, potete però consolarvi visitando il bellissimo antico mercato coperto, una elegante struttura dei primi del Novecento, che si trova nelle vicinanze.

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Sofia’s Synagogue main gate. ph. Citypilgrimblog

Nelle vicinanze si trova anche la piccola e preziosa moschea di Banya Bashi, attribuita al più famoso degli architetti ottomani, Sinan, che l’avrebbe progettata a partire dal 1587. Uso il condizionale perché gran parte delle moschee erette nel XVI e XVII secolo nei territori dell’Impero Ottomano, sono attribuite a Sinan che sarebbe stato, in tal caso, veramente infaticabile. Tuttavia la moschea è veramente simile a quelle di Istanbul e chi non ci fosse mai stato ne può ricavare una corretta impressione. Banya Bashi è ancora un luogo di culto della minoranza musulmana bulgara, eredità del lungo dominio turco sul paese, per cui non è visitabile negli orari delle preghiere. Come in tutti i luoghi di culto islamici vi si entra scalzi e e le donne devono coprirsi il capo.

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Banya Bashi Mosuqe, Sofia. ph Citypilgrimblog

Torniamo nel mondo ortodosso risalendo la collina fino alla grande e vivace cattedrale di Sveta Nedelja (santa Domenica). Chiesa antichissima, risalente al X secolo, era originariamente costruita in legno e resistette miracolosamente in questa forma fino al XIX secolo quando venne letteralmente smontata per lasciare posto alla basilica attuale che rispetta i canoni dell’architettura ibrida bizantino/slava. La cattedrale, a differenza della monumentale Alexsander Nevskji, è però religiosamente molto vivace e frequentata e a me è capitato di assistere a un matrimonio e a un battesimo.

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Sveta Nedelja Cathedral, Sofia. ph. Citypilgrimblog

La più antica, curiosa, affascinante delle chiese di Sofia è però quella di san Giorgio. La sua insolita ubicazione, si trova praticamente in un cortile tra il palazzo presidenziale e un albergo di lusso, la rende ancora più affascinante. Risalente al IV secolo e circondata dai resti della antica Serdica, emerge, con la sua cupola bizantina, dal terreno come un fungo mistico. Utilizzata per secoli come moschea ha perso gran parte delle sue decorazioni originali, anche se antichi affreschi sono ancora visibili sulle sue pareti. Malgrado sia un edificio di alto interesse storico e archeologico, la Rotonda di San Giorgio, come viene normalmente chiamata, è ancora un luogo di fede e nel suo buio interno ardono candele accese da devote visitatrici.

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Saint George’s Rotunda, Sofia, ph. Citypilgrimblog

Ultima tappa del nostro itinerario nel centro di Sofia è la fotogenica chiesa Russa di san Nicola, eretta in uno stile eclettico e ricco di oro, come chiesa dell’ambasciata russa e della comunità residente a Sofia. Gli ori e i colori che contraddistinguono le chiese russe erette in quegli anni in tutta Europa, non mancano in questo piccolo edificio, che cita forme dell’antica architettura in legno delle chiese russe e che possiede al suo interno una notevole iconostasi.

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Russian Church of Saint Nicolas, Sofia. ph Citypilgrimblog

Sofia, the Bulgarian capital, does not attract tourists like other cities in Eastern Europe, but offers a collection of ancient churches, a beautiful Ottoman mosque and a large synagogue, all in a easy daily pedestrian path. If you have more time to spend don’t miss the wonderful Boyana Church, just some miles outside the Sofia’s centre and the glorious Rila Monastery, the heart of the Bulgarian Spirit, hidden in a valley two hours drive from Sofia.

I prefer to write my citypilgrim’s itineraries in European cities starting from the Cathedral’s shadow, a spiritual and virtual veil over the city. Starting point in Sofia is the monumental cathedral of Aleksandar Nevski. Preceded by a small garden with stalls of souvenirs, in my opinion is not a place of mystical atmosphere. Too large, too monumental, lacking, although built by Russian architects between 1882 and 1912 to commemorate the death of 200,000 Tsar soldiers during the Russo-Turkish war, the dark sensuality of Russian cathedrals, even if shows decorations in an eclectic vaguely Italian style. The crypt, however, houses a very interesting museum of ancient icons of the Bulgarian school. Take pictures inside is not allowed.

More fascinating, dark, silent is the nearby Saint Sophia church, showing in its dedication, an ancient origin. The Cathedral of Constantinople, today Aya Sofia,  was dedicated to Sofia, the Divine Wisdom, and many cities of the Byzantine world built similar ones, although the foundation of this church, erected over a Roman necropolis, could be contemporary to that of Istanbul of Justinian Emperor’s age. The city name itself, Sofia, in the past the important Roman centre of Serdica, is a spy of its importance. Despite the numerous reconstructions, Saint Sofia church has a strongly Byzantine atmosphere that reminded me of the basilicas of Ravenna (without the mosaics, however…).

The presence of an ancient Jewish community in Sofia/Serdica is today testified by the eclectic and orientalizing size of its Synagogue, erected in the Moorish and exuberant style that characterizes all the buildings of Jewish worship in the cities of Eastern Europe, once under the Austro Hungarian Empire. The complex, which also houses a small museum, seems to live  a perennial restoration and its beautiful Main Hall temporarily is not open to visitors. If the Synagogue is closed, worth while visit the charming old covered market, an elegant structure of the early twentieth century,  located nearby.

Just on the other side of the street stands the small but precious mosque of Banya Bashi, attributed to the most famous of the Ottoman architects, Sinan, who designed it from 1587. Much of the mosques erected in the sixteenth and seventeenth centuries in the territories of the former Ottoman Empire, are attributed to Sinan, a truly tireless man…. However, the mosque is really similar to those in Istanbul and those who have never been there can get a correct impression visiting it. Banya Bashi is still a place of worship for the Bulgarian Muslim minority that’s why it cannot be visited during prayer hours. As in all Islamic places of worship, you must be barefoot and women must cover their heads.

We return to the Orthodox Church by climbing the hill to the large and lively cathedral of Sveta Nedelja. This ancient church, dating back to the tenth century, was originally built of wood and miraculously resisted in this form until the nineteenth century when it was literally dismantled to make way for the current basilica that respects the canons of hybrid architecture Byzantine / Slavic. The cathedral, unlike the monumental Aleksandar Nevski, has a true religious life and its possible to follow rites and cerimonies.

The oldest, most curious and most fascinating of all Sofia’s churches, however, is that of Saint George. Its unusual location, a courtyard between the Presidential palace and a luxury hotel, makes it even more charming. Dating back to the fourth century and surrounded by the remains of ancient Serdica, emerges with its byzantine dome from the ground like a mystical flower. Used for centuries as a mosque, it has therefore lost much of its original decorations, although the frescoes are still visible on the walls. Despite being a building of high historical and archaeological interest, the Saint George Rotunda is still a place of faith and in its dark interior burn candles lit by devout visitors.

Last stop in our itinerary in Sofia’s downtown is the photogenic Russian Church of Saint Nicholas, built in an eclectic style as the church of the Russian embassy and community living in Sofia. The gold and the vibrant colors distinguishing many of the Russian churches built in those years throughout Europe, are not lacking in this small building, shaped as an ancient timber church of rural Russia, that hides a remarkable iconostasis.

 

 

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