Abbazie di Francia (parte 2): sulle note del canto gregoriano /French Abbeys (part 2): listening gregorian chant

Dopo la prima puntata dell’itinerario, che dal Mediterraneo ci ha condotto nel cuore della Francia (qui trovate il link per leggerlo), continua il nostro viaggio alla scoperta delle abbazie benedettine francesi. Sarà un viaggio all’insegna della musica, perché quattro delle abbazie di cui vi parlo, che si trovano nella parte nord occidentale della Francia, oggi appartengono alla Congregazione di Solesmes, famosa in tutto il mondo per la qualità delle sue esecuzioni in canto gregoriano. 

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La continuità tra l’abbazia di Fleury, ultima tappa del precedente itinerario, e quella di Fontgombault, prima tappa di questa seconda tranche, sta nella bellezza della loro monumentale chiesa abbaziale.  A Fontgombault però la bellezza delle pure architetture romaniche è arricchita dalla potenza propria del luogo e dall’energia spirituale della comunità che vi risiede. Per molti “appassionati” di monachesimo questa è l’abbazia ideale per chi voglia passare un periodo di tempo a contatto con la più profonda spiritualità monastica e con la bellezza dei riti. Un luogo dove la sintesi perfetta tra natura, architettura e preghiera si realizza in modo mirabile.
Ne ho parlato in un precedente post di cui allego il link.

Fontgombault

Se Fontgombault è una perla di arte e spirito, la venerabile abbazia di Ligugè, nei pressi di Poitiers, vive nella grandezza della sua storia di cui però, dal punto di vista strutturale, rimane ben poco. Saint Martin de Ligugè, la più antica abbazia francese ancora in attività, essendo stata fondata nel 361, appare oggi come un elegante e silenzioso castello ma nel suo cuore, come tutte le fondazioni della Congregazione di Solesmes, coltiva il canto gregoriano con attenzione filologica e possiede una grande biblioteca. La chiesa attuale è ricavata in quella che un tempo era la Sala Capitolare. La forza culturale dell’abbazia di Ligugè è legata anche alla presenza tra i suoi ospiti di artisti e scrittori tra cui Joris Karl Huysmans che qui passò gli ultimi anni della sua vita tormentata. E poi, già che siete arrivati fino a lì,  perché non provare la SCOFA? Per saperne di più su cosa sia la SCOFA (un dolcissimo acronimo in realtà ..) ecco il link dell’abbazia.

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Saint Martin de Liguge Abbey.

Dopo le due illustri “figlie” di Solesmes è arrivato il momento di conoscere la “madre” di questa Congregazione di monaci colti e canori che ha saputo rivitalizzare il monachesimo francese prostrato dalla Rivoluzione. Eccovi dunque  la severa Solesmes che si erge come una fortezza sulle rive della Sarthe nella regione di Le Mans. Chiunque abbia un minimo di conoscenza e di passione per il mondo monastico non può rimanere indifferente udendo questo nome che lo porta subito alle più alte vette che il canto gregoriano possa raggiungere oggi. L’abbazia, in gran parte ricostruita nel XIX secolo, ha un suo fascino particolare ma a Solesmes si viene soprattutto per ascoltare e non per vedere! Anche di Solesmes ho parlato in un precedente post.
Questo è invece è il link al sito dell’abbazia dove si trovano soprattutto gli orari delle funzioni.

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The Solesmes Abbey. ph. Markus Bautsch

Concludiamo il nostro viaggio puntando verso l’Atlantico e raggiungendo la Normandia dove si trovano due altre grandi e storiche abbazie. La prima è quella di Notre Dame di Bec Hellouin, fondata nel 1034 e poi, per tutto il Medioevo, conosciuta come uno dei principali centri di cultura in Europa, grazie anche alla figura di due grandi spiriti come Lanfranco di Pavia e di Anselmo d’Aosta, entrambi poi divenuti arcivescovi di Canterbury. Degli edifici medievali non rimane però molto, se non la bella torre di Saint Nicolas che emerge dal verde che circonda l’abbazia. Le costruzioni attuali sono elegantemente seicentesche, ispirate all’estetica della riforma benedettina di Saint Maur, ma la visita comprende anche alcuni affascinanti resti dell’edificio medievale. L’abbazia, retta dai monaci olivetani, è conosciuta per la produzione di ceramiche. Per saperne di più ecco il sito dell’abbazia.

 

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The Bec Hellouin’s Abbey Cloister. ph.  Roland Brierre.

Sebbene anch’essa di origini antichissime, la bella abbazia di Saint Wandrille, non lontana da Rouen, appare oggi come un insieme di stili e forme diversi e possiede una chiesa che, pur essendo stata ricavata da un edificio agricolo, è riuscita a trasmettermi le più grandi emozioni. La vecchia “grange”, in cui i numerosi monaci della comunità di benedettini della Congregazione di Solesmes celebrano oggi le funzioni, ha un atmosfera particolare, che nasce dal mirabile tetto in legno, dall’essenzialità delle sedute e dei decori, dal fatto di possedere e di trasmettere una purezza monastica rara da ritrovare altrove (per chi ha familiarità ha una certa somiglianza con la chiesa della Comunità di Bose). Nel grande parco che circonda i possenti edifici, in gran parte ricostruiti a seguito di numerosi eventi tra cui un bombardamento nel 1944, si trovano piccole cappelle e oratori silenziosi. Dal punto di vista artistico il vero gioiello è il chiostro trecentesco mentre della chiesa originaria non rimangono che suggestive rovine. Se cercate sempre un motivo in più  per visitare un’abbazia vi ricordo che qui si produce un’ottima birra…  Per saperne di più ecco il link al sito dell’abbazia.

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St. Wandrille abbeys ruins. (ph. Wikimedia Commons)

We’re again on the route to discover the French Benedictine abbeys from the Mediterranean Sea to the Atlantic Ocean (here the link to the first part). This one will be a musical journey because four of the abbeys I am talking about belong to the Congregation of Solesmes, famous throughout the world for the quality of its performances in Gregorian chant. 

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The continuity between the abbey of Fleury, the last stop of the previous itinerary, and that of Fontgombault, the first of this second stage, is in the beauty of their monumental abbey church.  In Fontgombault, however, the beauty of pure Romanesque architecture is enriched with the power of the place and the deep spirituality of its community. For many “monks addicted” this is the ideal abbey where to retire to share the deepest monastic spirituality and the beauty of the rituals.
I talked in a previous post about this abbey: here the link.

If Fontgombault is a pearl of art and spirit, the venerable abbey of Ligugè, near Poitiers, lives in the memory of its history.  Saint Martin de Ligugè, the oldest French abbey still in existence, having been founded in 361, appears today as an elegant and silent castle but its heart, like all the foundations of the Congregation of Solesmes, beats on the notes of the Gregorian chant, here studied with philological attention. The present church is housed in the former Chapter House. The cultural strength of the abbey of Ligugè is linked to the presence as guest of artists and writers including Joris Karl Huysmans who spent the last years of his troubled life here. And then why not try the famous SCOFA? To learn more about what SCOFA is (a sweet acronym…) here is the link to the abbey.

After the two “daughters” of Solesmes it’s time to meet the “mother” of this Congregation of spiritual and severe monks that revitalized the French monasticism prostrated by the Revolution. The severe Solesmes abbey stands like a fortress on the banks of the river Sarthe in the region of Le Mans. For the the monastic world  lovers hearing this name means to fly to the highest peaks that Gregorian chant can reach today. The abbey, largely rebuilt in the nineteenth century, has its own particular charm but in Solesmes you come mainly to listen and not to see! I also talked about Solesmes in a previous post. This is instead the link to the abbey’s own site where you will find the schedule of the daily prayers.

Our journey take us towards the Atlantic, reaching Normandy. Here stands the venerable abbey of Notre Dame du Bec Hellouin, founded in 1034 and then, throughout the Middle Ages, known as one of the main centers of culture in Europe, having as abbots two of the greatest spirits of Christianity as Lanfranco di Pavia and Anselmo d’Aosta, both later become archbishops of Canterbury. Not much remains of the medieval buildings, however, except for the beautiful tower of Saint Nicolas that emerges from the greenery that surrounds the abbey. The current buildings have elegantly seventeenth-century shapes, inspired by the aesthetics of the Benedictine reform of Saint Maur, but the visit also includes some remains of the original medieval buildings. The abbey, run by Olivetan monks, is known for its ceramics.
For more information, please visit the Abbey’s website.

The beautiful abbey of Saint Wandrille, not far from Rouen, today appears as a collection of different styles and forms. Its new church, former a farm building, is very charming. In the old “monastic grange” the  monks of the Congregation of Solesmes now celebrate functions in a very special atmosphere, coming from the wonderful wooden ceiling, the essentiality of the seats and decorations and a rare monastic purity to be found elsewhere. In the large park surrounding the mighty buildings, largely rebuilt after a bombing in 1944, you can find small chapels and nice silent oratories. Looking from the artistic point of view, the real jewel of the abbey is its fourteenth-century cloister, while of the huge gothic original church only evocative ruins remain. If you need  another ” very strong” reason to visit this abbey… the monks are excellent brewers too…  Here the link to the abbey’s site.

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