10 città in Europa a misura di Citypilgrim/ 10 European cities Citipilgrim friendly.

Sto costruendo un Atlante, un atlante fatto di città, grandi e piccole, in cui vale la pena di recarsi per vivere un’esperienza Citypilgrim. Naturalmente, essendo il “mio atlante “, è basato su scelte opinabili. Vorrei iniziare a proporvelo mettendo sulla mappa dieci città europee, di dieci diverse nazioni, che hanno a mio giudizio il giusto mix di spiritualità, arte, atmosfera per essere considerate “citypilgrim friendly”. 

1 – Praga. Perché?  Ci sono molte chiese e monasteri a Praga che, pur nel delirio turistico che ha colpito questa bella città barocca con l’avvento dei viaggi low cost, riescono a mantenere un loro fascino e un’intatta tranquillità, non essendo incluse nei percorsi turistici di massa. E molti di questi luoghi sono silenziosi e spirituali espressioni di un visionario rococò. L’artista icona della spiritualità praghese è l’architetto Killian Ignaz Dientzenhofer, la storia quella di san Giovanni Nepomuceno… Quali sono questi luoghi? Li scoprirete in un prossimo post..

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Saint Nicholas Church, Prague. Ph. Hynek Moravec

2 – Sarajevo.  Perché? Malgrado una guerra la città bosniaca ha mantenuto una molteplicità di luoghi di culto che deve spingere a riflettere sul tema essenziale della convivenza, aldilà delle fedi dominanti, di quello che la storia ha imposto e non ha saputo insegnare. Anche se viene considerata la città europea più vicina al mondo orientale, Sarajevo riesce ad avere un tocco di Europa Centrale che ne fa una perfetta città-ponte. L’icona di Sarajevo e anche la sua storia è quella della Hagaddah, raccontata anche nel romanzo I Custodi del Libro di Geraldine Brooks.

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Sarajevo imperial mosque. ph. Julian Nitzsche

3 – Roma.  Perché? Roma corre in una categoria a parte, quella delle Città Sante, che sul mio Atlante hanno un segno particolare, ma non potevo non inserirla in questa prima presentazione. Roma è talmente ricca di percorsi e di sotto percorsi  da non poter essere definita in nessun libro, immaginiamoci nelle poche righe di un blog. Ne ho già parlato in qualche occasione riferendomi a un suo luogo particolare. A Roma è difficile scegliere un’icona che riassuma le forme, i colori lo spirito della città. Mi piacerebbe dire Francesco Borromini, anche se so che questa è una scelta molto, molto, opinabile. Ci sono tante storie sulla spiritualità di Roma che ci vorrebbe un blog dedicato. Ma se devo scegliere un personaggio indico sant’Ignazio da Loyola..

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Saint’Ignazio Jesuit church in Rome. ph. Max Ryazanov.

4  – Parigi. Perché?  Vedere Parigi con gli occhi di un citypilgrim è una bella sfida, tanti e tanto forti sono i motivi per visitarla seguendo altri e più mondani percorsi. Eppure a Parigi ci sono tante storie da scoprire, luoghi che non sono noti a tutti e che invece hanno una forte spiritualità. Una città di santi e di profughi, una città magica e maledetta, che, amando gli estremi, riesce sempre a sorprendere. L’artista icona è l’anonimo autore delle vetrate policrome della Sainte Chapelle, il personaggio è Catherine Labourè.

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Sainte Chapelle in Paris. ph. gnosne.

5 – Cracovia. Perché? Nell’affascinante tessuto urbano della città polacca mi sono ritrovato a scoprire dietro ogni angolo chiese che avevano alle spalle storie e personaggi. Una città devota e cattolica, una città che era stata anche ebraica, dove il ricorso alla memoria, necessario in ogni approccio a quella che fu la Mitteleuropa, deve essere il punto di partenza per ogni meditazione. La spiritualità ardita e severa di Cracovia ha la forma delle pale dell’altare dello scultore tedesco Veit Stoss. Il personaggio, pur nella difficile scelta tra santi, martiri, eroi e guerrieri, è santa Faustina Kowalska.

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Veit Stoss’altar in Krakow. ph. User:Henryart

6 – Bruges. Perché? Bruges è una città di magie e di visioni, ma, malgrado sia diventata, meritatamente, un luogo ad alta densità turistica, riesce ancora trasportarti nelle atmosfere evocate dai suoi pittori. E poi ci sono almeno due luoghi, il Beguinage e la Cappella del Miracolo che hanno il potere di farti sentire lontano. Bruges è certamente turismo su barche, comitive, ma è anche silenzio e luci riflesse. Città decadente e sensuale dove lo spirituale ha le vibrazioni dell’arte di Fernand Khnopff o l’oscuro romanzo di Georges Rodenbach.

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7 – Salisburgo. Perché? Scelgo Salisburgo e non Vienna o Innsbruck, entrambe a loro modo meritevoli, perché mi piacciono le città con alture, le città dove ci sono antiche basiliche o monasteri adagiati sulla cima di un colle, dove salire può essere faticoso ma che offrono la sensazione impareggiabile di essere “sopra”, di distaccarsi  dalla vita che scorre più in basso, vita, che nel caso di Salisburgo, può anche essere fastidiosamente mondana.  Salisburgo è una città di artisti e di vescovi mecenati, di emozioni e riti. Un architetto che ha molto influito sull’immagine della Salisburgo religiosa attuale è il grande Johann Bernhard Fischer von Erlach. Anche se una figura di religioso e artista molto affascinante per la sua vita errabonda è quella del frate pittore servita Donato Arsenio Mascagni.

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Nonnberg monastery church. Ph. Manfred Werner – Tsui

8 – Vilnius. Perché? Un tempo Gerusalemme del Nord, patria di rabbini e di profeti, oggi elegante capitale barocca, al confine tra il mondo centro europeo e quello nordico e orientale, è una città che rispecchia la fede della più religiosa e cattolica delle repubbliche baltiche ma che sa anche nascondere qualche traccia di religiosità misteriosa. Lo sapete chi sono i Karaiti? O il Gaon?

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View of Vilnius. ph. Jurijus Azanovas

9 – Siviglia. Perché? Perché in Spagna non c’è solo Santiago e nelle chiese conventuali della città andalusa si percepisce ancora una religiosità sofferente e segreta, dalle tinte nere e dorate che contrastano con il bianco che domina invece le sue strade. Per questo la definirei una città cromaticamente ed emotivamente bipolare. Se avessi dovuto pensare a luoghi di spiritualità più spinta avrei potuto scegliere Avila o Saragozza. Ma Siviglia mi è parsa più intrigante e contraddittoria come Miguel de Manara, religioso e libertino. Il pittore che mi piace associare a questa città è Francisco Zurbarán.

 

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10 – Mosca. Perché? Perché solo a Mosca mi è capitato di vedere giovani donne eleganti e provocanti mutare in un attimo atteggiamento, indossare  con grazia un foulard e diventare devote a un’icona. Perché a Mosca ci sono monasteri urbani ricchi di fascino, chiese nascoste dove splendono candele davanti alle icone. Non mi era mai capitato di essere tanto sorpreso da immagini e situazioni spiritualmente stimolanti come è accaduto a Mosca. L’immagine guida è di Alexander Rublev. La storia? Quella dell’icona di Kazan.

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Novodevicji Monastery domes in Moscow. ph. Maria Lecis

Questo è solo un elenco, una sintesi da atlante. Prossimamente verranno post dedicati a ciascuna città e perché no, la possibilità di organizzare dei week end insieme… Citypilgrim project è disponibile anche a guidare percorsi nelle città.

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View of Prague’s Castle Hradcany. ph.Matěj Baťha

I’m writing my own Spiritual Atlas, a map of European cities with a Citypilgrim’s attitude. That’s my personal choice:

1 -Prague. Why? Despite the tourism and the hordes of peoples, the Bohemian Capital  has a lot of hidden corners, churches an monasteries, where you can breathe the strange atmosphere of a visionary rococò… The architect Dietzenhofer is the key of this world of shapes; saint John Nepomucene tells the story you must known.

2 – Sarajevo. Why? A war, bombs, destruction and reconstruction: a place where you can stop and meditate about coexistence; a bridge over the deep hiatus among the Oriental and the European views of faith and history. The story is the Haggadah in the Geraldine Brook’s novel People of the Book.

3. Rome. Why? Rome runs in a different category: is one of the Holy Cities! A simple post is not enough to describe it’s abundance of spiritual trails. Rome is Arte and Faith mixed in a plenty of churches,  Rome is the Holy Siege, the ancient Basilicas, the residence of saints… too much, too much… better follow some different way. There’re hundreds of stories about artists in Rome: I choose Francesco Borromini and saint Ignatius.

4. Paris. Why? I think that you can find something different in Paris. Not only art and glamour. Paris is a city of saints and miracles, city of refugees, meeting point of different cultures, damned and magical, but if you know the right address you can also discover something of heavenly in the boulevards. The unknown artist of the Sainte Chapelle’s stained glass is my Parisian icon; the story I prefer is Marie Laburè’s one.

5. Krakow. Why? Walking in the pretty city center I feel a unique mood of saints, legends, nuns, devotion. Krakow was an Hebrew’s City as well, and the memory of this lost coexistence of faiths could be the staring point of a reflection about hate and inhumanity. German woodcarver Veit Stoss is my favorite artist and Faustina Kowalska is the saint.

 

6. Bruges. Why? Romantic and silent, the Flemish jewel is another rising tourist spot in Europe but it’s full of hidden corners of peace, nice churches and convents, like the silent Beguinage, magic lights reflecting in the channels’ waters. Here the spiritual has the shining colors of a Renaissance’s painting or the dark mood of Fernand Khnopff  symbolism.

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Bruges: the old Beguinage. ph.Josep Renalias

7. Salzburg. Why? Why not Vienna? Because Salzburg has hills topped with old monasteries and I like places with hills where you can climb and watch the city’s roofs from a different point of view. It’s something of metaphoric I think, but I like it. Especially in a glamorous city like the Festival’s Salzburg! Great baroque architect Johann Fischer von Erlach is my shape of Salzburg; the Italian monk painter Mascagni has a nice story to tell.

8. Vilnius. Why? Once the Jerusalem of the North, home of Rabbis and Prophets, the baroque Lithuanian capital is now the most spiritual of the running Baltic’s Capitals. The Catholicism of Lithuanians is strong but, hidden in the deep of its narrow streets you can also discover remains of lost religions. Do you know the Karaites? Or the Gaon?

9. Seville. Why? This sensual Andalusian city has ancient cloisters where old nuns live their secret devotion and big churches with an exuberant architecture. Black and gold are the colors of the interiors, while houses and palaces are white. That’s why I think Seville is a real bipolar city after all. Bipolar as don Miguel Manara story and a dramatic Zurbarán’s interior.

10. Moscow. Why?  It was in Moscow that I saw young, pretty, aggressive woman change their attitude when they opened a church’s door. Covering head and shoulders, lighting candles facing an holy icon. Moscow was really surprising for me, a huge and sometimes raw metropolis full of religious gems. Andrei Rublev’s icons display the deep Russian spirituality.

That’s only a short, atlas style list. Dedicated post to these 10 cities are coming….

 

6 commenti

  1. Cosa ne pensi di Canterbury?
    Mi è venuta in mente quasi di getto leggendo il titolo dell’articolo, ma poi ho pensato che qui forse spiritualità e vicende umane si mescolano in maniera troppo decisa, allontanando lo sguardo dall’ottica Citypilgrim… Qual è la tua opinione?

    "Mi piace"

    1. Certo Canterbury è bella e ha storicamente una sua storia spirituale, ma appartiene secondo me a un’altra categoria, quella delle piccole città santuario, tipo Santiago, Assisi, Lourdes, di cui mi occuperò in un post a parte. Comunque grazie per il suggerimento. Più ne fai più sono felice!!!!

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