Monastero di Valamo, spirito russo in Finlandia/Valamo monastery, Russian spirit in East Finland.

In un angolo remoto della Finlandia Orientale, al confine con la Russia, sorge il tranquillo monastero di Nuovo Valamo, che porta il nome di un ben più importante monastero russo Valaam, che sorge su un’isola del Lago Ladoga. Durante gli anni del comunismo fu proprio questo luogo di esilio a portarne avanti la storia e la tradizione. Oggi la vita monastica è tornata nel “Grande” Valaam russo ma il “Piccolo” finlandese, è ancora vivo e vivace, anzi è divenuto una meta turistica grazie anche al vino di bacche prodotto dai monaci.

Se attraversi quello strano paese che è la Finlandia, hai tempo per riflettere su come la spiritualità possa essere fatta di luci, momenti, colori e non necessariamente di luoghi dedicati. Ricordo di aver sentito un giorno uno sciamano Inuit raccontare di come per lui la preghiera sia quell’esperienza solitaria e profonda che l’uomo vive quando si confronta con il grande mistero della natura mentre quello che compie con altri uomini in luogo consacrato è solo un rito. Questa affermazione mi ha posto e continua a pormi continui dubbi su quale sia la strada da percorrere e se la mia convinzione per cui nei luoghi sacri si provi una reale energia sia frutto di sensazioni reali o di condizionamenti ambientali. La Finlandia che, chissà per quale motivo, continuo a considerare il Giappone dell’Europa (sarà per il design, per il fatto che i finnici hanno spesso tratti somatici simili a quelli degli asiatici, che sono tecnologici e semplici al tempo stesso..) offre poche soddisfazioni a chi cerca luoghi di spiritualità codificati e riconoscibili mentre garantisce al cercatore di silenzi migliaia di occasioni per esercitare il suo pensiero…

 

The_old_church_of_the_New_Valamo_monastery
The old church of the New Valamo monastery- ph. Niera

Nascosto in un angolo remoto al confine con la Russia, il monastero ortodosso di Nuova Valamo (Valamon Luostari) riesce a combinare nella sua estrema semplicità queste due esigenze. Per anni è stato un punto di riferimento per i fedeli di entrambe le nazioni perché incarnava lo spirito di sopravvivenza di una fondazione antica, che sorgeva dall’altra parte del confine, divenuto una cortina di ferro, su un’isola del lago Ladoga. In realtà l’attuale confine taglia in due la Carelia, che fu per secoli unita sotto l’impero russo. Il Grande Valaam, il monastero sull’isola, ricco e potente, non poteva però resistere alla furia rivoluzionaria e i suoi monaci presero le cose più preziose, reliquie, icone, tesori, patrimonio secolare del monastero, e fuggirono oltre il confine della neonata Finlandia. Trovarono rifugio su un piccolo colle a dominio di un lago e vi edificarono una copia, per forza di cose ridotta per dimensioni e ricchezze, del loro monastero in territorio russo.

Forse neppure loro speravano che neppure un secolo sarebbe passato prima che potessero riprendere possesso del loro monastero originario.
Passeggiando attorno al tranquillo lago, seduto sul pontile che si estendeva nelle acque scure del fiume mi interrogavo sulla precarietà delle umane vicende. Quando nel 1940 i monaci fuggiaschi raggiunsero la regione di Heniavesi, dove si trova il monastero, avrebbero mai pensato che di lì a cinquant’anni tutto quel mondo che aveva provocato la loro fuga, un mondo nuovo e pieno di fiducia nel suo luminoso futuro, sarebbe così rapidamente crollato?
La celebrazione nel monastero, come tutte le cerimonie ortodosse, fu alquanto coinvolgente e ai numerosi turisti venne offerta l’eucarestia sotto le due specie, usando il cucchiaino, come è uso nella Chiesa Orientale. Chiunque abbia visitato un monastero russo troverà Nuovo Valamo deludente e povero: non ci sono opere d’arte o chiese spettacolari. La cattedrale spettacolare, quella dalle pareti tinte di rosso e le cupole azzurre si trova in Russia, sul lago Ladoga. Qui ci sono solo una chiesa bianca, con una semplice iconostasi e una ancor più piccola, la si potrebbe definire una grande stanza, che fu quella in cui si tenevano originariamente le funzioni. Il luogo più tranquillo e spirituale di Valamo è però la piccola cappella di san Nicola che si trova sulle rive del fiume e che esprime quella spiritualità molto potente, quasi selvatica, che è tipica degli edifici religiosi del mondo ortodosso rurale. Sebbene, grazie anche a una rinomata produzione di vino ottenuto con bacche, il monastero sia diventato una meta turistica per i finlandesi, Valamo rimane un luogo semplice e strano che chiunque si trovi a passare per queste terre, non certo percorse dal turismo di massa, dovrebbe senz’altro visitare.

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