Abbazia di San Gallo, un viaggio alle origini del monastero occidentale/The Abbey of St Gall, a journey into the sources of Western monasticism.

Il grande complesso barocco che sorge nel cuore della cittadina di San Gallo, nella Svizzera orientale, da secoli non è più utilizzato come monastero. La sua inclusione in questo blog può quindi essere considerata un’anomalia, dal momento che io ho sempre dichiarato di considerare solo i luoghi dello spirito ancora attivi. Perché questa concessione? Perché, aldilà della bellissima chiesa barocca, l’abbazia di San Gallo possiede una delle più importanti biblioteche monastiche al mondo (non per nulla è inserita nella lista dell’UNESCO) e,soprattutto, un notevole museo multimediale che offre uno spaccato divertente e completo sulle origini del monachesimo occidentale e che culmina con una grande sorpresa: l’ostensione (così la si può senz’altro definire) della celebre pianta ideale del monastero occidentale, una vera e propria icona per tutti coloro che hanno interesse e passione per la storia monastica!

La visita al complesso si compone di quattro diversi momenti: la visita alla chiesa abbaziale, capolavoro del tardo barocco, che si apre sul piazzale circondato dai severi edifici abbaziali settecenteschi; la biblioteca, accessibile a pagamento con un biglietto dedicato; l’esposizione allestita nelle cantine, dedicata alle origini dell’abbazia, sviluppata con una spiegazione multimediale per mezzo di tablet multilingue; l’esposizione nell’archivio dove si trova il documento con la pianta dell’abbazia. Si può optare per il biglietto che ammette alla sola biblioteca oppure per il biglietto cumulativo che comprende tutte le esposizioni e che consiglio senz’altro!.

La chiesa: il barocco divide, si sa, e non sono pochi coloro che trovano questo stile architettonico frivolo e lontano dalla spiritualità necessaria al raccoglimento. Eppure in questo eccesso di decori, sculture, materiali, dipinti, è possibile leggere un percorso coerente, una voglia di comunicare al visitatore lo “stupefacente” che si nasconde dietro l’esperienza religiosa. Bisogna ricordare che l’abate di San Gallo era un vero e proprio principe, e che l’abbazia, dall’epoca della Riforma, costituiva un enclave cattolica in una città che aveva scelto il protestantesimo. Quindi, se da un lato, essere un signore feudale spingeva l’abate a circondarsi dei segni del lusso e della potenza propri del suo rango, dall’altro il decoro della chiesa era studiato per rimarcare, davanti alla annunciata sobrietà protestante, il trionfo, anche visivo, della spiritualità propria della chiesa cattolica romana. Quando venne edificata questa chiesa gli anni fulgidi dell’abbazia di San Gallo, fondata da un monaco irlandese nel V secolo e cresciuta per tutto il Medio Evo fino a essere uno dei più grandi insediamenti monastici d’Europa, erano già passati e il destino stava per presentarle il conto della secolarizzazione e della conseguente fine dell’era monastica. Si potrebbero quindi chiamare “ultimi fuochi” questi splendori barocchi dal singolare color verde rame, che ancora affascinano il nostro occhio. Fuochi ardenti, proiettati verso un futuro che non ci sarebbe mai stato!

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The Gate of the Old Library, am UNESCO heritage jewel. ph. Citypilgrim

La Biblioteca: vi si accede da una porta sobria, alle spalle della chiesa. Non vi si possono scattare foto (ed è per questo che non la vedrete…), ma fidatevi, ne vale la pena! A dire il vero me l’aspettavo ben più grande, almeno quanto quella dell’abbazia austriaca di Admont che rimane la più bella biblioteca monastica che abbi mai visto, ma il fatto di essere così raccolta, e decorata con affreschi e di accedervi solo indossando dei pantofoloni di feltro per non rovinare il suo prezioso pavimento in legno, la rende molto affascinante. I codici che vi vengono esposti a rotazione riescono a dare solo una piccola idea del suo patrimonio ma osservandoli si possono capire le grandi abilità degli amanuensi, la diversità dei supporti cartacei e delle rilegature, il tutto in un’atmosfera ovattata e seducente.

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A wax statue representing st Gall in the Vaulted Cellar exhibition space. (ph. Citypilgrim)

La Cantina: la trovate nel sotterraneo dell’edificio che ospita anche la Biblioteca. Per visitarla però serve il biglietto cumulativo. E’ un ambiente buio dove sono esposti reperti, frammenti, plastici che ricostruiscono la storia dell’abbazia dall’arrivo del monaco irlandese Gallo, discepolo di san Colombano l’apostolo del monachesimo celtico in Europa (affascinante il filmato che dalle isole irlandesi ci fa viaggiare fino alle sponde del lago di Costanza), al consolidamento del suo potere medievale. Ogni situazione è presentata con dei tablet già predisposti per la traduzione anche in italiano.

Spazio Espositivo dell’Archivio: uno dei più grandi archivi d’Europa era conservato nell’abbazia e oggi è stato incorporato nell’archivio cantonale ancora attivo. Quello che rende però questo spazio davvero unico non sono tanto le divertenti ricostruzioni della vita di un copista medievale, la possibilità di creare esempi di documento e di copiare le scritture, quanto la capsula (vi si accede ogni 12 minuti) che nasconde, sotto una simpatica ricostruzione della vita di un monaco nel medioevo, l’originale pianta del monastero occidentale, considerata il modello per tutte le architetture monastiche future. Sebbene rappresenti un monastero ideale (quello che vi viene rappresentato non venne infatti mai realizzato) riesce a far capire come un’abbazia alto medievale fosse una perfetta macchina in grado di realizzare un’economia completa, diversificata e autosufficiente. Attenzione: la pianta originale vi apparirà solo per venti secondi quando il plastico dell’edificio si solleva, ed è fiocamente illuminata. Quindi avvicinatevi subito: è un’esperienza!
Per chi fosse interessato a organizzare un tour tematico ecco altri miei post dedicati alle abbazie barocche dell’area alpina:

Abbazia di Ottobeuren, un gioiello barocco in Baviera/Ottobeuren abbey, a baroque jewel in Bavaria.

Abbazie benedettine della Svizzera/Benedictine Abbeys in Switzerland.

Le abbazie di Weltenburg e Rohr: arte e spirito sulle rive del Danubio/Weltenburg and Rohr abbeys: art and spirit on the Danube river.

L’abbazia di Einsiedeln: la casa dell’Eremita/Einsiedeln abbey: the Hermit’s house.

Le Abbazie austriache (parte 1)/Austrian abbeys tour (part.1)

Le abbazie austriache (parte seconda)/Austrian abbeys tour (part 2)

Pietralba/Weissenstein, un pellegrinaggio tra le Dolomiti- Pietralba/Weissenstein a pilgrimage in the Dolomites

ENGLISH TEXT

The large Baroque complex in the heart of the town of St. Gallen in eastern Switzerland has not been used as a monastery for centuries. I decide to include it in this blog (I normally speak only of “living” sites) becaus, the abbey of St. Gallen has one of the most important monastic libraries in the world (included in the UNESCO heritage list) and a remarkable multimedia museum that offers a funny and complete insight into the origins of monasticism and culminates with a big surprise: the exhibition of the famous “ideal plant” of the western monastery, a real icon for all the monastic history lovers!
The visit takes four different moments: the abbey church, a masterpiece of the late Baroque, opening onto the square surrounded by the severe eighteenth-century abbey buildings; the library; the exhibition in the cellars with a multimedia explanation with tablet and the final exhibition in the archive, accessible with the cumulative ticket.

The church: the baroque is not easy to understand: someone find this architectural style frivolous and far from the dark spirituality necessary for recollection. Yet in this excess of decorations, sculptures, materials, materials, paintings, it is possible to read a coherent path, the desire to communicate to the visitor the “wonder” hidden behind the religious experience. It should be remembered that the abbot of St. Gallen was a true prince, and that the abbey, since the time of the Reformation, was a Catholic enclave in a city that had chosen Protestantism. So being a feudal lord, the prince-abbot surrounded himself with the signs of luxury and power proper to his rank, on the other hand the decoration of the church was a sign, an answer to the rather sad Protestant sobriety, of the triumph of the Roman Catholic Church sensual spirituality. By the time this church was built, the bright years of St. Gallen Abbey, founded by an Irish monk in the fifth century and raised during the Middle Ages to become one of the largest monastic settlements in Europe, had already passed and fate was about to present the bill for secularisation and the end of the monastic era. So you can see these Baroque splendors with their unique copper green color, which still fascinate our eye today, the last fires. Burning fires projected towards a future that would never have been there!

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ph- Citypilgrim

The Library: accessed through a sober door, behind the church. You can’t take pictures and that’s why you won’t see it…, but trust me, it’s worth it! Actually, I expected it to be bigger, at least as big as the Austrian Abbey of Admont, which remains the most beautiful monastic library I have ever seen, but it’s so intimate, decorated with frescoes and accessible only by wearing felt slippers so as not to ruin its precious wooden floor, very fascinating. The codes that are displayed in rotation can only give a small idea of its heritage…

The Vaulted Cellar: you can find it in the basement of the building that also houses the Library. To visit it, however, you need the cumulative ticket. It’s a dark environment where there are exhibits, fragments, models that reconstruct the history of the abbey from the arrival of the Irish monk Gallus, disciple of St. Columbanus the apostle of Celtic monasticism in Europe (fascinating the film that makes us travel from the Irish islands to the shores of Lake Constance) to the consolidation of its medieval power. Each situation is presented with tablets already prepared for translation.

Archive exhibition space: one of the largest archives in Europe was kept in the abbeys and has now been incorporated into the still active cantonal archive. What makes this space truly unique, however, are not so much the amusing reconstructions of the life of a medieval copyist as the capsule (accessed every 12 minutes) that hides, under a nice reconstruction of the life of a monk in the Middle Ages, the original plan of a western monastery, considered the model for all future monastic architecture, which although it represents an ideal monastery (it was never realized) show us how an early medieval abbey was a perfect machine capable of achieving a complete economy, diversified and self-sufficient. Pay attention: the original plan appears only for twenty seconds when the model is raised, and is dimly lit. Approach it quickly: is an short but strong experience!

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