Bamberg: un gioiello di arte sacra in Baviera/Bamberg an art jewel in the heart of Bavaria.

Pochi conoscono la bella città di Bamberg in Baviera, un gioiello di arte e fede, perfetto per una visita nel tempo natalizio, quando le luci e la neve la rendono magica. Nata in epoca antica come roccaforte, venne trasformata da Enrico II il Santo e dalla moglie Cunegonda in una piccola “città santa” che fu sempre importante sede vescovile. Bamberg conserva intatto il ricco patrimonio religioso datole nel corso dei secoli che le ha fatto guadagnare un posto tra i beni inseriti nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

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The magic winter atmosphere from the old bridge over the Regnitz in Bamberg (ph. Maria Lecis)
Bamberg è per me l’epitome della piccola capitale vescovile tedesca: raccolta, scenografica, disposta sulle rive di un fiume, attraversata da storici ponti, dominata da una collina sacra dove svettano le torri di chiese e conventi. Chi si trovi a visitare questa parte della Baviera scoprirà come la nobiltà dei centri urbani sia legata a una storia millenaria, stratificata nei suoi monumenti, vivibile nell’attenzione e nella cura per gli edifici storici che sono in gran parte stati risparmiati dai bombardamenti che hanno invece raso al suolo la più grande e celebre Norimberga, la più grande e nobile di queste città. Proprio alla scoperta di questa elegante piccola capitale è dedicato il nostro viaggio natalizio di City Pilgrim.

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Divisa in due dal corso serpeggiante della Regnitz, Bamberg possiede tutte le caratteristiche della città santa medievale, con le strade che si inerpicano verso la grande cattedrale a quattro torri, una delle più belle della Germania, che identifica il territorio vescovile contrapposto a quello mercantile che occupa invece il lato opposto del fiume.

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E proprio da qui, dal Grüner Markt, il mercato della Verdura che ancora tiene fede al suo nome, conviene iniziare il percorso. Dopo aver visitato la bella chiesa barocca di Sankt Martin, opera dei miei amati Dientzenhofer (vedi link), si scende dalla città mercatile verso l’Obere Brucke dove si trova uno dei luoghi più fotogenici della città: il Vecchio Municipio (Alte Rathaus) che è stato costruito su un ponte, quasi fosse il punto di collegamento non solo ideale ma fisico tra i due mondi, quello borghese e quello ecclesiastico. Questo ponte è uno dei luoghi magici della Germania, ancora relativamente preservato dall’assalto dei turisti, e ci introduce alla Città Sacra attraverso una serie di strade e vicoli che ci fanno incontrare dapprima la bella Obere Pfarrkirche, gotica all’esterno ma rifatta all’interno, come gran parte della città, in epoca barocca. Vi si trovano però numerose sculture lignee tardo gotiche che sono uno dei veri tesori della cultura religiosa della Baviera.

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Si continua a salire la collina, guidati dalla mole del Dom e della Residenz, il palazzo dei Vescovi che ressero per secoli la città, fino alla Domplatz, vasta, raccolta e monumentale al tempo stesso, cuore della città alta. Prima di entrare nel Dom conviene fare il giro esterno per ammirarne i portali, uno dei quali è decorato con un celebre Giudizio Universale. Ma è l’interno del Dom a riservare le maggiori emozioni.

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Non sono solito dare un resoconto minuzioso di quanto si trova nei luoghi sacri, per questo esistono le guide e i siti descrittivi, ma vi segnalo, all’interno di questo bellissimo spazio che, malgrado le grandi dimensioni riesce a essere raccolto, due veri capolavori di scultura: la celebre Statua del Cavaliere, della metà del XIII secolo e la tomba di Enrico II il Santo e della moglie Cunegonda, opera del più famoso degli scultori bavaresi Tilman Riemenschneider. Fu proprio per desiderio di questa coppia di regnanti, a cui la città era stata donata per le nozze, che Bamberg assunse nel X secolo un ruolo di città santa che, sebbene sia stato col tempo smarrito, si legge ancora nella dimensione profondamente religiosa del suo impianto urbanistico.

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Chi avesse voglia di compiere una piccola passeggiata può raggiungere l’altra grande chiesa che domina il paesaggio urbano, quella del Michaelsberg, un tempo sede di un importante monastero benedettino, oggi non più esistente. Potrà visitare una chiesa decorata da uno spettacolare affresco rococò mentre gli edifici conventuali sono adibiti a usi profani. Si può poi discendere nuovamente verso il fiume, percorrendo diverse strade senza il timore di finire in quartieri di minor interesse perché Bamberg è una città di ammirevole continuità stilistica. Lungo la Obere Sand Strasse e la successiva Dominikäner Strasse che corrono parallele alla Regnitz si può fare una sosta in una delle storiche birrerie per assaggiare un’altra delle eccellenze di Bamberg: l’affumicata Rauchbier. Inutile aggiungere che, essendo una città costruita in riva a un fiume, anche Bamberg possiede la sua Piccola Venezia, un antico quartiere di pescatori che si trova sulla sponda laica della città.

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Few people know the beautiful city of Bamberg in Bavaria, a jewel of art and faith, perfect for a visit at Christmas time, when the lights and snow make it magical. Born in ancient times as a stronghold, it was transformed by Henry II the Saint and his wife Cunegonda into a small “holy city” that was always an important bishop’s seat. Bamberg preserves intact the rich religious heritage given to it over the centuries and which has earned it a place among the assets included in the UNESCO World Heritage Site.

Bamberg is for me the epitome of the small German episcopal capital: a small, scenographic city on the banks of a river, crossed by historic bridges, dominated by a sacred hill where the towers of churches and convents stand out. Those who visit this part of Bavaria will discover how the nobility of urban centers is linked to a thousand-year history, stratified in its monuments, liveable in the attention and care for the historic buildings that have been largely spared from the bombing that have instead razed to the ground the largest and most famous Nuremberg, the largest and noblest of these cities.

Divided in two by the winding course of the Regnitz, Bamberg has all the characteristics of a medieval holy city, with streets that climb towards the great four-towered cathedral, one of the most beautiful in Germany, which identifies the bishop’s territory as opposed to the merchant territory that occupies the opposite side of the river.
And right from here, from the Grüner Markt, the vegetable market, it is worth starting the route. After having visited the beautiful baroque church of Sankt Martin, work of my beloved Dientzenhofer (see link) you go down from the merchants city towards the Obere Brucke and one of the most photogenic places of the city: the Old Town Hall (Alte Rathaus) that was built right on a bridge, as a point of connection not only ideal but physical between the two worlds, the bourgeois one and the ecclesiastical one. This bridge is one of the most magical places in Germany, still relatively preserved from the tourists, and introduces us to the Holy City through a series of streets and alleys. First we meet the beautiful Obere Pfarrkirche, Gothic outside but rebuilt inside, like much of the city, in the Baroque period. There are, however, numerous late Gothic wooden sculptures that are one of the true treasures of religious heritage from Bavaria.

We continue to climb the hill, guided by the gothic shape of the Dom and the Residenz, the palace of the bishops who ruled the city for centuries, to reach the Domplatz, vast, intimate and monumental at the same time, heart of the Upper Town. Before entering the Dom it is worth taking a short walk to admire the portals, one of which is decorated with a famous Last Judgement. But it is the interior of the Dom that reserves the greatest emotions. I do not usually give a detailed account of what is found in sacred places, so there are guides and descriptive sites, but I point out, within this beautiful space that, despite its large size preserves a real spirituality, two real masterpieces of sculpture: the famous Statue of the Knight, mid-thirteenth century and the tomb of Henry II the Holy and his wife Cunegond, a masterpiece of the most famous of Bavarian sculptors Tilman Riemenschneider. It was precisely for the desire of this couple of rulers, to whom the city had been donated for the wedding, that Bamberg assumed in the tenth century a role of holy city that although it is lost in time, we still read in the deeply religious dimension of its urban layout.

With a short walk, you can reach the other large church that dominates the urban landscape, the Michaelsberg, once home to an important Benedictine monastery, which no longer exists. You can visit a church decorated with a spectacular rococo fresco while the convent buildings are used for secular purposes. You can then descend again to the river without the fear of ending up in districts of lesser interest because Bamberg is a city of admirable stylistic continuity. Along the Obere Sand Strasse and the subsequent Dominikäner Strasse which run parallel to the Regnitz, you can stop off at one of the historic breweries to taste another of Bamberg’s excellences: the smoked Rauchbier. Needless to say, being a city built on the banks of a river, Bamberg also has its own Little Venice, an old fishing district located on the city’s secular shore.

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