Isola di San Lazzaro: il poeta e il Consolatore a Venezia

Su una delle numerose isole che punteggiano la laguna veneta sorge, circondato da giardini, il monastero di San Lazzaro degli Armeni, culla del piccolo Ordine Mechitarista. È un luogo di silenzio e di pace dove si tramanda da secoli una tradizione religiosa antica, nata in quello che fu il primo paese al mondo a convertirsi al cristianesimo. 

Nella ricerca dei luoghi di fede insoliti che si nascondono nelle città del mondo, Venezia occupa un posto speciale: oltre alle centinaia di chiese che si scoprono nelle sue piazze, vi si trovano sinagoghe, una chiesa greca, il santuario di Santa Lucia, ma un luogo che ci piace raccontare, per la sua atmosfera e la vivace spiritualità, è senz’altro il monastero di san Lazzaro, enclave armena in Occidente  e punto di riferimento per molti esuli negli anni dell’occupazione sovietica della madrepatria. Un vaporetto da Riva degli Schiavoni conduce all’isola ed è un viaggio piacevole, che tocca il Lido, e permette di raffreddare la vista e il cuore dopo le emozioni e l’eccessivo affollamento della città. Una volta arrivati sull’isola è purtroppo necessario unirsi a una visita guidata condotta da un monaco poliglotta. E’ comunque un’esperienza divertente perché la guida, quasi fosse un robot programmato, ripete sempre la spiegazione in tre lingue diverse, talvolta senza dare pause cosicché si è trasportati  in una piccola babele fonetica. Per fortuna il luogo è bello e curioso e, tra un’aneddoto e l’altro, possiamo iniziare a pensare al Poeta e al Consolatore.

il chiostro
The monastery’s cloister at San Lazzaro degli Armeni, Venice ph Maria Lecis

Tra il 1816 e il 1818 lord George Byron visse a Venezia una stagione di grande attività creativa e di grandi scandali, in linea con la sua vita molto turbolenta. Tra un’esagerazione e l’altra passò però un periodo di pace e di studio proprio nella foresteria dell’isola di San Lazzaro, alla cui biblioteca attingeva fonti per il proprio lavoro e dove si applicava allo studio della lingua armena. Essendo lui un genio, pare che l’abbia appresa in soli tre mesi. Lo ammiriamo o lo malediciamo? La stanza in cui studiava è stata perfettamente conservata.  Immaginarsi un poeta scandaloso e irridente come Byron aggirarsi tra le mura di un luogo consacrato può apparire strano, ma pare che il poeta fosse però conquistato da questo luogo di preghiera e di studio. Forse agiva su di lui l’effetto del Consolatore.

lord byron
Lord Byron portrait in the library

Pietro Manouk da Sivas (l’antica Sebaste, oggi appartenente alla Turchia), detto Mechitar, “il Consolatore” era un monaco dissidente, rispetto alla sua tradizione religiosa e, nel 1701 a Costantinopoli, aveva fondato la sua comunità basandosi non sulla millenaria tradizione monastica armena ma sulla latina Regola di San Benedetto. A causa dell’occupazione turca era stato ben presto costretto a trasferirla a Morea (1715) e da qui a Venezia (1717). La Repubblica Veneta donò al Consolatore e ai sui transfughi armeni l’isola di San Lazzaro dove esisteva dal XII secolo un ospedale per lebbrosi (cioè un lazzaretto da cui aveva preso il nome). Qui venne innalzato il nuovo monastero, completato nel 1740, poco prima della morte del fondatore (1749). Da allora l’isola di San Lazzaro è stata un punto di riferimento per tutti gli Armeni, transfughi dalla propria patria storica, divisa oggi tra Armenia, Turchia, Iran .

ritratto mechitar
Mechitar of Sebaste mosaico portrait ph Maria Lecis

L’Ordine Mechitarista Armeno, diviso tra una componente italiana e una austriaca con sede a Vienna, è rimasto fedele all’insegnamento del padre fondatore Mechitar, le cui spoglie mortali sono custodite presso l’altare maggiore. La cultura e le forti tradizioni spirituali di uno dei popoli più antichi e perseguitati della storia trovavano nella grande e ricchissima biblioteca e nell’attiva tipografia dei Padri Mechitaristi un luogo in cui perpetrarsi nel tempo e far conoscere all’Europa intera la propria voce.  Sebbene il complesso non sia antico, numerosi sono gli spunti artistici e culturali di interesse che esso presenta. Innanzitutto il Museo, dove sono custoditi numerosi manoscritti antichi e miniature armene; poi il vestibolo, dove si trova un affresco del Tiepolo (La Pace e la Giustizia) qui trasportato da un palazzo patrizio cittadino per cui era stato dipinto, il chiostro, la biblioteca, una delle più attrezzate da chi desidera approfondire la cultura armena, e la pinacoteca. La chiesa, di impianto trecentesco, ha arcate ogivali ed è affrescata con vivaci colori e decorazioni di ispirazione armena.

interno chiesa
St Gregor church interior ph Maria Lecis

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