Santi italiani, dove trovarli/The Italian saints where to worship them

Il culto dei santi in Italia è molto antico e risale ai primi anni del cristianesimo quando erano proprio i sepolcri di martiri e papi ad attirare i pellegrini. Ancora oggi, sebbene la maggior parte dei santuari italiani siano dedicati a Maria, ci sono nelle varie regioni dei luoghi dove il culto e la devozione sono ancora indirizzati verso figure maschili che nel corso dei secoli hanno catalizzato l’interesse dei fedeli. Ci sono santuari secolari e ce ne sono alcuni che invece non sono più antichi di un secolo ma tutti assolvono alla medesima funzione: legare pellegrini e devoti al territorio e al ricordo di figure capaci di catalizzare le richieste di aiuto, di guarigione, di speranza che, oggi come duemila anni fa, sorgono spontanee dal cuore dei fedeli. Ve ne presento una rapida selezione partendo divisa per singole regioni.

A chi fosse interessato ai santuari italiani suggerisco anche la lettura di due post precedenti dedicati ai santuari mariani in Italia e ai santuari “al femminile”

Comincio il mio viaggio dal Piemonte dove si venera soprattuto san Giovanni Bosco (1815-1888), fondatore dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, santo moderno e molto vicino al popolo. Il suo culto può essere suddiviso in due sedi: il luogo dove riposano le spoglie, ovvero il santuario di Maria Ausiliatrice a Torino, e il grande santuario a lui dedicato nel paese natale, Castelnuovo don Bosco, in provincia di Alessandria, uno dei più grandi complessi di devozione nel Nord Italia.

In Lombardia voglio segnalare due siti dedicati a santi non altrettanto famosi ma che hanno un grande seguito di fedeli: il santuario di san Gerolamo Miani (o Emiliani), fondatore dell’ordine dei Somaschi, che si trova nella località di Somasca di Vercurago in provincia di Lecco (ne ho parlato dettagliatamente qui) e il santuario di san Luigi Gonzaga (1568-1591) santo gesuita morto in giovane età e divenuto protettore degli studenti e, in tempi più recenti di malati di AIDS. Anche qui, come per don Bosco ci sono due luoghi di riferimento: il suo corpo si trova infatti nella splendida basilica di sant’Ignazio a Roma, luogo di riferimento della spiritualità gesuitica (vedi link), mentre la basilica a lui dedicata si trova a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova,  paese natale del santo.

In Veneto si trova uno dei santuari più visitati e più popolari d’Italia e d’Europa: quello dedicato a sant’Antonio di Padova (1195-1231). Anche se il frate francescano Antonio nacque a Lisbona (e quindi lo si dovrebbe chiamare Antonio da Lisbona) nella città veneta, dove visse e insegnò, si trova la sua tomba, accolta in una delle più belle e affascinanti basiliche italiane. Grande predicatore e intercessore, Antonio da Padova è diventato uno dei più amati e invocati santi della cristianità, al centro di un grande movimento di devozione che ha nei mezzi di comunicazione contemporanei il suo punto di forza.

Mi sposto ora in Toscana dove la segnalazione è per il santuario francescano della Verna, altro bellissimo luogo di spiritualità in Italia. Il Sinai Francescano, così chiamato perché in questo luogo selvaggio sui monti del Casentino san Francesco ricevette le stigmate, è un complesso dove natura, arte e devozione si compenetrano in modo mirabile. La figura di Francesco ha generato una serie di notevoli santuari francescani, sparsi tra Toscana, Umbria e Lazio, legati a luoghi in cui il santo Patrono d’Italia soggiornò o compì miracoli. Ho dedicato a questi luoghi  un post.

Anche nelle Marche ci sono numerosi santuari interessanti e mi è difficile trovarne uno che emerga sugli altri. Segnalo quindi il santuario agostiniano di san Nicola da Tolentino, dedicato all'”angelo del confessionale”, ma apprezzato anche dagli amanti dell’arte medievale per i suoi splendidi affreschi trecenteschi. Interessante anche il santuario di san Giuseppe da Copertino a Osimo, santuario francescano nel centro cittadino, dedicato al mistico francescano “volante”, celebre per le sue levitazioni in stato di estasi. Più raccolto è invece il  santuario del Beato Benedetto Passionei a Fossombrone, altro edificio cinquecentesco di spiritualità francescana, luogo di pellegrinaggio frequentato a livello regionale, dove si può sostare senza l’assillo di doversi confrontare con le masse che spesso si incontrano in altri più celebri luoghi di culto.

In Abruzzo, terra di grandi santuari, vi segnalo quello dedicato a san Camillo de’ Lellis, fondatore dell’ordine ospedaliero dei Camilliani, che si trova nel piccolo paese natale di Bucchianico in provincia di Chieti.  Molto più imponente e frequentato è invece quello di san Gabriele dell’Addolorata, a Isola del Gran Sasso. Di antica fondazione francescana ma oggi dedicato al padre passionista Francesco Possenti (1838-1862) che prese il nome di Gabriele dell’Addolorata, è stato completamente riedificato in epoca moderna.  Il culto di questo giovane religioso, che non condusse una vita eclatante, è diffuso in tutto il mondo, anche per merito dei molti emigrati abruzzesi e per le numerose testimonianze di guarigioni ottenute grazie alla sua intercessione. È il patrono dell’Azione Cattolica e della regione Abruzzo.

La struttura “duplice” del santuario di san Gabriele dell’Addolorata (con una modernissima chiesa affiancata a quella più antica) mi rimanda a quella ben più celebre del santuario di san Pio da Pietralcina, a Monterotondo sul Gargano in Puglia. Qui la chiesa nuova, opera del grande architetto contemporaneo Renzo Piano, affianca il convento dei cappuccini che ancora conserva gli ambienti dove visse il santo.
La popolarità e la devozione che questo semplice frate cappuccino ha saputo suscitare in ogni parte del mondo sono difficili da spiegare se non ricorrendo alle categorie della pura fede e dell’effettivo potere della sua intercessione. Il culto di san Pio ha in tempi recenti soverchiato altri due luoghi della Puglia dedicati al culto di santi: l’antichissimo e bellissimo santuario di Monte sant’Angelo, che si trova a pochi chilometri di distanza ed era nel Medioevo tra i più visitati della cristianità anche perché posto sul percorso che portava all’imbarco per la Terra Santa, e il santuario di san Nicola, posto nell’omonima basilica nella città di Bari.

In Campania non si può non segnalare il santuario per eccellenza dei napoletani: quello dedicato a san Gennaro che si trova in una cappella del Duomo cittadino. Preferisco però suggerirvi altri due santuari, anche se certamente meno famosi a livello internazionale, ispirati a un vero campione della devozione mariana: sant’Alfonso Maria de’Liguori, fondatore dei Redentoristi e figura di grandissimo rilievo nella spiritualità del XVIII secolo, nonché grande scrittore di devozione e predicatore.
Il primo è quello di san Gerardo Maiella, a Materdomini in Irpinia, Il santuario in realtà è dedicato a un padre della Congregazione, rettore di questa casa, tra le prime fondate da sant’Alfonso per il nuovo ordine, e morto nel 1755 a soli 29 anni. Purtroppo poco rimane degli edifici originari perché il complesso è stato in gran parte ricostruito dopo il terremoto del 1980. A sant’Alfonso Maria de’ Liguori è dedicato poi un altro importante santuario nella città di Pagani dove morì nel 1787.

Ultima tappa del nostro viaggio, scendendo ancora più a sud, è la  Calabria, dove si trova il grande santuario di san Francesco di Paola, dedicato al fondatore dell’ordine dei Minimi. Si tratta di un suggestivo complesso che domina il mare, composto da vari edifici di varie epoche, sparsi su un territorio in cui sono rievocati episodi significativi della vita di questo santo. Personaggio davvero interessante, Francesco di Paola, dalla biografia che meriterebbe una maggior conoscenza, perché, sebbene professasse un’austera povertà (nel nome Minimi, imposto alla sua famiglia religiosa, voleva sottolineare la spiritualità ancor più estrema rispetto a quella di Minori francescani) finì per morire in Francia, ospite della raffinata corte di re Carlo VIII e del figlio Luigi XII di cui era divenuto assistente spirituale.

2 commenti

    1. GRAZIE MariaGrazia, quello che cerco di fare è recuperare e mettere in ordine luoghi di fede, in Italia e nel mondo, così da creare una specie di atlante con cui costruirsi viaggi e percorsi. Nei post devo essere per forza di cose sintetico ma sto lavorando per creare dei supporti più approfonditi per chi volesse saperne di più. Per quanto riguarda il numero sono certamente pochi, se paragonati alle masse che seguono argomenti di più facile consumo, ma in questi mesi ho visto più che triplicare gli ingressi al mio blog e questo, non essendo io interessato tanto alla quantità quanto alla qualità dei contatti, è di buon auspicio! Continui a leggermi e a seguirmi! Grazie ancora. Cesare

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