Santuari Mariani in Baviera/Marian Shrines in Bavaria.

La Baviera è stata per secoli un baluardo del cattolicesimo tedesco e non esiste angolo di questo Land dove non si trovino almeno un santuario o un monastero. Furono in gran parte edificati o completamente rifatti all’epoca della Riforma Cattolica (o Controriforma che dir si voglia) quando gli ordini religiosi incrementarono la loro azione a sostegno della devozione popolare minacciata dalle idee riformistiche luterane che venivano dal Nord. Essendo impossibile tracciare in un solo articolo tutte le presenze mariane della Baviera ho scelto cinque mete collegabili tra loro con un itinerario non troppo faticoso, che parte e termina a Monaco. Costituiscono una traccia di pellegrinaggio e sono tutti luoghi di grande fascino, diversi tra loro per ubicazione e dimensioni (Altötting è una vera e propria città mariana, Maria Birnbaum un isolato e silenzioso angolo rurale) ma sono uniti, oltre che dalla devozione, da una certa uniformità stilistica riconducibile all’estetica del tardo barocco.

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La prima tappa non può che essere la città-santuario di Altöetting, luogo davvero affascinante e strano, con la piccola chiesa rivestita di ex voto e di cuori votivi circondata da grandi basiliche sorte nel corso dei secoli per accogliere un numero sempre crescente di pellegrini. A questo santuario ho dedicato un post di cui trovate qui il link: I 27 cuori di Altöetting.

Seguendo il corso dell’Inn, si arriva alla scenografica Passau (o Passavia) una città di impronta barocca dove si trova il Santuario di Maria Hilf,.

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In bella posizione su una collina che domina la città  barocca dall’alto della Innstadt, proprio dove il fiume Inn incontra il Danubio, il Santuario di Maria Hilf è una bianca costruzione eretta nel 1627 per conservare un’immagine miracolosa, copia di un dipinto attribuito a Lucas Cranach il Vecchio, fatta fare da un canonico per metterla nel proprio giardino e divenuta poi meta di pellegrinaggi a causa delle sue doti taumaturgiche. Fu così necessario spostarla in un luogo più isolato che consentisse l’afflusso dei pellegrini. Questo luogo fu individuato proprio in cima a una collina che si trovava alle spalle del giardino. Ancora oggi una ripida scalinata coperta che ospita una via Crucis, permette di raggiungere il tranquillo complesso barocco, edificato da artigiani venuti dal Canton Ticino. Accanto alla chiesa sorge un attivo monastero dei Paolini che officiano la liturgia.

Bisogna risalire verso Norimberga per trovare la terza tappa del nostro circuito: il Santuario di Maria Hilf,  presso Amberg.

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Situato su una collina che domina la murata cittadina medievale,  nel sito un tempo occupato dal castello, il santuario, come quello di Passau, con cui condivide la dedica a Maria Ausiliatrice, fu costruito a partire dal 1696 per ospitare un’immagine miracolosa anch’essa derivata da un originale di Lucas Cranach il Vecchio. La chiesa fu qui edificata da un membro della grande famiglia di architetti Dientzenhofer (vedi link) mentre l’interno, a una sola navata, è decorato con affreschi della scuola degli Asam, i più grandi interpreti del rococò bavarese. Il santuario è retto da padri Francescani polacchi.

Scendendo verso sud, vicino alla citta di Augsburg (Augusta), si trova l’isolato santuario di Maria Birnbaum di Sielenbach

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La storia dice che un contadino devoto salvò un’immagine della Vergine, che era venerata localmente e che i soldati svedesi avevano profanato gettandola in uno stagno durante la guerra dei Trent’anni, nascondendola in una cavità di un albero di pero (in tedesco appunto Birnbaum). Da qui deriva il nome popolare del Santuario (in realtà dedicato a Maria dai Sette Dolori) che sorse a partire dalla metà del XVII attorno all’albero sacro dove erano avvenute numerose guarigioni. La chiesa, naturalmente bianca e situata in una posizione idilliaca tra i prati della Svevia, spicca per una curiosa cupola bizantineggiante più comune nei monasteri ortodossi. L’interno invece è un tipico esempio di barocco bavarese, con fregi e affreschi che risaltano sulle bianche pareti. Il complesso, molto ben organizzato, è gestito dall’Ordine Teutonico che fu anche all’origine della sua fondazione, grazie all’azione di un cavaliere dell’ordine che si prese carico dell’edificazione della chiesa attorno al pero (una parte superstite dell’albero originale che ancora si può vedere dietro l’altare).

Prima di tornare a Monaco è obbligatoria un tappa al  Santuario/Abbazia di Andechs, da molti chiamato il Monte Sacro della Baviera.

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Qui alla metà del XIII secolo,, per custodire alcune reliquie portate da dei cavalieri reduci dalla Terra Santa, sorse al culmine di una collinetta (un po’ enfaticamente definita Sacro Monte) che sovrasta il lago di Ammer, un semplice santuario. L’edificio però venne completamente rifatto nel XVIII secolo e la nuova chiesa, eretta nel 1755, è un notevole progetto del grande architetto Zimmermann. La sua bianca mole con il caratteristico campanile con cupola a bulbo ma terminante in guglia, spicca in un verde paesaggio che neppure lo sviluppo turistico della zona ha potuto trasformare. Oltre che per motivi religiosi Andechs è però meta di pellegrinaggi artistici (l’interno del santuario è una delle più ammirate creazioni dello Zimmermann) ma soprattutto “edonistici”, dal momento che, accanto al santuario, si trova una famosa e antica birreria che d’estate apre un frequentato e rumoroso “biergarten” aperto fino a dicembre! L’adiacente abbazia dei monaci benedettini non è invece normalmente visitabile
L’interno della chiesa di Andechs è ricco di fantastiche prospettive, con volte affrescate e decorate con stucchi, balaustre animate da statue, ricchi altari che si appoggiano alle snelle colonne superstiti della originale chiesa gotica che ne fanno uno dei più interessanti esempi di decorazione plastica settecentesca nella Baviera meridionale.

 

 

 

 

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