Monasteri della Lombardia: Cinque mete da visitare/Monasteries of Lombardy: five sites you can visit in a day trip from Milan.

La Lombardia non è conosciuta per essere una terra particolarmente “spirituale”. Eppure sono numerosissime le mete di alto livello, sia religioso che artistico, che si possono trovare sparse sul territorio di questa regione. Il mio itinerario vi porta alla scoperta di cinque abbazie ancora “attive” (ce ne sono anche altre architettonicamente bellissime ma non più abitate da comunità monastiche) che si possono raggiungere comodamente in giornata da Milano ma anche da ogni altra città della Lombardia.

1 – Gotica maestà: Abbazia di Chiaravalle. Si trova alla periferia su di Milano. Cosa colpisce guardandola da lontano? La sua torre! Posta ai limiti di una metropoli tentacolare costituisce un polo di tranquillità e silenzio. Il grande coro intagliato del 1645, uno dei più belli dell’epoca ancora conservati in Italia, sorge al centro della navata centrale spezzando la prospettiva della chiesa abbaziale e alterando la sobrietà cistercense originaria. Ma questa non è la sola trasgressione all’estetica purista propria dell’ordine cistercense: numerosi affreschi cinquecenteschi, attribuiti ai Fiammenghini, ornano il presbiterio, mentre ai piedi della scenografica scala che univa la chiesa alle celle dei monaci si trova un affresco di Bernardino Luini, Madonna con Bambino e Angeli, sicuramente la più importante opera d’arte nell’abbazia.

2. Sobrio cenacolo femminile: Abbazia di Viboldone. Presso San Giuliano Milanese e facilmente raggiungibile da Chiaravalle, Viboldone è un piccolo miracolo di sopravvivenza. Degli antichi edifici abbaziali però non rimane pressoché nulla, se non la bella chiesa e quella che un tempo era la casa del priore. Accanto spicca il nuovo moderno monastero su disegno dell’architetto Caccia Dominioni inaugurato nel 1964. La chiesa abbaziale di Viboldone è un edificio in laterizi eretto nelle prime forme del gotico lombardo con bel portale e rosa in marmo. L’interno, a tre navate, conserva affreschi del Trecento, importante testimonianza dell’incontro tra influssi giotteschi e stile lombardo.

3. Una presenza monumentale: Certosa di Pavia. Una piccola comunità di monaci cistercensi, provenienti da Casamari, tiene viva la presenza religiosa in questo grande complesso (la visita avviene solo per gruppi accompagnati da un monaco). L’impatto monumentale è però nettamente prevalente su quello spirituale. La chiesa, uno dei principali esempi di architettura rinascimentale nell’Italia settentrionale, ha una bella facciata, opera dei fratelli Cristoforo e Antonio Mantegazza e di Giovanni Amadeo, e una snella torre nolare, che si eleva sul tiburio ornata da loggette, e che ricorda quella della non lontana abbazia di Chiaravalle Milanese (vedi). L’interno, a tre navate, ha invece struttura gotica, con volte a crociera rette da pilastri. Vi si trovano numerose opere d’arte come la Pala di Sant’Ambrogio (sesta cappella a sinistra), la pala con Incoronazione di Maria con Francesco Sforza e Ludovico il Moro (abside del transetto sinistro) e  Gian Galeazzo che presenta il modello della Certosa (abside transetto destro), opere del Bergognone, grande maestro del Rinascimento lombardo. Nel mezzo del transetto sinistro si trovano invece gli splendidi monumenti funebri di Beatrice d’Este e Ludovico il Moro opera di Cristoforo Solari. Nel chiostro grande è possibile visitare una casa-tipo della Certosa mentre il chiostro piccolo ha una preziosa decorazione in terracotta.

4. Carica di storia: Abbazia di san Giacomo a Pontida (BG).  Famosa soprattutto per il Giuramento che nel 1167 diede vita alla Lega Lombarda contro l’imperatore Federico I di Svevia, l’abbazia di San Giacomo Apostolo di Pontida, presso Bergamo, fu uno dei principali insediamenti monastici di ispirazione cluniacense a sud delle Alpi. Sconsacrata e trasformata in stabilimento, magazzino e deposito fino al 1910 viene  restituita ai monaci della Congregazione Cassinese che ne curano ora anche la vita parrocchiale.  Pontida non è certo un luogo entusiasmante per chi vi cerchi arte e atmosfere rarefatte. Nulla purtroppo rimane della originaria fondazione cluniacense; solo la chiesa, a tre navate conserva ancora la struttura gotica originale e, all’altare maggiore, i resti del sarcofago di Sant’Alberto da Prezzate, suo fondatore. Interessanti sono anche la Sala Capitolare, ormai nota come sala del Giuramento, la sacristia e il chiostro, entrambi ornati da affreschi cinquecenteschi. Nell’abbazia si trovano anche un piccolo museo e la biblioteca, una delle più ricche della Lombardia.

5. Silenziosa ed elegante: Abbazia di san Nicolò, Rodengo Saiano (BS). Non lontano dalle prime colline della Franciacorta, sorge il complesso monastico di San Nicolò di Rodengo che svetta con la sua torre merlata sulla pianura circostante.  Rodengo appare oggi comunque come un’abbazia tipicamente rinascimentale e “olivetana” poiché proprio ai monaci bianchi di Monteoliveto si deve la quasi completa ristrutturazione degli edifici avvenuta tra il 1445 e il 1600 nelle forme che ancora vediamo. Romanino, Moretto, Lattanzio Gambara, Grazio Cossali, quattro grandi interpreti della scuola pittorica che si sviluppò a Brescia nel XVI secolo, hanno lasciato proprie importanti opere a Rodengo (refettorio, sacristia, Sala capitolare). Notevoli opere d’arte sono anche le tarsie cinquecentesche eseguite dal frate olivetano Raffaello da Brescia nel coro e nella porta della chiesa, per il resto di aspetto barocco. Tre chiostri, tra cui il monumentale Chiostro Grande, conservano forme rinascimentali.

 

Lombardy is not a particularly “spiritual” land. Yet there are many high level destinations, both religious and artistic, throughout the territory of this region. Here a short itinerary discovering five old abbeys, still inhabited by monastic communities, that can be easily reached in a daily trip from Milan or any other city in Lombardy.

1. Abbey of Chiaravalle. What strikes you when you look at it from afar? Its tower! Located on the edge of Milan is a place of tranquility and silence. The large carved choir from 1645, one of the most beautiful of its time and still preserved, stands in the centre of the central nave, breaking up the perspective of the abbey church and altering the original Cistercian sobriety as well as the 16th century frescoes attributed to the Fiammenghini adorning the presbytery, Behind the spectacular staircase that linked the church to the monks’ cells the Bernardino Luini’s Madonna with Child and Angels, is certainly the most important artwork in the abbey.

2. Abbey of Viboldone. Near San Giuliano Milanese and easily reachable from Chiaravalle, nun’s abbey of Viboldone is a small miracle of survival. Of the ancient abbey buildings, however, almost nothing remains, except the beautiful church and what was once the house of the prior. Next to it stands the new modern monastery designed by the architect Caccia Dominioni and inaugurated in 1964. The abbey church of Viboldone is a brick building erected in the early forms of Lombard Gothic with a beautiful portal and pink marble. The interior, with three naves, preserves frescoes of the fourteenth century, an evidence of the encounter between Giotto’s influences and Lombard style.

3. Certosa of Pavia. A small community of Cistercian monks keeps alive the religious presence in this large complex (the visit it’s possible only for groups accompanied by a monk). The monumental impact is therefore prevalent on the spiritual one. The church, one of the main examples of Renaissance architecture in northern Italy, has a beautiful facade, by the brothers Cristoforo and Antonio Mantegazza and Giovanni Amadeo, and a slender tower reminiscent of that of the nearby abbey of Chiaravalle Milanese (see). The interior, with three naves, has a Gothic structure, with cross vaults supported by pillars. There are numerous works of art such as the Altarpiece of Sant’Ambrogio (sixth chapel on the left), the Altarpiece with Coronation of Mary with Francesco Sforza and Ludovico il Moro (apse of the left transept) and Gian Galeazzo presenting the model of the Certosa (apse right transept), works by Bergognone, great master of the Lombard Renaissance. In the middle of the left transept are the splendid funerary monuments of Beatrice d’Este and Ludovico il Moro by Cristoforo Solari. In the large cloister it is possible to visit a typical house of the Certosa, while the small cloister has a precious terracotta decoration.

4. Abbey of San Giacomo a Pontida.  Famous above all for the Oath that in 1167 gave birth to the Lombard League against Emperor Frederick I of Swabia, the Abbey of San Giacomo Apostolo di Pontida, near Bergamo, was one of the main monastic settlements of Cluniac inspiration south of the Alps. Deconsecrated and transformed into a factory and warehouse until 1910 it was returned to the monks of the Cassinese Congregation, who now also took care of its parish life.  Pontida is certainly not an exciting place for those looking for art and rarefied atmospheres. Unfortunately, nothing remains of the original Cluniac foundation; only the church, with its three naves, still preserves its original Gothic structure and, at the high altar, the remains of the sarcophagus of Sant’Alberto, its founder. Also interesting are the Chapter House, now known as the Room of the Oath, the sacristy and cloister, both adorned with sixteenth-century frescoes. In the abbey there is also a small museum and a library, one of the richest in Lombardy.

5. Abbey of San Nicolò, Rodengo Saiano (BS). Not far from the first hills of Franciacorta, the monastic complex of San Nicolò di Rodengo stands out with its crenellated tower on the surrounding plain.  Today Rodengo appears as a typically Renaissance and “olivetan” abbey because it was the white monks of Monteoliveto who were responsible for the almost complete renovation of the buildings between 1445 and 1600 in the forms that we still see. Romanino, Moretto, Lattanzio Gambara, Grazio Cossali, four great interpreters of the school of painting that developed in Brescia in the sixteenth century, have left their important works in Rodengo (refectory, sacristy, Chapter House). Remarkable works of art are also the sixteenth-century inlays made by the Olivetan friar Raffaello da Brescia in the choir and in the door of the church, otherwise of Baroque appearance. Three cloisters, including the monumental Great Cloister, preserve Renaissance forms.

 

 

 

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