Beijing: Top Five Temples

E’ giunto il momento di tirare le somme di questa lunga e intensa esperienza a Pechino. Ecco quindi i cinque luoghi in cui ho trovato maggiori energie spirituali.

Beijing non è una città spirituale. Basti pensare che, contando circa 22 milioni di abitanti, possiede solo pochissimi luoghi di fede veramente attivi, perché molti di questi sono ormai poco più che musei, ben restaurati, accessibili, ma spiritualmente morti. La devozione in Cina è una cosa strana, sempre a metà tra la vera dimensione spirituale e quella più semplicemente utilitaristica. Ci sono però alcuni luoghi in cui la prima riesce comunque ad emergere. Tra questi ne ho scelti cinque, molto diversi tra loro.

Badachu, scala verso Lingquan
The Lingquan Temple access at Badachu, Beijing. ph Maria Lecis

Tempio della Luce Divina (Lingquan).  Badachu (Le Otto Meraviglie) è una bellissima area verde alla periferia di Pechino dove, disposti tra i boschi, si trovano otto antichi templi buddisti. Anche se in tutti ci sono ancora altari con incensi e immagini venerate, il luogo di maggior spiritualità è senz’altro il tempio inferiore Linquan Si, dove, in una grande pagoda ricostruita dopo che l’originale venne abbattuta dalle truppe anglo-francesi nel 1900 (ne rimane ancora la base), si conserva una reliquia del Dente del Buddha. Attorno alla pagoda (l’unico luogo a Pechino in cui, per entrare, si devono togliere le scarpe) ci sono numerosi edifici secondari, un fotogenico stagno, padiglioni dedicati alle varie manifestazioni di Buddha. Il tempio non rispetta la tradizionale planimetria cinese con tutti gli edifici disposti lungo un asse, ma è interessante proprio per la sua apparente casualità. Ovunque si vedono monaci intenti in prostrazioni, altri che paiono “confessare” i fedeli nascosti nell’ombra di un angolino segreto, devoti che bruciano incensi o acquistano souvenirs religiosi … Profumo di incensi, musica diffusa, alberi ombrosi, angoli tranquilli dove osservare la vita religiosa, l’assenza totale di turisti: sicuramente il luogo che mi ha lasciato il ricordo più bello.

Sala preghiera del Bayun Si
Prayer Hall in Taoist White Cloud Temple, Beijing. ph Maria Lecis

Tempio della Nuvola Bianca (Bayun Si). La “Cattedrale Taoista”, sede dell’Associazione Taoista Cinese, è un altro luogo dove si va sostanzialmente per pregare e fare offerte. Composto da un’infinità di padiglioni dedicati alle centinaia di divinità del pantheon taoista, è tutto un susseguirsi di cortili, passaggi, gallerie, dove è facile vedere praticanti di discipline tradizionali o trovare monaci dal caratteristico cappello nero, intenti a esercizi di calligrafia o a suonare antichi strumenti a corda. Anche qui non ci sono praticamente turisti e quindi ci si può dedicare all’osservazione di pratiche strane come accarezzare la pancia di una statua di scimmia (pare che siano tre ma le altre due non le ho trovate!) o lanciare dischetti contro una campana al centro di un gong. Cartelli in inglese spiegano chi siano e cosa facciano le divinità che si venerano nei padiglioni e questa lettura varrebbe da sola la visita…

Cortile del Fayuan
Fayuan Temple, Beijing, ph. Maria Lecis

Tempio dell’ Origini della Legge (Fayuan Si). Il corrispettivo buddista della Nuvola Bianca è il Fayuan, tempio molto severo e dalla rigorosa pianta assiale. Si procede infatti da un padiglione all’altro scoprendo che lo spazio occupato dal tempio è molto maggiore di quanto appaia dall’esterno. Al Fayuan ci sono un seminario, una tipografia e una biblioteca con antichi testi buddisti e l’attività devozionale è evidente. I padiglioni, malgrado siano costantemente sotto restauro, hanno un tono un po’ shabby e custodiscono delle pregevoli sculture antiche; purtroppo l’assenza di illuminazione artificiale e una collocazione piuttosto casuale non ne favoriscono la visione.

Mandala al tempio dei Lama
Mandala at Yonghe Gong (lama Temple) in Beijing.  ph Maria Lecis

Tempio dei Lama (Yonghe Gong). Bisogna ammetterlo: sebbene sia uno dei luoghi più visitati di Pechino il Tempio dei Lama riesce a mantenere fascino e atmosfera. Semplificando, lo si potrebbe definire come quanto di più simile ci sia a una cattedrale di una città europea, dove convivono visitatori attratti solo da motivi artistici e devoti che invece vi svolgono la normale vita religiosa. Qui, tra gigantesche statue (quella dedicata a Maitreya, Buddha del Futuro, è davvero impressionante), sculture tantriche in perfetto stile tibetano ( gli abbracci erotici tra le divinità sono però coperti da teli…), monaci che cantano i loro sutra, si riesce a capire come il buddismo della scuola Vajrayana (tibetano o lamaista che dir si voglia) sia una presenza importante anche nel cuore della capitale di quella Cina che non viene percepita come una grande amica del Tibet… Ma il discorso è molto più complesso di quanto le rispettive propagande vogliano farci credere.

danze rituali al Tempio di Confucio
Ancient Ritual Dances at Confucius Temple, Beijing. ph Maria Lecis

Tempio di Confucio (Kong Miao). Con l’inclusione di questo tempio in quinta posizione (era in ballottaggio con quello di Tianning e con quello del Dio del Fuoco) ho voluto privilegiare una sensazione piuttosto che una realtà. Di fatto non si tengono più riti nello splendido tempio dedicato a Confucio che sorge a poca distanza da quello dei Lama, in uno dei contesti più piacevoli di Pechino. Tuttavia il grande lavoro di rivalutazione spaziale e storica operata in questo luogo che, con l’adiacente e altrettanto bello Collegio Imperiale,  fu per secoli importantissimo nella vita della Cina, merita senz’altro una segnalazione, come pure la merita la rappresentazione di antiche danze rituali che vi si tiene più volte al giorno. Nei padiglioni laterali vengono raccontati in modo approfondito e comprensibile, la vita e il pensiero di uno dei padri della cultura cinese, e anche in questa rievocazione non è impossibile cogliere un tributo quasi sacrale.

monaca e bimba al Lingquan Si
Nun and child talk at Lingquan Si, Beijing ph Maria Lecis

 

Here my top five Beijing Temples. Beijing is not a spiritual city. Only few living temples serve a 22 millions population. The practical and utilitarian attitude of Chinese toward religious affairs allows rites and devotions in temples that are now no more than museums, but the magic and the spiritual of a real deep devotion could be found in no more than fifteen sites all around the Capital Region.

My favorite temple in Beijing is Lingquan Si at Badachu, a nice, green hill site northwest city center. There’re nine temples in Badachu (the word means “nine wonders” in Chinese) but the wide, living Lingquan, the first you meet in your hill trail, is the most interesting one. In a new built high pagoda (the basement of the old one, destroyed by anglo-french armies in 1900, is still in the site) the Buddha’s Tooth Relic is venerated. Is the only place is Beijing where you must take your shoes off for visiting. All around, pavilions, ponds, bridges, tibetan monks, nuns, incense burners and buddhist music in the air.

The Taoist White Cloud Temple (Baiyun Si) follows, a kind of “cathedral” for Taoist coming here from everywhere. It’s an active place of worship, where monks with the typical taoist black hats are everywhere: drawing calligraphy, playing old music, reading holy texts or mostly watching their smartphones.. Hundreds of strange taoist divinities watch you from their colorful shrines, each one with his “specialty”: healing, fortune, school examinations, business, family etc. And you can also challenge your good luck trying to hit a bell with a metal token…

 

The Fayun Si (Origins of Dharma Temple) is the buddhist answer to the taoist  Bayun Si. Here you can find orange dressed monks and active women printing holy texts, reading and chanting sutras. Temple’s halls are dark and dusty so the nice old sculpture’s masterpieces are often hidden in some corner. The perfect axial layout of the Temple leads you from an hall to another and the space appears bigger than you can understand looking from outside.

Yonghe Gong, the famous Lama Temple, is a real tourist attraction: here You find groups and a multitude of local visitors that, however, try to be more respectful than in other “hot” sites. The huge wooden statues of Tsongkapa, the Yellow Sect of Tibetan Monks Founder or the Maitreya, the Future’s Buddha, one, are really impressive and worth the visit.

The choice of the fifth temple is hard for me. There’re places I loved, as Tianning Si and God’s of Fire Shrine, but I choose Confucius Temple. It’s no more a worship place since one century but the deep renovations and the stage where old confucian ritual dances are regularly performed are a real tribute to the father of the Chinese religious feeling. An interesting exhibition introduces the visitors to the confucian thought and precepts.

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