Beijing Stories: girando attorno a una pagoda (Turning around a Pagoda)

Il tempio Tianning è il più antico di Pechino. Nascosto in un quartiere popolare non è certo un luogo turistico. Eppure ha la sua storia da raccontare.

Dal Tempio della Nuvola Bianca, la “cattedrale taoista” di Pechino, guardando con attenzione tra le case di architettura socialista, si può scorgere la massa di una grande pagoda in stile antico che emerge dai tetti fiancheggiata da un’altrettanto alta ciminiera in cemento armato. Sono andato al Tianning, il Tempio della Gran Pace Celeste, convinto di trovarvi un triste reperto di un glorioso passato, perché avevo letto che negli anni della Rivoluzione i terreni del tempio erano stati in gran parte occupati da uno stabilimento di cui la ciminiera è il vessillo. Passando tra vicoli  rimasti ancora autenticamente pechinesi, con tralicci su cui fioriscono zucche e piccole botteghe di due metri quadri, mi sono ritrovato davanti all’ingresso di un tempio vero. Infatti, con mia grande sorpresa, il Tianning Si (“Si” in cinese significa tempio buddista, se fosse taoista o confuciano si chiamerebbe in altro modo, “guan” o “miao”) è ritornato a essere un centro di devozione buddista. Lo animano delle donne di ogni età, che si occupano di vendere articoli religiosi e incensi, di ravvivare i bracieri, di accogliere i devoti. Quando sono arrivato era peraltro in corso una specie di rissa, non solo vocale, tra una scarmigliata visitatrice e una delle curatrici, scena che mi è apparsa alquanto incongrua visto il luogo di preghiera. Poi, come succede spesso in questo paese, tutto si è calmato e un attimo dopo era tornata la quiete.

Tianning Pagoda, Beijing
The Tianning Pagoda, Beijing (ph. Maria Lecis)

Tre sale di preghiera sono state riaperte con grande fatica, ma le statue sono nuove o, in alcuni casi, sono state sostituite da semplici dipinti, mentre gli edifici di servizio che le circondano sono ancora in gran parte cadenti. Ma ancor più cadente, ed evidentemente abbandonata, appare la spettrale fabbrica che doveva mangiarsi il tempio e che invece oggi lo guarda rivivere, a testimonianza di come le fedi antiche abbiano in sé anticorpi capaci di farle sopravvivere anche a rivoluzioni che durano un nulla rispetto alla loro storia millenaria. La pagoda, impressionante mole dalla base ottagonale, è abbastanza danneggiata, ma lo splendore della sua decorazione ancora si percepisce. Stavo contemplandone la maestosa stabilità quando venni affiancato da un quarantenne con cappellino da baseball che, reggendo in una mano un rosario e nell’altra un contagiri, iniziò a percorrere in senso orario la circonferenza della pagoda. Lo seguii e trovai a metà del percorso una vecchia che, dopo aver steso una stuoia e posto un testo sul terreno, si prostrava in continuazione. Decisi allora di girare anch’io, e mi ritrovai affiancato da una coppia di ragazzi, da una bimba vestita di rosa che guidava il suo impacciato papà, da una mamma con bambino che ogni volta che passava dall’altare d’ingresso si chinava, mentre il nonno che li seguiva appariva confuso, uomo di una generazione che queste superstizioni aveva considerato sconfitte. Ora però girava anche lui, con un sorriso leggero sul volto, guardando la figlia e il nipote che a passo veloce si univano al flusso degli altri. Al decimo giro, tanti infatti ne ho compiuti, dedicandone uno alle persone che mi sono vicine, mi sono ritrovato, stanco e soddisfatto, davanti all’altare d’ingresso dove un uomo, splendidamente attrezzato con guanti e materassino, si era lanciato in una serie di prostrazioni di stile tibetano piegandosi e risalendo con le braccia. Una leggera brezza portava profumi degli incensi che bruciano. degli operai, incuranti dei deambulatori, lavoravano alla ricostruzione di un muro. Dal vicino mercato coperto venivano suoni ed odori. Due auto si fermarono davanti al cancello di ingresso, ne scesero due coppie che si avviarono verso il tempio. Un grande e spettrale silenzio veniva invece dai maestosi edifici della “fabbrica modello” del socialismo.

Tianning Temple Beijing
A view of Tianning Temple Pagoda and the chimney (ph. Maria Lecis)

Tianning Temple, Beijing’s oldest one, it’s a very strange and surprising site, full of spiritual energy

Looking from the White Cloud Temple, the Taoist Cathedral, You can see, fighting with the row surfaces of the socialist residential buildings, a huge, ancient, powerful pagoda, built in the old Chinese style. It’s he Tianning’s Temple One and fights, in middle of a grey sky’s screen, whit a concrete’s chimney as big as the Pagoda itself. In the Revolution Era, a factory was built in the temple’s compound, and the old Tianning was closed to worship. As I walk through popular hutong’s alleys, micro shops, small markets, I expect to find a little more than a wonderful ruin, a sad survival of a great past. That’s why I’m so surprised to find a living buddhist temple, where some busy women rules worship objects, a little shop, the incense burner, holy texts and everything you need to live your devotion.

Three temple’s Halls are now reopened but the statues and the decorations are new ‘cause the original ones are totally lost. The Pagoda itself is quite damaged but is still impressive for the dimensions (more than 53 m high) and the rich buddhist decoration. I’m just looking some broken Buddha’s statues when I see a man start turning around the building, counting his laps on a rosary. I wait for him and I start myself turning, discovering an old woman on the other side making Tibetan prostrations. Soon a couple of young students, two men and some women join us and I see a young mother as well, doing the course with her little child. The grandfather, an old simple Chinese worker, follows them with a strange smile in his face. His generation believed these superstitions were ended and a new era of materialism was starting. Now is strange for Him looking his daughter turning a pagoda like a buddhist pilgrim does. The clockwise walk it’s a typical buddhist devotion praxis and every lap is something like a prayer, the same as you turn a prayer wheel. I finish my tenth lap (every lap a good intention for someone I love) and I feel that this place is full of good energy again. Incense’s smell, the sound of the nearby market, the voice of some workers building a wall on the temple’s side everything is living, everything except the huge, sad, empty factory with its concrete chimney.

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