Città sante di Israele e della Palestina/Holy Cities in Israel and Palestine.

Dopo il post introduttivo dedicato a una visione generale delle Città Sante nel Mondo e quello dedicato all’Europa vi porto ora con alcuni post successivi alla scoperta delle città sante del Medio Oriente, un’area in cui il concetto di “santo” ha sicuramente un valore superiore rispetto ad altre aree del mondo. Le tre grandi religioni del Libro hanno qui alcuni dei loro luoghi più sacri ma ci sono anche città considerate sante anche da religioni meno conosciute. Un vero mosaico di fedi e credenze che è anche la causa delle molte tensioni e dei conflitti che rendono quest’area una delle più tormentate del mondo. Un’evidente contraddizione rispetto al valore del termine “santo” che dovrebbe invece garantire pace e rispetto. Ma la lettura di questa contraddizione perpetua è delicata e complessa. Se siete interessati a una possibile chiave di interpretazione vi invito a leggere questo post che ho pubblicato tempo fa e che cercava di dare una spiegazione plausibile (Sul concetto di religione vera o falsa) alle “guerre di religione”. Il primo post del nostro viaggio in Medio Oriente è interamente dedicato alle città sante che si trovano nell’antica regione della Palestina, oggi divisa tra Israele e Territori Palestinesi.

Il nostro viaggio non può che iniziare dalla città sacra a tre religioni: Gerusalemme. I tre luoghi in cui i fedeli delle tre religioni rivolgono la loro fede e le loro preghiere sono vicini tra loro e creano non pochi problemi di convivenza, specialmente lo Hakotel Hama’aravi, il Muro Occidentale (o del Pianto) luogo sacro agli ebrei e la Moschea di Al Aqsa che lo sovrasta che è il terzo luogo più sacro al mondo per i Musulmani dopo La Mecca e Medina. La Basilica del Santo Sepolcro è invece condivisa da tutti i cristiani e anche qui non mancano le occasioni di scontro tra i membri delle varie confessioni (chi non ricorda la rissa tra sacerdoti greco ortodossi e armeni di qualche anno fa?) che rendono meno pacifico del dovuto questo luogo santo, spesso troppo affollato per poterlo vivere con la dovuta serenità, malgrado le sue grandi dimensioni.

72 - parte degli uomini
The Western Wall, Jerusalem, men side. (ph. Maria Lecis)

Ma non è solo Gerusalemme ad avere lo status di città sacra nella Terra Santa. Gli Ebrei per esempio considerano sacra anche la città di Hebron (ora appartenente alla Cisgiordania amministrata dai Palestinesi) dove si trova la Tomba dei Patriarchi: in questo affascinante e complesso edificio convivono una moschea, una basilica, una sinagoga e la celebre grotta di Maqpela, ma vi si trovano soprattutto i sepolcri di Abramo, Isacco e Giacobbe. Il luogo è molto bello ma purtroppo non sempre accessibile a causa delle tensioni tra ebrei e musulmani. Più tranquilla anche se di minor valore storico artistico è la visita alle altre due città sante per gli Ebrei: Tiberiade e Safed.

609 -mura di tiberiade
The walls of Tiberias facing the lake. (ph. Maria Lecis)

Tiberiade oggi appare come una città di vacanza senza troppo fascino sulle rive dell’omonimo lago, teatro di numerosi racconti evangelici. La sua “santità” è dovuta in particolare alla presenza di alcuni sepolcri di rabbini che qui si dedicarono al Talmud e al fatto che per gli Ebrei è questo il luogo da dove inizierà la Redenzione. Di Safed, la bella città azzurra sulle colline della Galilea, centro di studi e di vita spirituale, ho parlato in un post dedicato e a cui vi rimando e che trovate a questo link: Safed l’azzurra la città della Cabala.

784 -nazareth chiesa annunciazione
Basilica of the Annunciation, Nazareth (ph Maria Lecis)

Per i cristiani, inutile sottolinearlo, sono santi tutti i luoghi citati nei racconti evangelici ma, parlando di città, sono da citare Betlemme (si trova anch’essa in Cisgiordania) dove la Basilica della Natività sorge nel cuore di un’affascinante città antica di tipico aspetto mediorientale e Nazareth in Galilea dove invece si trova la moderna Basilica dell’Annunciazione, progettata dall’architetto italiano Muzio. Anche Nazareth è una città tipicamente mediorientale con strade strette e bazar in cui il grande complesso della Basilica costituisce un’angolo di pace con al centro la grotta dell’Annunciazione.

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The lush garden of the Baha Allah house and tomb, the holiest site for Baha’i religion, near Akko, Israel. (ph. Maria Lecis)

Anche la bella città di Haifa, nel nord di Israele, dove si trova la collina del Carmelo, è considerata una città santa ma non per i cristiani o gli ebrei ma per i seguaci della religione Baha’i. Forse non l’avete mai sentita nominare ma è diffusa in tutto il mondo e conta circa 7 milioni di fedeli. Essendo derivata dall’Islam, a cui apparteneva il suo fondatore il persiano Baha Allah vissuto nel XIX secolo, può essere considerata una religione abramitica anche se il suo credo principale, che l’ha portata a conquistare numerosi fedeli anche negli Stati Uniti e in Europa, è basato sull’unità spirituale di tutte le religioni. C’è una continuità spirituale tra i profeti apparsi nella storia: Adamo, Abramo, Mosè, Zoroastro, Krishna, Buddha, Gesù, Maometto e il Bab (il profeta persiano precursore del movimento martirizzato dai turchi come eretico), una continuità che porta tutti i loro messaggi a essere complementari e non antagonisti. Lo spettacolare santuario Baha’i Shrine che sorge in cima a una collina preceduto da giardini terrazzati particolarmente curati, è un grande complesso composto da edifici di stili diversi ma dominato dalla grande cupola dove si trova la tomba del Bab, martirizzato dai turchi nella vicina Akko e qui trasportato. Un luogo davvero strano e interessante che si può visitare con guide appartenenti al credo Baha’i che illustrano i principi di questa religione. Proprio ad Akko, anch’essi circondati da bellissimi giardini per cui i Baha’i paiono avere una vera e propria passione, si trovano la casa e la tomba di Baha Allah. Entrambi i monumenti sono stati inseriti dell’UNESCO tra il patrimonio dell’Umanità.

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The Nabi Shu’aib, the tomb of the holiest prophet for the Druse people near Tiberias, Israel (ph. Maria Lecis)

Deriva dall’Islam anche un’altra minoranza religiosa che vive oggi in Galilea: quella dei Drusi, che si distingue per un culto esoterico e segreto, che contempla anche la trasmigrazione delle anime e che ha la sua roccaforte nelle valli del vicino Libano. Si trova però nel territorio di Israele il luogo più sacro per i seguaci di questo culto: presso la città di Hittin, non lontana da Tiberiade in Galilea si trova, isolata in una valle, la bianca e immacolata tomba di Shu’ayb, profeta pre islamico, citato molte volte nel Corano considerato dai Drusi il proprio padre spirituale meta ogni anno di un grande pellegrinaggio da parte dei drusi di tutto il Medio Oriente.

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Samaritans holy site mount Gerizim (Wiki Commons)

Altra minoranza che ha una propria città santa in territorio palestinese è quella dei Samaritani, un culto che si inserisce nella tradizione ebraica ma che si differenzia per avere una propria versione della Torah e per definirsi l’unico depositario di come l’ebraismo fosse prima dell’esilio a Babilonia, che considerano come luogo maggiormente sacro il monte Garizim che sovrasta la città di Nablus. Non c’è molto da vedere in realtà se non le rovine di un tempio antico e un museo dedicato alla storia e alle credenze di questa religione ormai quasi estinta. Ma la città è anche visitata da pellegrini cristiani per visitare il famoso Pozzo di Giacobbe, teatro dell’episodio evangelico della Samaritana. Per gli ebrei si trova qui anche la tomba di Giuseppe che invece per i musulmani è a Hebron nella tomba dei patriarchi.

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Jerusalem’s view from a old city’s roof. ph. Maria Lecis

After the first post dedicated to a general view of the Holy Cities in the World and the one dedicated to Europe, my next post will be dedicated to the holy cities of the Middle East, a land in which the concept of “saint” has certainly a higher value than other areas of the world. The three great Abrahamic religions have here some of their most sacred places but there are also cities considered holy even by minorities. A true mosaic of faiths and beliefs, that is also the cause of the struggle making this area one of hottest in the world. We can see a clear contradiction: “holy” should mean peace and respect. Understanding this perpetual contradiction is not easy. If you are interested in a possible key of interpretation I invite you to read this post that I published some time ago and that gave a plausible explanation (About true or false religion) to the “wars of religion”. The first post of our trip to the Middle East is dedicated to the holy cities in the ancient region of Palestine, now divided between Israel and the Palestinian Territories.

Our journey starts from the most sacred city to three religions: Jerusalem. The three major sites for the devotees of the three religions are close together and sometimes this proximity create problems of coexistence, especially at the Hakotel Hama’aravi, the Western Wall (or Wailing Wall) sacred place for Jews and the Al Aqsa Mosque, standing just above it, which is the third most sacred place in the world for Muslims after Mecca and Medina. The Basilica of the Holy Sepulchre is shared by all Christians and even here there are opportunities for clashes between members of the various confessions that make this holy place less peaceful than it should be, often too crowded to be able to live it with due serenity, despite its large size.

But not only Jerusalem has the status of a sacred city in the Holy Land. The Jews, for example, also consider sacred the city of Hebron (now part of the West Bank administered by the Palestinians) where the Tomb of the Patriarchs is located: in this fascinating building coexist a mosque, a basilica, a synagogue and the famous cave of Maqpela, and the tombs of Abraham, Isaac and Sarah and Jacob. The place is very beautiful but unfortunately not always accessible because of the tensions between Jews and Muslims. More quiet even if of lesser historical and artistic and spiritual value is the visit to the other two holy cities for the Jews: Tiberias and Tsfat. Tiberias today appears as a holiday city without charm on the shores of the lake of the same name, the scene of many Gospel tales. Its “holiness” is due in particular to the presence of some tombs of rabbis who here dedicated themselves to the Talmud. This is also the place for the Jews from where the Redemption will begin. I have spoken of Tsfat, the beautiful “blue city “on the hills of Galilee, center of studies and spiritual life, in a post dedicated and to which I refer you and that you find at this link: The blue city of Kabbalah.

For Christians all the places mentioned in the Gospel tales are holy but, focusing on the cities, we must mention Bethlehem (also located in the West Bank) where the Basilica of the Nativity stands in the heart of a fascinating Middle Eastern ancient city and Nazareth in Galilee where the modern Basilica of the Annunciation, designed by the Italian architect Muzio stands. Nazareth is also a typically Middle Eastern city with narrow streets and bazaars where the large complex of the Basilica is a corner of peace with the cave of the Annunciation in the center.

The beautiful city of Haifa in northern Israel, where the Carmel Hill is located, is also considered a holy city but not for Christians or Jews but for followers of the Baha’i religion. Perhaps you have never heard of it, but it is widespread throughout the world and has about 7 million faithful. Being derived from Islam, to which belonged its founder the Persian Baha Allah, lived in the nineteenth century, can be considered an Abrahamic religion even if its main belief, which led to conquer numerous faithful in the United States and Europe, is based on the spiritual unity of all religions. There is a spiritual continuity between the prophets who have appeared in history: Adam, Abraham, Moses, Zoroaster, Krishna, Buddha, Jesus, Mohammed and the Bab (the Persian prophet, precursor of the movement martyred by the Turks as a heretic), a continuity that leads all their messages to be complementary and not antagonistic. The spectacular Baha’i Shrine that rises on top of a hill preceded by terraced gardens, is a large complex composed of buildings of different styles but dominated by the large dome where there is the tomb of Bab, martyred by the Turks in nearby Akko and transported here. A really strange and interesting place that can be visited with guides belonging to the Baha’i creed that illustrate the main beliefs of this religion. Near the walled city of Akko, also surrounded by beautiful gardens for which the Baha’i seem to have a real passion, you can find the house and the tomb of Baha’i Allah. Both monuments have been included in the UNESCO World Heritage List

Another religious minority that lives in Galilee today also derives from Islam: that of the Druze, which is distinguished by an esoteric and secret cult, which also contemplates the transmigration of souls and which has its stronghold in the valleys of nearby Lebanon. However, the most sacred place for the followers of this religion is in the territory of Israel: near the city of Hittin, not far from Tiberias in Galilee, stands, isolated in a valley, the white and immaculate tomb of Shu’ayb, a pre-Islamic prophet, mentioned many times in the Koran considered by the Druze his spiritual father, destination every year of a great pilgrimage by the Druze throughout the Middle East.

The last minority that has its own holy city in Palestinian territory is that of the Samaritans, a cult that is part of the Jewish tradition but that differs in that it has its own version of the Torah and to define itself as the only repository of how Judaism was before exile in Babylon. There is not much to see in the Gerizim Mount, the holy mountain of the Samaritans, except the ruins of an ancient temple and a museum dedicated to the history and beliefs of this religion now almost existent. Nablus, the city that lies just below the holy mount, is also visited by Christian pilgrims for the famous Jacob’s Well, the scene of the evangelical episode of the Samaritan. For the Jews is also the site of the tomb of Joseph, while for the Muslims it is in Hebron, just in the tomb of the patriarchs.

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