Bruxelles: un itinerario spirituale /A spiritual itinerary.

Dici Bruxelles e pensi a birre, cozze, palazzi art nouveau, parlamentari e cioccolatieri. Ma basta poco per scoprire che, anche nella capitale belga, ci sono tante chiese che meritano una visita. Ecco un piccolo itinerario pedonale alla scoperta di cinque chiese che si trovano idealmente “all’ombra” della Cattedrale di Saint Michel et Gudule.

Bruxelles, la città “europea”,  è un luogo di incontri e vi si possono trovare ormai luoghi di culto di molte religioni ma è anche una città composita, fatta di tanti piccoli borghi, ciascuno con la propria storia e la propria fisionomia, che compongono questa “città puzzle” creando uno scenario difficile da afferrare. I belgi sono sempre stati cattolici, in contrapposizione con i vicini olandesi e tedeschi che optarono per le Riforme, per questo il Paese ha una densità altissima di abbazie, santuari, beghinaggi, luoghi che hanno forte connessione con la vita religiosa. Un baluardo cattolico incuneato nel nord riformato. Questa atmosfera si percepisce maggiormente in città più piccole come Lovanio, Malines, Liegi e Bruges, a loro modo certamente più “spirituali” di Bruxelles, ma, come quasi in ogni città europea, la presenza di una bella cattedrale permette sempre di disegnare un itinerario “sacro”  interessante. Forse  questo può apparire un po’ lungo per i non camminatori che potranno però utilizzare in parte i comodi mezzi pubblici.

Come sempre non mi soffermerò per motivi di lunghezza su informazioni artistiche o turistiche, che non sono pertinenti a questo blog, preferendo darvi solo brevi pennellate di atmosfera.

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Questo itinerario lo potremmo definire “un po’ gotico e un po’ déco”. Gotica è la cattedrale di Saint Michel et Gudule, posta nella cosiddetta Città Alta (Bruxelles è disposta su diverse colline cosa che rende più spettacolari alcune sue vedute), che divide il ruolo di cattedrale primaziale del Belgio con quella di Malines, da sempre il cuore del cattolicesimo belga. E’ una chiesa di bella atmosfera, gotica e abbastanza buia, di dimensioni contenute che permette anche una certa privacy perché non eccessivamente esposta ai flussi turistici. Una cattedrale in cui è possibile sedersi, osservare, camminare senza essere travolti da comitive.

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Bruxelles’s Cathedral of Saint Michel et Gudule. ph. Maria Lecis

Sempre nella Città Alta, ma sul versante opposto della collina, si trova l’altra chiesa “imperdibile” per chi non abbia tempo di compiere l’intero percorso: Notre Dame du Sablon che è piuttosto simile alla Cattedrale parlando il medesimo linguaggio stilistico. La presenza di un importante mercatino dell’antiquariato nella piazza antistante, porta però al Sablon un maggior numero di turisti e più confusione. Si tratta comunque di una vera chiesa di devozione perché vi si conserva una statua della Madonna che gode di una certa venerazione in città ed è anche il punto di partenza per la celebre processione/parata dell’Ommengang  che si volge ogni anno a luglio.

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Notre Dame du Sablon, Bruxelles. ph. Maria Lecis

Scendendo nella Città Bassa, si raggiunge in breve la chiesa di Notre Dame de la Chapelle, un tempo al di fuori delle mura, oggi inglobata in un animato contesto urbano. Malgrado numerose vicissitudini la “chapelle” ha mantenuto il suo aspetto gotico ed è un luogo di un certo fascino.  Se l’aspetto è gotico, arredi e decori appartengono però a epoche successive. Se poi si è amanti dell’arte e si nutre una qualche laica devozione per Brughel il Vecchio, questo è il luogo dove rendergli omaggio poiché qui si trova la sua tomba: è sopra un confessionale. Cercate Petro Bruegello, questo è il suo simpatico nome latino. Essendo divenuta la chiesa della comunità polacca, custodisce in una cappella una copia della Vergine di Czestochowa.

Dalla Chapelle non ci vuole molto per raggiungere, proprio nel cuore della Città Bassa, la più antica chiesa cittadina. Si tratta di  Saint Nicholas, dedicata al patrono dei commercianti e per questo sempre molto frequentata dagli abitanti di questa parte della città da sempre dedita ai commerci. Non è una chiesa di grandissima atmosfera ma conserva qualche interessante dipinto, un bel coro intagliato ed è un’oasi di tranquillità in quartiere molto animato. La facciata gotica è un’aggiunta recente.

Anche la chiesa di Sainte Catherine, tappa successiva del nostro piccolo pellegrinaggio urbano, ha subito pesanti trasformazioni ed ha oggi un aspetto abbastanza anonimo frutto di un rifacimento ottocentesco. Anzi, il fatto che la chiesa sia ancora viva e officiata da una comunità molto dinamica di giovani sacerdoti (ndr. la comunità è stata sorprendentemente sciolta. Per maggiori informazioni) , può essere considerato un vero e proprio miracolo, avendo rischiato a più riprese di essere demolita o sconsacrata. Oggi invece è tornata a essere un attivo luogo di culto, un’oasi di silenzio in uno dei quartieri più vivaci della città, dove un tempo si trovava il mercato del pesce e dove ancor oggi si trovano molti ristoranti.

Non esiste città belga che non abbia avuto il suo beghinaggio e Bruxelles non fa eccezione. Certo non è affascinante come quelli di Bruges o Courtrai, anche perché ne sopravvive solo la chiesa, ma è comunque una memoria di una tradizione spirituale tipicamente fiamminga. Le donne che si ritiravano a vivere in comunità e povertà nei piccoli villaggi urbani, vicini e lontani al tempo stesso dalla frenesia della vita cittadina, sono diventate quasi un’icona della vita religiosa del Belgio.  La chiesa di Saint Jean Baptiste au Béguinage, con la sua elaborata facciata barocca, è tutto quanto rimane del fiorente villaggio urbano che arrivò a contare quasi un migliaio di devote abitanti. I calvinisti distrussero tutto e oggi non ne restano che il nome e una chiesa. Tuttavia, se siete attratti da arredi sacri un po’ eccessivi, inquietanti, fotogenici, non perdetevi l’incredibile Pulpito della Verità, un’impressionate costruzione in legno del 1757, dove un trionfante san Domenico impone la dottrina cattolica agli eretici. Anche i confessionali che si trovano nelle navate laterali possiedono un certo tocco di eccesso. Insomma un trionfo di scultura rococò pensata per far riflettere e impressionare in antitesi rispetto alla semplicità dell’estetica dei primi beghinaggi medievali.

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Impressive Pulpit of Truth, in the Beguinage’s Church. ph. Wikipedia.

Non ci vuole molto da qui per tornare alla Cattedrale. completando così il nostro “pellegrinaggio urbano” di Bruxelles.

Il percorso pedonale misura circa 5 chilometri e può essere tranquillamente compiuto in una giornata anche prendendosi del tempo per sostare nei luoghi di culto e per vivere i quartieri circostanti.

Per altri itinerari cittadini puoi vedere:

Sofia
Praga
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Hanoi
Pechino
Kyoto
Singapore

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The Koekelberg National Shrine in Bruxelles. ph. Citypilgrim

Anche se per la sua ubicazione è impossibile inserirla nell’itinerario vero e proprio, consiglio vivamente la visita  della Basilica Nazionale di Koekelberg, posta su una collina che fronteggia la Città Alta e che, con la sua imponente mole, costituisce uno dei punti di riferimento visivo della città. Per raggiungerla servono i mezzi pubblici (fermata Simonis della metropolitana leggera).

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Koekelberg’s strange dome. Ph. Citypilgrim.

Ci sono stili architettonici che si adattano al sacro, altri che invece sembrano esserne impermeabili. L’Art Deco appartiene, a mio avviso, a questa seconda categoria per questo è difficile trovare chiese edificate negli Anni Venti del Novecento che abbiano una giusta atmosfera mistica. Eppure il monumentale tempio votivo di Koekelberg, che di questo stile costituisce una delle massime espressioni in ambito religioso, è riuscito a suo modo ad affascinarmi. Sicuramente si tratta di un luogo di culto non tradizionale: è forse troppo grande, troppo massiccio, trasmette poco calore, è vero, ma se ci si concentra sui dettagli e sui piccoli angoli più che sui suoi aspetti monumentali si può provare qualche sorprendente emozione. Sono giochi di materiali insoliti per una chiesa, forme che siamo più abituati a vedere in androni di palazzo o uffici amministrativi. Eppure qui lo strano mix funziona, anche perché a dispetto delle dimensioni, anche la vita religiosa ha un suo senso, dei suoi spazi, una sua credibilità. Sorprendente!

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Koekelberg impressive apse in Art Deco style. ph Citypilgrim

Brussels means beers, mussels, art nouveau palaces, parliamentarians and chocolatiers. But, as each european capital city,  there are many churches in Brussels that worth a visit. Here a (not so) short walking tour in the heart of the city.

The “European” city is a meeting place, full of worship site belonging to different religions but is a strange city as well, made up of the fusion of many small villages, each with its own history,  in a unique and charming “puzzle city”. Belgians have always been Catholics for centuries, fighting with Dutch and German who opted for Reforms, that’s why the country has a plenty of abbeys, sanctuaries, beguinages. This atmosphere is perceived more in smaller cities as Louvain, Malines, Liège and Bruges but a beautiful cathedral could be the starting point of an interesting “sacred” itinerary in the capital city as well.

Itinerary has a gothic print and deco final extra surprise. Starting point is the pure gothic shape of the cathedral of Saint Michel et Gudule, in Upper Town, a church full of atmosphere, enough dark, rather small for european standard and curiously free from the massive noisy tourism that you can find in Paris or Cologne.

On the opposite side of the hill stands the other church “not to be missed” for who has no time to complete entire route: Notre Dame du Sablon. The church is rather similar to the Cathedral, speaking the same stylistic language, but the presence of an antiques market in the square in front of it, leads to the Sablon a greater number of tourists. Nevertheless is a church of deep devotion, housing a venerated statue of the Virgin and being the starting point for the famous procession / parade of the Ommengang that takes place every year in July.

Moving down to the Lower Town, you will soon reach the church of Notre Dame de la Chapelle, once outside city’s walls, now incorporated in a vibrant urban context. Despite many vicissitudes, the “chapelle” has maintained its Gothic appearance and is a peaceful place.  If you are an art lover and you like Brughel the Elder, search his tomb: it is above a confessional: search Petro Bruegello, his Latin name. Being the church of the Polish community has a copy of the Virgin of Czestochowa in a chapel as well.

“Beguinage” is a typical building in Belgian cities and Bruxelles one it is not as fascinating as those of Bruges or Kortrijk: pious women retired here to live in community and poverty in small urban villages, near and far from the city hustle. Beguinages, made of single white houses spread in a garden, are a real icon of religious life in Belgium.  The church of Saint Jean Baptiste au Béguinage, with its elaborate baroque façade, is all that remains of the flourishing urban village which has grown to almost a thousand inhabitants. The Calvinists destroyed everything and today what remains is just the name and a church. If you are attracted by texcessive, disturbing, photogenic, creepy sacred wood carvings do not miss the massive Pulpit of Truth, an impressive 1757’s wooden structure. Even the confessionals in the side naves have a certain touch of excess. A triumph of Rococo sculpture designed to make people reflect and impress but absolutely nothin to do with the monastic simplicity of the original medieval Beguinage.

 From here it’s easy to return to the Cathedral. The pedestrian path is about 5 kilometers long and can be easily completed in a day taking some time to stop in places of worship and to live in the surrounding neighborhoods.

If you want to read some story about some other urban pilgrimage….

Sofia
Prague
Milan
Hanoi
Beijing
Kyoto
Singapore

Too far to be included in the itinerary the National Basilica of Koekelberg, located on a hill in front of the Upper Town,  with its impressive size is one of the visual landmarks of the city. To reach it you need public transport (Simonis light rail stop). That’s a place I like a lot. There are architectural styles perfect to express sacred atmospheres, others that seem to be impermeable to it. Art Deco belongs, in my opinion, to this second category and it is unusual to find churches built in the Twenties that have an intriguing atmosphere. The monumental votive temple of Koekelberg, one of the highest expressions of this style, really fascinate me. It is certainly a non-traditional place of worship, it is huge, solid, even rude.. but if you focus on the details and the small corners more than on its monumental aspects you can discover something of really different. Materials, shapes you can easily find in buildings, office blocks or even hospitals are so unusual to became charming. Seat and look for details even if a real spiritual heart beats in the church and candles burns everywhere. Amazing!

 

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