Le abbazie austriache (parte seconda)/Austrian abbeys tour (part 2)

Eccoci nella seconda parte dell’itinerario tra le principali abbazie austriache. Il primo tratto che potete leggere in questo link, ci  aveva portato nella valle del Danubio. E da qui ripartiamo per scoprire altri importanti luoghi di arte e di fede nella parte Nord Occidentale dell’Austria. Dalla imponente Göttweig alla leziosa Kremsmünster, è un viaggio ricco di sorprese, tre grandi biblioteche, cisterne dal gusto orientale, chiese super decorate, caseifici e chiostri gotici.

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1. STIFT GÖTTWEIG /Abbazia di Göttweig
Monaci Benedettini

C’è chi ha paragonato Göttweig a Montecassino, chi invece ha scomodato il paragone con l’Escorial per cui è in lizza anche la agostiniana Klosterneuburg: entrambi gli accostamenti, comunque un poco azzardati, possono servire a definire questo imponente complesso che domina il Danubio dall’alto di una collina di 461 metri. Ricorda Montecassino per la posizione e per l’impressione che le sue grandi masse conventuali esercitano sul viaggiatore da lontano, mentre il paragone con l’Escorial è pertinente soprattutto osservando il grande cortile su cui si eleva la chiesa e per la contaminazione tra spazi “imperiali” e spazi religiosi. Fondata nel 1083 dal vescovo Altmann di Passau, Göttweig, oggi iscritta nel Patrimonio dell’Umanità, nasce come abbazia di canonici agostiniani e diviene benedettina solo nel 1094. Ben presto, grazie anche alla sua posizione strategica, diviene uno dei massimi centri religiosi dell’Austria, fonda e riforma abbazie, sviluppa un fiorente Scriptorium. L’abate di Göttweig, che ha titolo vescovile, è nel Medioevo un vero e proprio signore feudale con vasti possedimenti anche in paesi lontani.  Qui nasce, nella prima metà del Settecento, la moderna annalistica storica austriaca sotto la spinta dell’abate Bessel, che, oltre a volere il “Chronicon Gotwicense” monumentale storia del luogo, incarica l’architetto Hildebrandt di studiare un nuovo progetto per l’abbazia. Hildebrandt vede Göttweig come una vera e propria fortezza, cinta da fortificazioni che racchiudono edifici maestosi articolati attorno a un grande cortile che deve ricordare proprio quello dell’Escorial. Nella Sala Altmann, oggi inglobata nel museo dell’abbazia, è possibile osservare un quadro dipinto da Samuel Hotzendorfer che ci mostra l’abbazia come avrebbe dovuto essere se il progetto di Hildebrandt fosse stato portato a termine. Così non fu e oggi forse l’immagine ne guadagna, avendo il complesso perso sicuramente in imponenza ma guadagnato in serenità.  Da un settecentesco portale si accede al grande piazzale dominato dalla facciata della chiesa abbaziale preceduta da una breve scalinata e chiusa tra due massicce torri. A sinistra, c’è la Portineria, uno delle rare sopravvivenze dell’abbazia medievale; di fronte, preceduti da una fontana barocca, si alzano invece gli edifici destinati ad accogliere gli imperatori (Kaisertrakt) con la monumentale scala che si vuole percorsa a cavallo da Napoleone. Questa parte dell’abbazia è ora un museo accessibile a pagamento. A destra della facciata della chiesa si aprono altri edifici conventuali (Antica Farmacia e Sala Cecilia); a sinistra invece la costruzione non è stata completata lasciando aperta la vista a un ampio cortile dove si trovano la Biblioteca  e gli alloggi dei monaci.  Sul lato più basso del cortile si trovano invece la Casa di Accoglienza e alcuni edifici di servizio. La chiesa, anteriore al progetto di Hildebrandt, è a un’unica navata, piuttosto angusta che denuncia la sua origine gotica; l’altare (la pala è di A.Wolf) è alto su una scalinata sotto cui si trova la cripta con i venerati resti di Sant’ Altmano. Nella parte dell’abbazia visitabile a pagamento spiccano il monumentale scalone (Kaiserstiege) affrescato dallo “specialista” Troger, la Sala Altmann con affreschi di Johann Rudolf Byss, modelli di come doveva essere il monastero prima della ricostruzione del 1718 e veduta dell’abbazia come l’aveva invece pensata Hildebrandt. Nella Sala degli Arazzi, preziosi manufatti fiamminghi del Settecento. Notevole il decoro settecentesco che si trova anche nelle altre Sale dell’Imperatore.

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Gottweig Abbey view. ph. Arcomonte26

2. STIFT ZWETTL /Abbazia di Zwettl
Monaci Cistercensi

Serena e gradevole sintesi di arte romanica-gotica e barocca, l’abbazia cistercense di Zwettl è un complesso di estremo interesse storico e spirituale, che ha esercitato (come la non lontana e benedettina Altenburg) un ruolo di primaria importanza in questa terra di confine tra mondo tedesco e mondo slavo. Preceduta da un ampio ed elegante cortile, la chiesa, in posizione curiosamente decentrata rispetto all’ingresso (la si raggiunge per un passaggio nell’angolo sinistro), è dominata, secondo lo stile cistercense austriaco, da una poderosa torre barocca.  Zwettl è un’abbazia dalla vita densa che sviluppa numerose attività: dalla cura delle foreste, alla cantina, dall’allevamento dei pesci alla cura delle numerose parrocchie della zona. Riuscita a passare indenne a guerre di religione e soppressioni, Zwettl denota anche nell’aspetto esteriore la sua continuità nel tempo, pur nel passaggio degli stili. Vi si respira un’atmosfera coinvolgente in cui i monaci fungono da punto di riferimento per i numerosissimi fedeli che la scelgono come meta di giornate di ritiro. Entrati nel grande cortile d’ingresso (Lindenhof) per un passaggio coperto (a destra grande negozio) si passa poi in un secondo cortile (Abteihof) dove si ha di fronte l’ingresso all’abbazia. Se ne visitano la Chiesa, il Chiostro, la Sala Capitolare, il Dormitorio romanico, la Galleria d’arte. La chiesa, preceduta da un viale,  ha una straordinaria e movimentata facciata barocca, dominata da una torre centrale alta 90 metri. L’interno, pur conservando la struttura originaria gotica a tre navate con splendide colonne slanciate e le volte a crociera, è impreziosito (o rovinato secondo i punti di vista), da ricchi decori barocchi (organo, pulpiti, stalli in legno) su cui spicca il monumentale Altare dell’Assunzione, opera notevole per virtuosismo plastico, che nasconde però lo splendido Coro gotico, uno dei più belli in Austria. Notevole, per la sua purezza di linee gotiche, è anche il chiostro dai pilastri binati in cui spicca la elegante Brunnenhaus, il tipico padiglione con fontana. La Sala del Capitolo, risalente alle origini del monastero, è un sobrio ambiente romanico di chiara ispirazione francese, retto da un poderoso pilastro centrale.

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Zwettl Abbey cloister’s fountain. Ph. Uoaei1

3. STIFT WIHLERING /Abbazia di Wihlering
Monaci Cistercensi

La strada che costeggia il Danubio si stacca dal fiume incontrando, in posizione leggermente rialzata, i massicci e serrati edifici dell’abbazia. Vista da qui, incombente sulla stretta sede stradale, Wilhering sembra un complesso piuttosto tetro ma basta aggirare il lungo fronte che si affaccia sulla strada e penetrare nel cortile interno, lasciando a sinistra alcuni moderni edifici scolastici, per scoprire il volto gradevole di questo antico insediamento cistercense. Fondata dai monaci di Rein  per volere dei fratelli Ulrich e Cholo di Wilhering, l’abbazia venne rinvigorita da monaci provenienti dall’abbazia di Ebrach che danno inizio alla costruzione di una grande chiesa in stile romanico di cui oggi non rimane che un portale. Passato un periodo di crisi, conseguente soprattutto alla Riforma, Wilhering ritrova forza e vigore durante la Controriforma con la ricostruzione della chiesa e degli edifici monastici nel nuovo stile barocco. Un rovinoso incendio scoppiato nel 1733 distrugge ben presto questi nuovi edifici e porta alla costruzione di una terza chiesa, quella che vediamo oggi, edificata secondo i canoni dello stile rococò allora imperante. A differenza di altre abbazie austriache, Wilhering sfugge alla secolarizzazione voluta da Giuseppe II ma deve accettare per sopravvivere la cura di numerose parrocchie e l’istituzione di un Ginnasio che ne dimostrino la sua utilità sociale. L’attività di insegnamento si consolida nel corso dell’Ottocento, diventando una delle principali occupazioni della comunità che nei primi anni del XX secolo viene anche chiamata a uno sforzo missionario in Bolivia. Durante il nazismo l’abbazia viene occupata e i monaci ne sono espulsi. Non torneranno che nel 1945 per riprendervi le loro tradizionali attività che, oltre all’insegnamento, sono l’agricoltura, la cura delle foreste e il giardinaggio. Oggi Wilhering è una comunità numerosa e attiva che svolge un’intensa attività pastorale nella regione anche attraverso la cura di numerose parrocchie. Si entra in un grande cortile interno, occupato da un ordinato giardino fiorito con al centro una fontana con pesci. Da notare la cura con cui eleganti festoni floreali sono disposti a ornamento delle facciate degli edifici che occupano il lato nord-ovest del piazzale adibiti oggi a Convitto. La parte monastica del complesso si trova a destra della chiesa dalla facciata sovrastata una torre campanile come altre chiese cistercensi austriache (Zwettl, Lilienfeld, Rein). Da un portale a destra della facciata della chiesa si accede al chiostro, ornato con interessanti tele barocche, che conserva ancora qualche resto della costruzione medievale con una padiglione a fontana, anche questo tipico della pianta delle abbazie cistercensi in Austria. Sul lato opposto, notevole portale romanico di ingresso alla Sala Capitolare. La chiesa di Wilhering è un edificio a navata unica, costruito a partire dal 1734 sulle rovine dell’edificio barocco distrutto dall’incendio. L’interno è preceduto da un atrio ed è ornato da una ricca e spettacolare decorazione frutto della perizia dei fratelli Altomonte (dipinti e affreschi) e degli stuccatori della scuola di Wessobrun Johann Michael Feichtmayr e Johann Georg Ueblherr.

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Wilhering Abbey view. ph. Isiwal

4. STIFT KREMSMÜNSTER /Abbazia di Kremsmünster
Monaci Benedettini

Il caratteristico profilo di Kremsmünster, con le torri a bulbo della chiesa e la mole dell’osservatorio astronomico, le cui linee ricordano l’architettura moderna, emerge come una strana visione sul ciglio di una collina. Kremsmünster è un luogo ricco di storia e di testimonianze ma è anche un luogo dove la presenza dell’acqua che scorre tra gli edifici crea angoli di vera e propria magia. Se esternamente l’abbazia appare come un compatto quadrilatero bianco, punteggiato dalle innumerevoli finestre disposte a distanza regolare, all’interno gli edifici si snodano attorno a una serie di spazi aperti di grande suggestione tra cui spicca l’affascinante peschiera con le vasche circondate da porticati. Fondata da Tassilo III di Baviera nel 777 sul luogo dove il figlio Guenther perì per un incidente di caccia, Kremsmünster godette nel Medioevo di grande potere e prestigio grazie anche al suo importante Scriptorium. Gli imponenti edifici medievali lasciarono il posto tra il XVII e il XVIII secolo a nuove fondazioni, costruite su progetto di Carlo Antonio Carlone e di Jakob Prandtauer. Dal secolo scorso anche Kremsmünster ospita un grande Ginnasio in cui insegnò anche il famoso scrittore Adalbert Stifter (una lapide lo ricorda nella galleria che fiancheggia il fossato a sinistra dell’ingresso). Per visitare l’abbazia è necessario mettere in conto una buona mezza giornata. Si entra in un primo grande cortile dove si trovano il negozio (Klosterladen), che è anche il punto di inizio per le visite guidate, la Klosterkeller (elegante bar e con tavoli all’aperto nella stagione estiva) e l’ingresso alla Peschiera. Per un ponticello che scavalca il fosso che delimita con la sua acqua trasparente la parte più interna dell’abbazia, si passa nel grande cortile dove si affacciano la chiesa e gli edifici monastici veri e propri. L’accesso alla chiesa è libero, gli altri ambienti (la Peschiera; la Sala dell’Imperatore, la Camera del Tesoro, la Galleria di Quadri, la Sala delle Armature, la Sala dei Paramenti, quella dei dipinti e la Biblioteca) si visitano invece solo con guida con orari e modalità diverse secondo la stagione. La visita all’Osservatorio Astronomico comprende invece, oltre alla la Peschiera, le raccolte geologiche e paleontologiche, le raccolte di minerali, il laboratorio di fisica, la raccolta zoologica, le raccolte etnologiche, l’Osservatorio Astronomico, la terrazza panoramica. La Peschiera (Fiscbehalter), costruita nel 1690 da C.A. Carlone, è il capolavoro artistico più insolito e affascinante di Kremsmünster. Cinque vasche di acqua limpida, popolate da pesci di specie diverse, riflettono eleganti logge decorate in cui sono disposti trofei di caccia. Anche la trasformazione della chiesa è opera di C.A. Carlone che, rispettando la struttura originaria, la rivestì con eleganti decorazioni (stucchi di G.B Colomba e G.B Barberini, sculture di M. Zurn). Ai pilastri delle pareti si trovano arazzi fiamminghi del tardo Cinquecento. Importanti opere d’arte si trovano anche nella Sala del Tesoro dove è esposto il celebre “Calice di Tassilo” capolavoro di oreficeria carolingia (768) e nella Sala degli Imperatori, dove si trovano affreschi con ritratti degli imperatori opera di M. Seidl del 1696. La Biblioteca è un grande ambiente settecentesco con soffitto affrescato e stucchi preziosi. Nella Galleria d’arte sono invece numerosi e pregevoli dipinti di pittori tedeschi e fiamminghi.

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Kremsmunster Abbey. ph. H. Raab (User:Vesta)

 

5. STIFT SCHLIERBACH /Abbazia di Schierbach
Monaci Cistercensi

Conosciuta nella regione soprattutto per il suo famoso caseificio, l’abbazia di Schlierbach che sorge in posizione dominante ai margini di un piccolo villaggio ha alle spalle una storia tormentata. Fondata nel 1355 come abbazia femminile dal conte Eberhard V col nome di Mariensaal, decadde all’epoca della Riforma e rimase abbandonata per quasi un secolo fino a quando i monaci di Rein (v. parte 1) le ridiedero vita nel 1620. Appena arrivati i monaci intrapresero una radicale opera di restauro degli edifici medievali ormai caduti in rovina che culminarono con la ricostruzione della chiesa (1674) a opera dei fratelli Carlone. Malgrado questa rinascita, Schlierbach non riuscì mai a essere un’abbazia ricca e potente, tormentata  da numerose crisi economiche e vocazionali da cui riuscirà sempre a riprendersi “per rendere il massimo onore a Dio”. Alternando alle tradizionali attività proprie dei monaci cistercensi (studio e agricoltura) alcune attività insolite, almeno per l’Austria, come un moderno caseificio, una vetreria artistica e un laboratorio d’arte, Schlierbach dimostra di essere oggi tra le più vive e dinamiche abbazie dell’Ordine in Austria, a dispetto della storia. La sua comunità particolarmente numerosa, è lo specchio di come questa fondazione, relativamente giovane, abbia saputo trovare in se stessa la forza di rinascere nelle ricorrenti difficoltà. Si entra nell’abbazia per un doppio portale e ci si trova in un ampio cortile con di fronte la chiesa. Le altre parti dell’abbazia (Biblioteca, Sala di S.Bernardo, chiostro, e naturalmente il famoso caseificio e la vetreria) sono accessibili solo con visita guidata a pagamento.  La chiesa è a una navata con cappelle laterali ed è riccamente decorata. Bellissima anche la Biblioteca con snelle colonne di marmo che reggono tribune dalla preziosa ornamentazione in ferro battuto. La volta è affrescata finemente con disegni prospettici e simbolici. Nel chiostro è conservata la venerata Madonna di Schlierbach, del 1320.

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Schlierbach Abbey.

Now We ‘re in the second part of our route through the main Austrian abbeys. The first  had taken us into the Danube valley. From here we start to discover other important sites of art and faith in North-Western Austria. From the huge Göttweig to the pretty Kremsmünster, a surprising journey with large libraries, oriental-style ponds, super-decorated churches, cheese dairies and Gothic cloisters.

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1. STIFT GÖTTWEIG / Göttweig Abbey
Benedictine Monks

Someone calls the huge monastic complex, dominating the Danube from a hill of 461 meters, the new Monte Cassino, for its great conventual buildings waving the pilgrim for afar. Founded in 1083 by Bishop Altmann of Passau, Göttweig, insciber among the Unesco World Heritage Sites, was formerly an Augustinian canons abbey, becoming Benedictine in 1094. Strategically located, grew as one of the most important religious centres in Austria and an important  Scriptorium. The abbot of Göttweig, who has a bishopric title, was a true feudal lord in the Middle Ages. In the first half of the 18th century Abbot Bessel commissioned the architect Hildebrandt to study a new project for the abbey, a fortress surrounded by fortifications that enclose buildings around a large courtyard inspired by the Spanish Escorial. In the Altmann Hall, a painting by Samuel Hotzendorfer shows the Abbey as it should have been if Hildebrandt’s project had been completed.  An eighteenth-century portal leads you in a large square, dominated by the facade of the church and its two two massive towers. To the left the Gatehouse, a survivors of the medieval abbey, on the opposite side, preceded by a Baroque fountain,  the buildings designed to accommodate the emperors (Kaisertrakt) with the monumental staircase  This part of the abbey is now a museum accessible for a fee. To the right of the church facade are other convent buildings (Old Pharmacy and Cecilia’s Hall); to the left, however, the building has not been completed, leaving the view open to a large courtyard where the Library and the monks’ lodgings are located. The church, antecedent  to Hildebrandt’s project, has a single narrow nave a clue of its Gothic origin; the altar, high on a staircase. rise above the crypt with the venerated remains of St. Altman.

2. STIFT ZWETTL / Zwettl Abbey
Cistercian Monks

A serene and pleasant synthesis of Romanesque-Gothic and Baroque art, the Cistercian abbey of Zwettl is a complex of  historical and spiritual interest, playing  a role of primary importance in this land bordering the German and Slavic worlds. Preceded by a large and elegant courtyard, the church, curiously out of axis, is dominated, according to the Austrian Cistercian style, by a mighty Baroque tower.  Zwettl is a dense abbey that develops many activities:  care of the forests, cellar, fish breeding, the care of the parishes. Zwettl, unscathed to wars of religion and suppressions, shows a certain continuity over time, even in the passage of styles. The atmosphere is exciting with monks running everywhere. Entering the large entrance courtyard (Lindenhof) for a covered passage, you reach a second courtyard (Abteihof) the real entrance to the abbey. Church, the Cloister, the Chapter Hall, the Romanesque Dormitory, the Art Gallery are open to visits. The church, has an extraordinary Baroque facade, dominated by a central tower 90 meters high. The interior, while retaining the original Gothic structure with three naves, beautiful columns and cross vaults, is embellished (or ruined …?), by rich baroque decorations (organ, pulpits, wooden stalls) on which stands out the monumental Altar of the Assumption, a remarkable work for its plastic virtuosity, which however hides the splendid Gothic choir, one of the most beautiful in Austria. The cloister with its twin pillars, in which the elegant Brunnenhaus, the typical pavilion with fountain stands out, is also remarkable for its purity of Gothic lines. The Chapter Hall, which dates back to the origins of the monastery, is a sober Romanesque space of French inspiration, governed by a mighty central pillar.

3. STIFT WIHLERING /Wihlering Abbey
Cistercian Monks

Overlooking a narrow roadway, Wilhering looks like a rather dark complex but it’s enough to penetrate the inner courtyard to discover the pleasant face of this ancient Cistercian settlement. Founded by the monks of Rein the abbey was strengthened by monks from the abbey of Ebrach who began the construction of a large church in Romanesque style of which today remains only a portal. After a period of crisis, mainly due to the Reformation, Wilhering regains strength and vigor during the Counter-Reformation with the reconstruction of the church and monastic buildings in the new Baroque style. A devastating fire in 1733,  destroyed the new buildings and forced the construction of a third church, the one we see today, built according to the canons of the Rococo style. Unlike other Austrian abbeys, Wilhering escapes the secularization wanted by Joseph II.  The teaching activity consolidated during the nineteenth century, becoming one of the main occupations of the community that in the early twentieth century was also called to a missionary effort in Bolivia. During the Nazis the abbey was occupied and the monks were expelled. They will only return in 1945 to resume their traditional activities, which, in addition to teaching, are agriculture, forest maintenance and gardening. Today Wilhering is a large and active community. A large inner courtyard, occupied by an orderly flower garden with a fountain with fish in the centre intorduce to the monastic quarters. The real monastic part of the complex is located to the right of the church with a bell tower above it, like other Austrian Cistercian churches (Zwettl, Lilienfeld, Rein). From a portal to the right of the church facade you can reach the cloister, decorated with interesting Baroque paintings, which still preserves some remains of the medieval building with a fountain pavilion, also typical of the layout of the Cistercian abbeys in Austria. On the opposite side, a remarkable Romanesque portal t leads to the Chapter Room. The church a single nave building, is preceded by an atrium and is decorated with rich and spectacular paintings by Altomonte brothers and  stucco workers of the school of Wessobrun.

4. STIFT KREMSMÜNSTER /Kremsmünster Abbey
Benedictine Monks

The characteristic Kremsmünster profile, with its bulb towers and the massive astronomical observatory, whose lines recall modern architecture, emerges as a strange view on the edge of a hill. Kremsmünster is a place where the presence of water flowing between buildings creates magic spots. From the outside the abbey looks like a compact white quadrilateral, dotted with countless windows; inside the buildings develope themselves around a series of open spaces, among which the fascinating fishpond  surrounded by porches. Founded by Tassilo III of Bavaria in 777 on the site where his son Guenther died in a hunting accident, Kremsmünster enjoyed great power and prestige in the Middle Ages thanks also to his important Scriptorium. Between the 17th and 18th centuries to new foundations arose, by Carlo Antonio Carlone and Jakob Prandtauer. Since the last century Kremsmünster has also been home to a large gymnasium, where the famous writer Adalbert Stifter taught (a plaque reminds him of this in the gallery that runs along the moat to the left of the entrance). To visit the abbey you need to count a good half day.

5. STIFT SCHLIERBACH /Schierbach Abbey
Cistercian Monks

Known in the region above all for its famous cheese dairy, the abbey of Schlierbach, which rises in a dominant position on the edge of a small village, has a tormented history. Founded in 1355 as a women’s abbey by Count Eberhard V under the name of Mariensaal, it declined during the Reformation and was abandoned for almost a century until the monks of Rein (see part 1) revived it in 1620. As soon as the monks arrived, they undertook a radical restoration of the medieval buildings that had fallen into ruin and culminated with the reconstruction of the church (1674) by the Carlone brothers. Despite this rebirth, Schlierbach never managed to be a rich and powerful abbey, tormented by numerous economic and vocational crises . Alternating the traditional activities of Cistercian monks (study and agriculture) and unusual activities, at least for Austria, such as a modern cheese dairy, an artistic glassworks and an art laboratory, Schlierbach proves to be today one of the most lively and dynamic Cistercian abbey  in Austria. Enter the abbey through a double portal and you are in a large courtyard with the church in front. The other parts of the abbey (Library, St. Bernard’s Hall, Cloister, and of course the famous dairy and glassworks) are accessible only with a guided tour for a fee.  The Library is also very beautiful with slender marble columns holding grandstands with precious iron ornamentation. The vault is finely frescoed with proseptic and symbolic drawings. The cloister houses the venerated Madonna of Schlierbach from 1320.

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