Le città sante della Riforma in Europa/Reform’s holy cities in Europe


Sembrerebbe un controsenso parlare di città sante, pellegrinaggi e “riforma” nello stesso post. Uno dei cardini della battaglia di Martin Lutero era infatti la riduzione dei culti popolari legati alla presenza di reliquie, al mercato delle indulgenze da essi generato, alle devozioni non legate strettamente al rispetto del messaggio evangelico e ai pellegrinaggio finalizzati a all’ottenimento di un beneficio. Eppure, Lutero non era ostile al pellegrinaggio in quanto tale. semplicemente lo voleva riportare a una purezza originari che si era perduta col passare del tempo. Quindi, come spesso accade, questo punto di vista ha prodotto in tempi recenti la riproposizione di  pellegrinaggi, con caratteri più culturali e storici che di pura devozione, identificando alcune città europee legate a fatti o personaggi come centri di riferimento a cui dedicare un viaggio “spirituale. Vediamone alcuni.

Per gli Anglicani il distacco da Roma non ebbe, nella sua fase iniziale, motivi propriamente spirituali. La città di Canterbury, che era dal Medioevo la sede del principale pellegrinaggio inglese alla tomba di san Thomas Beckett, continuò a essere il punto di riferimento per i fedeli inglesi anche dopo la riforma anglicana, e la sua bellissima cattedrale è tutt’oggi meta di visitatori e pellegrini. Anche la ben più severa e  riforma scozzese che ebbe nel teologo John Knox (1505-1572) il suo artefice, pur rifiutando in modo ancor più integrale ogni tipo di pratica che non fosse legata al testo biblico, finì per tributare al suo maestro un attenzione e un rispetto che possono essere considerati simili (sottolineo simili…) a quelli rivolti a un santo. Meta di questa memoria presbiteriana (non mi sento di definirla devozione) è la cattedrale di saint Giles di Edimburgo dove si trova la sepoltura di Knox. Lo stesso potrebbe dirsi per la cappella, nel sobborgo londinese di Isslington, dove riposa John Wesley (1703-1791), teologo e fondatore della più empatica e calda chiesa Metodista.

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The Edinburgh’s cathedral of st. Giles burial place of the Reformer John Knox. ph. Nilfanion

In Germania, cuore della Riforma, esistono persino due città che portano nel proprio nome quello di Martin Lutero (Lutherstadt), a testimonianza di un legame indissolubile con la figura del monaco riformatore agostiniano. Si tratta di Eisleben, sua città natale e della più celebre Wittenberg, dove la riforma ebbe inizio. Le due città che si trovano a poca distanza l’una dall’altra nel land orientale della Sassonia Anhalt, sono state sapientemente legate ad altri luoghi luterani da un nuovo, turistico, percorso, il Lutherweg che collega numerose località  legate dalla figura e dal pensiero della Riforma in tutta la Germania. Si fregia invece del titolo di Melanchthonstadt la cittadina di Bretten, non lontana da Karlsruhe nel Baden Württemberg, città natale dell’altro grande teologo della riforma Philipp Melanchthon. Sempre in Germania, nel land della Sassonia, mi piace ricordare la presenza di Herrnut, una piccola cittadina che non ha nulla da offrire di artistico e culturale (per quello rivolgersi alla bella e vicina Görlitz dove c’è persino una piccola Gerusalemme) ma è ancora consacrata alla memoria del coraggioso esperimento religioso e sociale voluto dal nobile riformatore visionario Nikolaus Ludwig von Zinzendorf (1700-1760) iniziatore dalla chiesa dei Fratelli Moravi che hanno ancora in questa località il loro centro spirituale.

Per i più intransigenti Calvinisti la città di riferimento non può essere che Ginevra, divenuta durante la “dittatura religiosa” calvinista un prototipo di comunità ideale e quindi città veramente “città santa”, nel concetto più puro e anche inquietante del termine. Qui, sul luogo un tempo occupato dal chiostro di san Pietro dove si svolsero le prime assemblee dei riformati, si trova oggi il Museo Internazionale della Riforma, un bellissimo e avvincente spazio articolato su 14 sale espositive, e collegato alla adiacente e altrettanto bella cattedrale gotica della città svizzera. Meno conosciuta rispetto a Ginevra ma altrettanto importante per la storia del movimento calvinista che ebbe un grande sviluppo anche all’Est dell’Europa, è la città ungherese di Debrecen, definita la “Roma calvinista“, dove, sulla piazza principale si affacciano il Collegium Calvinista e una imponente chiesa dalla facciata neoclassica.

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The International Reform Museum in Geneva

It would seem a contradiction to speak of “holy cities”,” pilgrimages” and “reform” in the same post. One of the cornerstones of Martin Luther’s battle was in fact the reduction of popular cults linked to the presence of shrines and relics and the end of the market for indulgences generated by them. Devotions should de strictly linked to the Gospel message and not to pilgrimages aimed at obtaining a personal benefit. Yet, Luther was not hostile to the pilgrimage as such. He simply wanted to bring it back to an original purity that had been lost over time. So, as often happens, this point of view has produced in recent times the re-proposal of pilgrimages, more cultural and historical than purely spiritual, identifying some European cities linked to facts or characters of Reform and Reform’s leaders, as centers to which to devote at least a spiritual trip. Let’s see any of them.

For the Anglicans the detachment from Rome did not, in its initial phase, have strictly spiritual reasons. So the city of Canterbury, which was the site of a great medieval pilgrimage to the tomb of St Thomas Beckett, continued to be the point of reference for the English faithful after the Reformation, and its beautiful cathedral is still a destination for visitors and pilgrims. Even the most severe Scottish reform that the theologian John Knox (1505-1572) had as its creator, while rejecting in an even more integral way any kind of practice that was not linked to the holy text, ended up paying his teacher attention and respect that can be considered similar (I write similar… not equal)  to those addressed to a saint. The goal of this memory (I don’t call it devotion) is the cathedral of saint Giles of Edinburgh where his burial is located. The same could be said of the chapel, in the London suburb of Isslington, where John Wesley (1703-1791), theologian and founder of the more warm and empathetic Methodist church, rests.

In Germany, the heart of the Reformation, there are two cities that bear the name of Martin Luther in their name (Lutherstadt), as evidence of an indissoluble link with the figure of the Augustinian monk. This is Eisleben, his hometown and Wittenberg, where the reform began. The two cities, which are not far from each other in the eastern part of Saxony Anhalt, have been skilfully linked by a new tourist route, called Lutherweg, which connects many places all over Germany linked by the figure and thought of the Reformation. The town of Bretten , not far from Karlsruhe in Baden Württemberg, the birthplace of the other great theologian of the reform Philipp Melanchthon, boasts the title of Melanchthonstadt.  Also in Germany, in the Land of Saxony, I like to remember the presence of Herrnut, a small town, with no artistic or cultural evidences (for that look at the near and beautiful Görlitz where you can find a Little Jerusalem too) consecrated to the memory of the social and spiritual experiment of the noble visionary reformer Nikolaus Ludwig von Zinzendorf (1700-1760), initiator from the church of the Moravian Brothers who have their spiritual center in this city.

For the more intransigent Calvinists, the city of reference is Geneva that became an ideal community during the years of Calvinist rule, truly a holy city, the actualization of  concept of severe and integral renewal of the life and society theorized by John Calvin. Here, on the site once occupied by the cloister of St. Peter’s where the first reunions were hold, there is now the modern and complete International Museum of the Reformation, divided into 14 exhibition rooms and connected to the adjacent beautiful Gothic Geneva’s cathedral. Less known than Geneva but equally important for the history of the Calvinist movement is the Hungarian city of Debrecen, called the “Calvinist Rome”, where facing  the main square you can fain both the main Calvinist Collegium and an imposing Reform neoclassical church.

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